Bollette della luce, maxi sconti nel 2026: quanto si pagherà in meno

In vista della Legge di Bilancio 2026, il Governo ha proposto una significativa riduzione della bolletta della luce.

L’ipotesi è quella di uno sconto di circa 20 euro, un’operazione che potrebbe alleggerire il peso della bolletta elettrica sul bilancio familiare nel prossimo anno, ma che deve ancora superare importanti ostacoli procedurali e di copertura finanziaria.

Il canone Rai rappresenta una delle componenti che maggiormente influiscono sull’importo totale della bolletta della luce, essendo addebitato direttamente nelle fatture dell’energia elettrica. La novità principale introdotta nella Manovra 2026 riguarda il possibile ritorno allo sconto già sperimentato nel 2024, quando l’importo fu ridotto da 90 a 70 euro. Tuttavia, nel 2025 la misura è stata sospesa e il canone è tornato ai 90 euro annuali, a causa delle tensioni interne alla maggioranza di Governo e delle resistenze di alcune forze politiche.

Per il 2026, la proposta avanzata dalla Lega, partito di maggioranza, prevede un emendamento che mira a ripristinare il taglio del canone di 20 euro, stimando un impatto economico intorno ai 430 milioni di euro, identico a quello del 2024. Questa riduzione si tradurrebbe in un risparmio diretto per tutti i cittadini che detengono almeno un televisore, visto che il canone viene aggiunto nella bolletta elettrica, suddiviso in dieci rate mensili da gennaio a ottobre.

Tuttavia, la misura non è ancora definitiva: occorre che l’emendamento superi l’approvazione parlamentare e che vengano individuate coperture finanziarie solide per mantenere la sostenibilità del servizio pubblico radiotelevisivo senza compromettere investimenti e qualità.

Chi deve pagare il canone Rai e le categorie esentate

Il canone Rai è dovuto da chiunque possieda un apparecchio televisivo o un dispositivo capace di ricevere il segnale televisivo in ambito domestico, indipendentemente dall’effettivo utilizzo. L’addebito avviene automaticamente sulla bolletta elettrica intestata all’abitazione dove è presente il televisore.

Sono previste alcune esenzioni specifiche, tra cui:
– Anziani con più di 75 anni e reddito annuo inferiore a 8.000 euro.
– Cittadini che dichiarano di non possedere apparecchi televisivi in nessuna abitazione di loro proprietà con utenza elettrica a loro intestata.
– Militari delle Forze Armate e agenti diplomatici o consolari, che godono di esenzioni particolari.

Il canone speciale, invece, riguarda le attività commerciali e professionali che detengono apparecchi televisivi per scopi di lucro, come bar, ristoranti, alberghi e uffici, e continua ad essere pagato con modalità diverse rispetto al canone ordinario.

L’approvazione del taglio del canone Rai nel 2026 deve confrontarsi con un contesto finanziario complesso. La Legge di Bilancio, che prevede un intervento complessivo di circa 18 miliardi di euro medi annui, ha già visto il rigetto di oltre 100 emendamenti per mancanza di coperture economiche, evidenziando i margini ristretti a disposizione della maggioranza per finanziare nuove misure.

Nel corso del dibattito parlamentare, è emersa la difficoltà di individuare risorse certe che compensino la minore entrata derivante dalla riduzione del canone senza intaccare la gestione e la qualità del servizio pubblico radiotelevisivo. Questo aspetto è cruciale per evitare un effetto domino negativo sui programmi e sugli investimenti della Rai.

In parallelo, la Commissione Bilancio sta valutando altre importanti novità fiscali che interesseranno famiglie e imprese, come la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per il secondo scaglione di reddito, un intervento che però sarà sterilizzato per redditi superiori a 200.000 euro. Inoltre, sono previste modifiche alla rottamazione quinquies, con nuove possibilità di saldo e stralcio per carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023, e un pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, tra cui il rafforzamento del bonus mamme e l’incremento delle pensioni per categorie svantaggiate.

Il Governo ha inoltre confermato investimenti per la famiglia, con circa 3,5 miliardi stanziati nel triennio per contrastare la povertà e rivedere i parametri ISEE, e ha previsto agevolazioni per le imprese, tra cui maggiorazioni del costo di acquisizione per beni strumentali e proroghe di incentivi fiscali come la Nuova Sabatini.

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