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20 aprile 2011 Comments (0) News

CRISI – Confindustria: ripresa in rallentamento ma non a rischio, solo più debole

L’economia globale e in rallentamento. Lo si legge nella Congiuntura flash di aprile, a cura dell’Ufficio studi della Confindustria che sottolinea come il rallentamento sia “iparte naturale, dati i ritmi molto elevati degli ultimi mesi. Ma cominciano – fanno notare gli economisti degli industriali – anche a farsi sentire i rialzi delle materie prime, i tassi di interesse in aumento in molte nazioni, i sommovimenti politici nordafricani e mediorientali e il terremoto giapponese. La turbolenta gestione degli alti e crescenti debiti sovrani diffonde nuova incertezza”.

Secono Confindustria, “gli indicatori anticipatori dicono che la frenata, registrata in alcune statistiche congiunturali, e passeggera e che nella seconda meta dell’anno si assistera a una ripartenza. Tuttavia, non tengono conto degli effetti ritardati delle peggiori ragioni di scambio (dovute al caro commodity) e del maggior costo del denaro, il cui aumento e in corso da qualche mese a livello globale e viene accentuato dalle decisioni della
Bce. Tutto cio non mette a rischio la ripresa – viene ribadito – ma la rendera piu debole di quanto gia non provochino le conseguenze della crisi sui posti di lavoro, sui bilanci bancari, sui mercati immobiliari e sui margini aziendali. Restano molto ampi i divari di dinamismo, con alcune economie molto vivaci e altre in ritardo. L’Italia appartiene a queste ultime: da qualche mese la produzione industriale oscilla senza direzione, l’occupazione e stabile e la cig torna a salire, l’export mantiene un buon passo, ma inferiore a quello dei mercati di riferimento (tra i quali sono importanti Nord Africa e Medio Oriente, ora in subbuglio)”.

“L’accelerazione dei prezzi al consumo – si legge nell’analisi mensile di Confindustria – rispecchia le maggiori bollette energetiche e alimentari e trasferisce potere d’acquisto dai consumatori ai paesi esportatori di input primari, ma non ci sono sintomi di trasferimento su altri listini (l’inflazione core sale molto poco) ne tantomeno sulle retribuzioni (che scontano l’alta disoccupazione). Negli Usa la creazione di posti di lavoro sta accelerando, ma nelle vendite al dettaglio si fanno sentire il rincaro delle benzine e il settore delle abitazioni continua a essere un tallone d’Achille. Tra gli emergenti, frenano Cina e Brasile e proseguono a velocita elevata Russia e India”.

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