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22 ottobre 2012 Comments (0) Dalla home page

CORRUZIONE-Rapporto: Monti, mina fiducia mercati e imprese

Il diffondersi delle pratiche corruttive mina la fiducia dei mercati e delle imprese, scoraggia gli investimenti dall’estero, determina, quindi, tra i suoi molteplici effetti, una perdita di competitivita del Paese. Lo ha spiegato il presidente del Consiglio, Mario Monti, nella presentazione del rapporto sulla corruzione. ”E’ per queste ragioni che la lotta alla corruzione e stata assunta come una priorita del Governo. Sono pertanto grato ai ministri Cancellieri, Patroni Griffi e Severino per l’impegno profuso in questi mesi nel seguire l’iter del disegno di legge recante misure di contrasto alla corruzione. Un contrasto alla corruzione – ha spiegato Monti – che, come del resto suggerito dagli organismi internazionali impegnati su tale delicato fronte, passa per una strategia di tipo ”integrato”, essendo necessario elaborare ed attuare un’organica politica che miri al tempo stesso alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno”.

La corruzione ggrava sulla crescita economica dell’Italia, dimezzandone il Pil. A risentire maggiormente dei fenomeni corruttivi e il mercato degli appalti pubblici, con ripercussioni sullo sviluppo della concorrenza e del libero mercato. Fatto sta, che se il nostro Paese si collocasse tra i meno corrotti, il tasso di crescita economica sarebbe stato oltre il triplo a breve termine e circa il doppio a lungo termine (1970-2000). Inoltre, ogni punto di discesa nella classifica di percezione della corruzione provoca la perdita del 16% degli investimenti dall’estero. E l’Italia, in questa speciale classifica e gia scivolata al 69mo posto, a pari merito con il Ghana e la Macedonia.

Anche per il ministro per la Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, la corruzione e “una delle principali cause dell’inefficienza dei servizi destinati alla collettivita, del dissesto delle finanze pubbliche, come pure della disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche”: infatti, e causa di ingenti costi economici ma anche sociali, perche determina la compromissione del principio di uguaglianza, minando le pari opportunita dei cittadini, cosi da rivelarsi uno dei fattori di disgregazione sociale” Per Patroni Griffi, “l’obiettivo di restituire qualita e autorevolezza alla pubblica amministrazione passa, dunque, anche per il contrasto alla corruzione, da intendere peraltro in senso ampio, in essa ricomprendendo anche episodi che sono comunque espressione di maladministration”.

La corruzione, poi, frena il progresso tecnologico delle imprese, “incentivate ad investire nel mercato della tangente anziche in quello dell’innovazione e della ricerca”. Secondo un recente studio della Banca Mondiale, citato nel Rapporto, le “imprese costrette a fronteggiare una pubblica amministrazione corrotta e che devono pagare tangenti crescono in media quasi del 25% di meno di imprese che non fronteggiano tale problema”. Ad essere piu fortemente colpite sono le piccole e medie imprese e le imprese piu giovani: le piccole imprese hanno un tasso di crescita delle vendite di piu del 40% inferiore rispetto a quelle grandi.

Per quanto riguarda gli appalti pubblici, nel 2011 questo settore ha comportato una spesa di 106 miliardi di euro (Iva esclusa), pari a circa l’8,1% del Pil: il 31% per lavori, il 41% per servizi, il 28% per forniture. Sono 1.236.000 gli appalti fino a 40.000 euro per un importo di circa 5,3 miliardi. Ammontano a 128.000 le procedure perfezionate tra 40.000 e 150.000 euro per un importo pari a circa 8,3 miliardi di euro. Mentre sono 60.000 le procedure completate per la fascia di importo superiore a 150.000 euro, per un impegno di spesa pari a 92 miliardi di euro. “La dimensione economica del settore – ha avvertito la Commissione – spiega la capacita attrattiva esercitata rispetto alle pratiche corruttive”. Ecco perche occorre una “costante azione di vigilanza”.

