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2 febbraio 2011 Comments (0) Dalla home page

CATASTO – Revisione: Clerici, dubbi sulla legittimità

Ci sono una serie di motivi di perplessita sulla legittimita della revisione catastale prevista dall’art. art.1 comma 335 della legge finanziaria 2005 e, in particolare, riferendoci al caso del Comune di Roma. Cosi Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia, in una nota nella quale ha spiegato che “l’operazione di revisione catastale per microzone, presenta tutti i caratteri di una revisione catastale di carattere generale, sia pure limitata ad alcuni ambiti del territorio urbano – ha continuato – in quanto si estende alla generalita degli immobili presenti in quegli ambiti. Sicche essa dovrebbe venir assoggettata a tutte le normative che disciplinano le procedure applicabili a tale fattispecie: prima fra tutte quella prevista dall’art.16 del DPR 26 ottobre 1972, che dispone il coinvolgimento, nell’operazione, delle commissioni censuarie provinciali e centrale. Non sembra – ha commentato Clerici – che tale coinvolgimento sia stato attuato. La procedura e prescritta per evitare che il Catasto-Agenzia del Territorio conduca l’operazione da se solo e al fine di permettere l’intervento della consultazione dell’organo (dotato della maggior autorevolezza scientifica in materia), disposto dall’Ordinamento” .

Altra perplessita, secondo Clerici, riguarda l’illegittimita, sia “per disparita di trattamento fiscale ( violazione degli artt. 3 e 53 della Costituzione) derivante dal sistema della individuazione delle microzone : infatti, potrebbe avvenire che una reggia , classificata A2, inserita in zona non interessata dalla revisione, sia esente da ogni rivalutazione, mentre una abitazione semplicemente di buona qualita ricadente in una zona interessata, possa addirittura passare da A2 ad A1 ( venendo in tal modo assoggettata persino all’obbligo di pagare l’Ici, pur essendo prima casa)”, sia “della determinazione del direttore della Agenzia del territorio, per incompetenza nella definizione delle modalita per l’applicazione della legge ( determinazione della cosiddetta soglia di scostamento al 35 % )”. Inoltre, “i valori immobiliari di riferimento – ha evidenziato Clerici – sono forniti dall’Omi – Osservatorio del mercato immobiliare – Agenzia del Territorio che e una struttura del Ministero dell’Economia e delle finanze. Valori, quindi, assunti a parametro fiscale in modo autoritativo e unilaterale”.

Poi Clerici ha spiegato che la revisione catastale prevista dall’art.1 comma 335 della legge finanziaria 2005, “puo definirsi un procedimento complesso ineguale: in quanto formato da una serie di atti compiuti da enti e organi distinti. Possiamo dunque indicare – ha elencato – le seguenti fasi o segmenti del procedimento: delibera del Consiglio Comunale di individuazione delle microzone ; legge del 1998; determinazione del direttore della Agenzia del Territorio della soglia di scostamento nella misura del 35 %; valutazione da parte degli uffici della Agenzia del Territorio della applicabilita’ della suddetta soglia alle singole microzone; deliberazione con la quale il Consiglio comunale esercita la facolta’ di ricorrere alla revisione catastale; operazione di riclassamento dei singoli immobili compiuta dagli uffici della Agenzia del Territorio, preceduta da un sopralluogo in contraddittorio con il contribuente; accertamenti notificati ai contribuenti. Ricordiamo, per inciso – ha spiegato ancora Clerici – che la Revisione straordinaria dei classamenti delle singole unita immobiliari e prevista, in via speciale, dall’art. 58 della legge 662/1996, la “finanziaria” di quell’anno. E’ infatti attribuita ai Comuni la facolta di richiedere al Catasto la revisione dei classamenti. Oggi – ha concluso Clerici – si tende a trasformare tale eccezione in regola”.

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