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17 maggio 2011 Comments (0) Dalla home page

CONTRAFFAZIONE-Prodotti cinesi: a Roma lo smistamento

Lo scorso anno, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 110 milioni di prodotti di provenienza cinese (le voci piu rilevanti riguardano moda, beni di consumo e giocattoli). E’ emerso dall’indagine, presentata a Roma, su ”Le caratteristiche della criminalita organizzata cinese in Italia” realizzata dall’Osservatorio Socio-Economico sulla Criminalita del Cnel.

Mentre fino ai primi anni del 2000, si legge nell’indagine del Cnel, il fenomeno della contraffazione di prodotti cinesi era di modeste dimensioni, oggi costituisce il principale business delle organizzazioni criminali cinesi, a cui prendono parte esponenti delle organizzazioni mafiose italiane. Tale attivita ha in gran parte soppiantato le forme di accumulazione illecite del recente passato, gravitanti attorno alla gestione dell’immigrazione illegale. Un container di quaranta piedi contenente capi di abbigliamento ha un valore commerciale nominale di circa 60-70 mila euro, per un costo totale, inclusi dazi e Iva, di 100mila euro. A tale cifra corrisponde un margine netto di circa il 10%. Considerato che solitamente la merce staziona pochi giorni nei magazzini, pronta per essere sostituita da nuovi arrivi, spiega l’Indagine, gli imprenditori di import-export con la Cina hanno volumi d’affari tali da poter agevolmente sopportare costi anche molto alti per l’affitto dei luoghi di stoccaggio. Dal 2005 al 2010, vi sono state 6.668 segnalazioni sospette a carico di cittadini cinesi, pari al 7% del totale. Dal punto di vista penale, il riciclaggio rimane tuttavia un fenomeno sommerso, di cui le statistiche ne danno conto solo in modo marginale.

Roma e il principale centro di smistamento della merce contraffatta proveniente dalla Cina: un indicatore che esemplifica la rilevanza del commercio di prodotti importati dalla Cina, viene spiegato nell’indagine, e il prezzo d’affitto per metro quadrato dei capannoni lungo la Casilina e la Prenestina dove viene momentaneamente allocata la merce sdoganata dai porti di Napoli e di Civitavecchia, in attesa di entrare nel circuito della distribuzione commerciale. A Roma l’affitto mensile di un capannone di circa mille metri quadrati va da 10mila a 20mila euro, a Milano nell’ordine di 6mila euro mentre a Prato, dove la gran parte dei capannoni viene adibita a laboratori manifatturieri, il costo mensile si colloca fra 2.500 e 3mila euro. Infatti, la provincia di Roma ha i valori piu alti per il reato di contraffazione, mentre le province di Firenze e Prato si collocano al primo posto per organizzazione e favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Il dato statistico sui reati legati alla contraffazione che colloca la provincia di Roma al primo posto evidenzia il ruolo ricoperto dalla Capitale quale principale snodo di smistamento delle merci cinesi sia per l’intero territorio nazionale che per vari Paesi europei. Le province di Prato e Firenze, aree caratterizzate dal cospicuo inserimento delle imprese cinesi nei distretti industriali locali, presentano i valori piu’ alti per il reato di organizzazione dell’immigrazione illegale.

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