Il quadro tracciato, dunque, “rende evidente che gli interessi finanziari in gioco e l’interazione tra il settore pubblico e quello privato fanno degli appalti pubblici un’area in cui e particolarmente elevato il rischio che si registrino fenomeni corruttivi, con ripercussioni sullo sviluppo della concorrenza e del libero mercato: i decisori pubblici, in ragione dell’accordo illecito, aggirano o mancano di adottare del tutto quei meccanismi concorrenziali che dovrebbero garantire l’assegnazione della gara all’impresa che presenta la migliore offerta per l’ente pubblico”. A giudizio della Commissione, poi, il settore degli appalti pubblici soffre di “iper regolamentazione”. Tale situazione determina “un’eccessiva burocratizzazione che incombe pesantemente sul settore, caratterizzato, viceversa, da un mercato dinamico”. Tra i problemi strutturali indicati dalla Commissione anche la “polverizzazione delle stazioni appaltanti”: sono piu di 30mila e spesso di minime dimensioni. con piu di 60mila centri di costo. Ecco perche la Commissione propone, tra l’altro, centrali uniche di committenza per ambito territoriale, la creazione di una black list delle stazioni appaltanti che non si adeguano a criteri reputazionali e relativa esclusione dal finanziamento pubblico.

“La corruzione – secondo il Rapporto – frena il progresso tecnologico delle imprese, incentivate ad investire nel mercato della tangente anziche’ in quello dell’innovazione e della ricerca”: un valore nell’indice di percezione della corruzione di Transparency international al livello di uno dei Paesi meno corrotti avrebbe garantito all’Italia “un tasso di crescita economica di oltre il triplo a breve termine e di circa il doppio a lungo termine”. Ogni punto di discesa nella classifica di percezione della corruzione, come redatta da Transparency International, provoca la perdita del 16% degli investimenti dall’estero. Costi economici indiretti, “di meno agevole quantificazione”, sono legati a “ritardi nella definizione delle pratiche amministrative”; “cattivo funzionamento degli apparati pubblici”; “inadeguatezza se non inutilita’ delle opere pubbliche, dei servizi pubblici e delle forniture pubbliche realizzati”; “non oculata allocazione delle gia’ scarse risorse pubbliche”; “perdita di competitivita’ e freno alla crescita del Paese”. Costi di tipo sistemico, non misurabili in termini economici, riguardano invece valori fondamentali per la tenuta dell’assetto democratico quali eguaglianza, trasparenza dei meccanismi decisionali, fiducia nelle istituzioni, funzionamento delle istituzioni pubbliche.

Rafforzamento della distinzione tra competenze degli organi politici e competenze degli organi amministrativi; crescita della capacita delle diverse amministrazioni nell’esercizio delle proprie funzioni e infine, maggiore professionalizzazione del personale e rotazione degli incarichi. Queste, alcune delle contromisura da mettere in campo per combattere il fenomeno corruttivo in Italia. Gli italiani percepiscono un livello di corruzione maggiore in politica, seguita dal settore privato e della pubblica amministrazione.

Secondo il Rapporto sulla lotta alla corruzione, a cura della Commissione per lo studio e l’elaborazione di misure per la prevenzione della corruzione che e stato presentato dal Governo, si nota come molti episodi di corruzione oggi, nel nostro Paese, riguardano appartenenti agli organi di indirizzo ”riferibili alle decisioni di piano e alle decisioni sugli interventi attuativi”.

Dal rapporto emerge che e la sanita il settore “maggiormente esposto al rischio di corruzione per ragioni di ordine finanziario”. Uno dei motivi e “l’ingente spesa pubblica, accresciuta negli ultimi due decenni, con l’aumento significativo della spesa regionale rispetto a quella dello Stato e degli enti locali”.

“Grandi quantita di denaro – si legge ancora nel documento – sono gestite con l’assunzione di decisioni amministrative, che si rinnovano frequentemente, percio esposte ai tentativi di condizionamento illecito, che possono assumere varie forme: spese inutili, contratti conclusi senza gara, gare svolte in modo illegale, assunzioni e inquadramenti illegittimi, falsita e irregolarita nella prescrizione di farmaci e simili, inadempimenti e irregolarita nell’esecuzione dei lavori e nella fornitura di beni»” Tra i rimedi suggeriti dalla Commissione, “un maggior rigore nella individuazione dei requisiti per la nomina dei direttori generali, con adeguata motivazione ed elaborazione di un albo o di un elenco, tenuto dal ministero della sanita o da altra autorita nazionale, che restringerebbe la scelta delle autorita regionali tra i soggetti i cui requisiti siano stai preventivamente accertati.

Presentazione del Rapporto

Rapporto sulla Corruzione

Schede sul Rapporto

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