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16 luglio 2014 Comments (0) News

COMMERCIO ESTERO – Assocamerestero: a maggio l’Italia incrementa l’export su base annua del 3,1% contro il +2,3% della Germania

A maggio, +3,1% l’incremento delle esportazioni su base annua contro il +2,3% del competitor tedesco, nei dati destagionalizzati. In ripresa le vendite nei mercati dell’Ue (+5,8%), ma sono i mercati al di fuori dell’Unione ad offrire il principale contributo all’attivo della bilancia commerciale (pari al 63,0%). A fare da volano a questa performance, i risultati sul fronte europeo (+5,8% su base annua), sebbene il principale contributo sul fronte del surplus della bilancia commerciale continui a provenire dai paesi Extra-Ue (pari al 63,0%, per un valore di circa 2,3 miliardi di euro).

“Anche se si guarda al dato congiunturale, l’Italia conferma il suo posizionamento con un incremento dell’export del 2,2% rispetto ad aprile, a fronte invece di una perdita di terreno da parte della Germania (-1,2%) e di risultati meno “brillanti” di Francia (+0,3%) e Regno Unito (+0,6%) – sottolinea Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – Cio significa che le imprese italiane, nonostante l’euro forte e il difficile contesto nazionale, sono riuscite, inserendosi nel moderato ciclo di sviluppo delle economie Extra-UE, a guadagnare posizioni all’estero grazie alla qualita dei loro prodotti, come dimostra anche il valore medio unitario delle esportazioni, in aumento dello 0,5% rispetto a maggio 2013″.

Per quanto riguarda i settori, a fare la parte del leone nei primi cinque mesi dell’anno, in termini di surplus commerciale, e la meccanica (con un attivo di oltre 20 miliardi di euro e una quota del 18,4% sull’export complessivo), seguita dal tessile-abbigliamento-calzature (7,3 miliardi; 11,5%) e dagli articoli in gomma e materie plastiche (4,9 miliardi; 6,0%).

Per le destinazioni, se da un lato appaiono in crescita, nel periodo gennaio-maggio 2014, le esportazioni in ambito europeo (anche nei Paesi dell’Est), dall’altro assistiamo ad un preoccupante arretramento in alcuni mercati di riferimento sul fronte Extra-UE, come Svizzera (-15,3%), Russia (-6,7%) e Turchia (-4,7%).

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