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18 gennaio 2016 Comments Off on COMMERCIO ESTERO-Export: Assocamerestero, i mercati europei spingono al rialzo (preconsuntivo 2015) News

COMMERCIO ESTERO-Export: Assocamerestero, i mercati europei spingono al rialzo (preconsuntivo 2015)

Traino dei Paesi dell’UE a 28 per le esportazioni tricolore nei primi undici mesi del 2015 (+4,0% contro il +3,3% dei mercati Extra-UE). A novembre per l’Italia miglior performance dell’export a livello europeo rispetto ad ottobre (+3,5%, contro il +3,0% della Francia e il +0,4% della Germania)

Riprende slancio l’export italiano verso i Paesi dell’Unione Europea: nel periodo gennaio-novembre 2015, si registra un incremento del 4,0%, nei dati destagionalizzati, delle vendite di prodotti italiani verso i Paesi dell’Area, a fronte di una crescita del 3,3% verso i mercati al di fuori dell’UE a 28, penalizzati dall’andamento negativo verso Russia (-25,9%) e Mercosur (-13,5%).

A novembre, inoltre, l’Italia protagonista sull’estero con la miglior performance esportativa in ambito europeo, grazie ad un aumento dell’export del 3,5% rispetto ad ottobre, mentre i cugini francesi si fermano al +3,0% e la Germania allo 0,4%.

“La crescita in Europa testimonia la necessità di una rinnovata attenzione sui mercati di tradizionale riferimento per le imprese italiane. E su questo la rete delle Camere italiane all’estero può dare un forte contributo di collegamento con l’imprenditoria locale. – sottolinea Gian Domenico Auricchio, Presidente di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – Le esportazioni in Francia e Germania, nostri primi due mercati di sbocco, segnano infatti un’accelerazione, con un valore delle vendite che nei primi undici mesi del 2015 supera complessivamente gli 86 miliardi di euro”.

Nello stesso periodo, surplus record della bilancia commerciale (77,3 miliardi di euro), in aumento di circa sette miliardi rispetto al 2015, in gran parte attribuibile al calo del deficit energetico.

Riguardo i settori, la meccanica, pur con una quota sull’export italiano in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al 2014, segna una lieve erosione del proprio avanzo, passato da 45,3 a 44,5 miliardi di euro, in linea con il calo più generale dell’attivo dei beni strumentali, ridottosi in un anno di 3,8 miliardi.

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