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20 maggio 2010 Comments (0) Dalla home page

COMMERCIO – Confesercenti: “campagna verità” sugli outlet

Nel nostro Paese sembra sempre piu affermarsi una sorta di linea di pensiero secondo la quale le regole sono solo ostacoli alla libera espressione degli uomini. Lo ha affermato il vice presidente vicario di Confesercenti, Massimo Vivoli, riferendosi al “proliferare di una forma di commercio, quella dei cosiddetti outlet, che non e disciplinata da alcuna norma nazionale o regionale”.

“Questi, che erano nati come spacci aziendali per alienare capi difettati o ormai ampiamente fuori moda – ha spiegato Vivoli – sono adesso diventati uno dei canali di punta per la commercializzazione di alcune grandi marche. Per queste attivita, che spesso si palesano con grandi colate di cemento nella nostra campagne o colline, purche vicine a qualche svincolo o direttrice di traffico importante, non valgono – ha sottolineato – le norme che solitamente i nostri negozi devono osservare in merito a pubblicita e trasparenza dei prezzi. Anche per le colate di cemento di cui prima, spesso si assiste a tempi davvero “europei” per le pratiche amministrative che consentono l’insediamento di questi sfregi al nostro territorio. Spesso i nostri commercianti devono faticare ed aspettare di piu per qualche intervento murario nel proprio negozio, di sicuro a minor impatto ambientale“.

“Siamo cosi curiosi di sapere – ha ribadito Vivoli – se i vigili annonari verificano puntualmente l’osservanza della normativa vigente in materia di commercio e nello specifico quella relativa alle vendite straordinarie, presso gli outlet. Verificando magari anche se i prodotti sono davvero avanzi di magazzino o capi difettati. Per i nostri negozi che vendono capi firmati – ha continuato – i prezzi sono indicati dalle case produttrici e le regole delle vendite straordinarie devono essere rispettate attentamente. Crediamo che su questa materia ci sia necessita di una campagna-verita, per questo chiameremo i soggetti interessati ai diversi livelli al confronto e alla verifica, convinti che un mercato sia davvero libero se ci sono regole chiare e che tutti siano chiati a rispettarle. Vorremmo cosi evitare che la pubblica amministrazione si dimostri forte con i deboli e debole con i forti”.

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