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26 gennaio 2011 Comments (0) Dalla home page

CONSUMI – Vendite dettaglio: preoccupante calo a novembre

E’ confermato il perdurare della fase di debolezza della domanda per consumi di beni. Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio Imprese per l’Italia ai dati Istat sulle vendite del commercio al dettaglio nel mese di novembre quando si e registrata una diminuzione dello 0,3% rispetto a ottobre 2010 e un aumento dell’1% rispetto a novembre 2009.

Inoltre, l’Istat ha comunicato che in termini congiunturali (al netto della stagionalita), sia le vendite di prodotti alimentari, sia quelle di prodotti non alimentari hanno registrato variazioni negative (rispettivamente -0,5% e -0,2%), mentre, rspetto a novembre 2009, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dell’1,0% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,9%. ”L’alternarsi di modesti aumenti e di diminuzioni su base mensile, seppure inserito in un contesto di graduale miglioramento, dimostra che i consumi non hanno ancora intrapreso quel sentiero di sviluppo necessario a sostenere la ripresa dell’economia italiana”. Ancora dall’Istat abbiamo apprso che nell’ultimo trimestre (periodo settembre-novembre), l’indice destagionalizzato del valore del totale delle vendite al dettaglio ha registrato un calo dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti e, nello stesso confronto congiunturale, sia le vendite di prodotti alimentari, sia quelle di prodotti non alimentari sono diminuite dello 0,2%.

Un calo quello delle vendite al dettaglio a novembre che “e preoccupante”, secondo la Confesercenti che ha chiesto interventi coraggiosi. ”Il calo dello 0,3% delle vendite al dettaglio di novembre rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione per le imprese – si legge in una nota – e, nello specifico, per quelle del commercio. Colpisce il calo del settore alimentare perche evidenzia un’aspettativa non positiva dell’andamento dell’economia e soprattutto sottolinea una forte incertezza individuale sul proprio futuro. I nodi rimangono quelli della crescita economica e degli strumenti utili alle imprese per investire in innovazione e sviluppo”. Tutatvia, “le risorse vanno trovate tagliando sprechi ed eccessi, razionalizzando enti ed Istituzioni, finalizzando il tutto allo sviluppo, alla riduzione del debito e alla diminuzione della pressione fiscale. Obama in queste ore ha chiesto al Congresso americano meno tasse per le imprese e ha rilanciato l’obiettivo di tagliare le spese. Verrebbe la voglia di dire – ha concluso la Confesercenti – peccato che Obama non sia un politico italiano. Il suo discorso sui veri problemi dello sviluppo sarebbe stato utile anche per il nostro Parlamento”.

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