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29 marzo 2011 Comments (0) Approfondimenti

CONSUMATORI- Furto d’identità: ecco i controlli incrociati

Banche, finanziarie e centrali rischi private possono verificare i dati degli utenti, chiedendo conferma al nuovo archivio centralizzato del Ministero dell’Economia. C’e anche l’obbligo di inviare copia scritta del contratto all’indirizzo anagrafico dei consumatori che saranno piu tutelati contro il furto di identita, con un archivio centrallizzato istituito presso il Ministero dell’Economia e finanze: e questo un sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al cosiddetto furto di identita di persone fisiche o giuridiche (utilizzo indebito di dati personali, occultamento parziale di identita).

D’altra parte la sicurezza trova un corrispettivo nella possibilita estesa di consultazione dei dati personali, seppure a scopo di sicurezza. L’illecito che il decreto si propone di arginare viene definito, dunque, “furto d’identita” e cioe l’impersonificazione indebita da parte del ladro dell’identita altrui, eventualmente in forma parziale.

Lo strumento scelto attiva un sistena di prevenzione incentrato sulla creazione di un data base presso il ministero dell’economia. Naturalmente contro il furto di identita l’ordinamento prevede forme di tutela a posteriori, in particolare sul piano della repressione penale: si tratta, pero, di reazioni, molto spesso, non satisfattive del diritto alla integrita patrimoniale del consumatore.

L’architettura del sistema di prevenzione deve fare i conti con la legislazione sulla tutela della riservatezza e in particolare con il decreto legislativo 196/2003 (codice della privacy).

La creazione di una banca dati di grosse dimensioni costituisce, infatti, un trattamento dei dati personali, assoggettato completamente alla disciplina del predetto codice.

Il titolare del trattamento e individuato nel ministero dell’economia e delle finanze; mentre a ricoprire il ruolo di responsabile del trattamento e la Consap S.p.A, ente gestore dell’archivio informatizzato.

Altro organismo cardine del sistema di prevenzione del furto di identita e un gruppo di lavoro che monitora e vigila sul sistema stesso, con compiti di studio e promozione di iniziative connesse agli scopi anti frode.

L’archivio sara alimentato anche dagli operatori economici interessati e quindi le banche e gli intermediari finanziari, i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, i fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato (decreto legislativo n.177/2005), i gestori di sistemi di informazioni creditizie e le imprese che offrono servizi assimilabili alla prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi.

Questi soggetti (e altri di futura individuazione con decreto ministeriale) trasmetteranno all’archivio le informazioni relative ai casi che configurano un rischio di frodi nei settori del credito, dei servizi di comunicazione elettronica o interattivi. Inoltre sara messo a disposizione della collettivita un servizio gratuito, telefonico e telematico, per inviare segnalazioni da parte di soggetti che hanno subito o temono di aver subito frodi configuranti ipotesi di furto di identita.

L’archivio sara, dunque, messo a disposizione degli operatori economici, che possono chiedere alla Consap la verifica dei dati contenuti nella documentazione fornita dalle persone fisiche che richiedono una dilazione o un differimento di pagamento, un finanziamento o altra analoga facilitazione finanziaria, un servizio a pagamento differito.

Naturalmente avranno accesso al sistema di prevenzione carabinieri, guardia di finanza e Polizia di Stato.

L’archivio e tripartito: una interconnessione di rete per dare riscontro agli operatori economici, un modulo informatico centralizzato per raccogliere dati sui casi di furto d’identita e un modulo informatico di allerta, che memorizza le informazioni sulle frodi subite o ai casi che configurano un rischio di frodi.

Dall’archivio possono partire segnalazioni al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, all’Unita di informazione finanziaria della Banca d’Italia e al Nucleo peciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.

Vediamo come avverra il controllo.

Gli operatori economici chiederanno il riscontro dei dati raccolti e il sistema confrontera questi dati con quelli detenuti da organismi pubblici e privati. Si potra chiedere conferma dei dati presenti nei documenti di identita, partite IVA, codici fiscali e documenti che attestano il reddito e dati relativi alle posizioni contributive previdenziali ed assistenziali.

Gli enti pubblici e privati saranno obbligati a rendere disponibil i dati per il confronto: e in questa previsione normativa sta il coordinamento con la legislazione sulla privacy.

Il presupposto normativo specifico implica il superamento dell’obbligo dell’interessato di acconsentire alla comunicazione dei propri dati (per gli enti privati) e implica la copertura normativa sufficiente per la comunicazione stessa da parte di soggetti pubblici (articolo 19 del D.Lgs 196/2003).

Tuttavia, l’archivio centralizzato non sara, cosi pare alla lettura del testo, una duplicazione delle banche dati degli organismi pubblici o privati detentori delle informazioni e cioe perche si prevede che l’ente gestore autorizzera “di volta in volta” la procedura di collegamento dell’archivio alle banche dati degli organismi pubblici e privati.

Il controllo dell’identita non sara gratuito: sara l’operatore economico a dover sostenere i costi, stabiliti con decreto ministeriale, anche se prevedibilmente saranno spalmati sui consumatori e utenti.

Per passare alla fase attuativa si attende un decreto ministeriale, la cui adozione e prevista entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo.

E prevista la consultazione del garante per la protezione dei dati personali, anche se alcuni limiti sono anticipati gia dal decreto in esame: tra tutti la limitazione della rihiesta di verifica dell’autenticita dei dati ai soli casi e scopi previsti per la prevenzione del furto di identita.

E non, quindi, ad esempio, per crearsi indirizzari per proposte commerciali o altro. Altra forma di tutela, esterna all’archivio, anche se molto efficace nella prassi, e rappresentata dall’obbligo, introdotto dal decreto, di invio di una copia del contratto stipulato, all’indirizzo risultante dai registri anagrafici della persona fisica titolare del rapporto.

Una copia in piu alla persona che apparentemente risulta avere sottsocritto il contratto puo suscitare la reazione di chi vede usato da terzi il proprio nome: il decreto non prevede un termine e non stabilisce che questa operazione costituisca condizione di efficacia del contratto stesso. Insomma, si tratta di un intervento importante, anche se non necessariamente a carattere preventivo. (Fonte:ipsoa.it – Art. di Antonio Ciccia)

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