NON PROFIT-3a edizione dell’Aviva Community Fund: aperte le candidature...

SOLIDARIETA’-“La qualità al Centro”, i parchi nazionali sostengono le...

6 dicembre 2017 Comments Off on BIG-Primo Business Intergenerational Game organizzato da CFMT,: vince Bigminds squadra di Bergamo. Sul podio podio anche le squadre di Firenze e Bologna News

BIG-Primo Business Intergenerational Game organizzato da CFMT,: vince Bigminds squadra di Bergamo. Sul podio podio anche le squadre di Firenze e Bologna

È una squadra di Bergamo la vincitrice di BIG, il primo Business Intergenerational Game organizzato da CFMT, il Centro di Formazione Management del Terziario, sul podio anche le squadre di Firenze e Bologna

 

La cerimonia di premiazione ha avuto luogo ieri mattina a Milano in Triennale. Al progetto hanno partecipato più di 700, fra giovani laureati e laureandi e manager divisi in 87 squadre provenienti da tutto il territorio nazionale. Scopo del progetto: fare in modo che le diverse competenze di professionisti affermati e giovani appassionati di business si fondano, creando nuove sinergie, mettendo in relazione i manager di oggi con quelli di domani

 

E’ una squadra di Bergamo, Bigminds, composta da 10 persone (due manager e 8 giovani tra laureandi e laureati), la vincitrice di BIG il primo Business Intergenerational Game organizzato da CFMT (Centro di Formazione Management del Terziario nato nel 1994 da un’intuizione di Manageritalia e Confcommercio) a cui hanno partecipato più di 700 fra giovani laureati e laureandi e manager provenienti da tutta Italia e suddivisi in 88 team che, nell’arco di un mese di simulazione, hanno dovuto prendere decisioni complesse riguardo a temi di strategia, gestione aziendale e sviluppo organizzativo in uno scenario di partenza, uguale per tutti, che prevedeva la necessità di risanare un’azienda produttrice di giocattoli in difficoltà.
Al secondo posto Florence, squadra di Firenze composta da 10 membri e al terzo Bottegai, team di sei elementi proveniente da Bologna. I giovani vincitori del Business Game si sono così aggiudicati corsi di formazione nelle più prestigiose Università italiane e Business School.
BIG è una vera e propria simulazione della realtà aziendale, un “business game” sviluppato su una piattaforma tecnologica web-based, al quale hanno aderito studenti provenienti da tanti atenei italiani: dall’Università degli Studi di Napoli Federico IIall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata; dal Politecnico di Milano e di Torino, all’Università Ca’ Foscari di Venezia; dalle milanesi Bocconi e Cattolica, all’Università di Bologna; dalla Sapienza di Roma alla LUISS Guido Carli.
I risultati del progetto sono stati presentati oggi a Milano in Triennale, nel corso di un evento dal titolo “L’Organizzazione che apprende. Come valorizzare la diversità intergenerazionale”BIG aveva preso il via lo scorso 30 ottobre e per quattro settimane, corrispondenti nella simulazione ad un anno di gestione dell’azienda suddiviso in quattro round (equivalenti ai trimestri) le squadre si sono date battaglia per cercare di ottenere i migliori risultati.

 

Prestigiosa la giuria chiamata a valutare le performance dei partecipanti: Mauro Berruto – CT della Nazionale Maschile di Pallavolo 2010/2015 e AD della Scuola Holden; Pier Luigi Celli – Presidente Sensemakers; Andrea Latino – Amministratore Delegato Leviathan; Raoul Nacamulli – Professore ordinario di Organizzazione Aziendale, Università degli Studi di Milano-Bicocca; Cristiana Tajani – Assessore Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse Umane, Comune di Milano; Eleonora Voltolina – Giornalista, Fondatrice Repubblica degli Stagisti; Paolo Taverna – Direttore Assogiocattoli.
Secondo il Presidente di CFMT Pietro Luigi Giacomon “BIG non è dunque soltanto un gioco. Si potrebbe piuttosto definire un “serious game”, un racconto verosimile del mondo lavorativo delle imprese del giocattolo (partner d’eccezione in questo progetto Assogiocattoli, rappresentante della quasi totalità delle imprese che operano nei settori di riferimento) che ha stimolato i partecipanti nella scelta di strategie per il raggiungimento di obiettivi complessiScopo del business game: apprendere concretamente, attraverso il fare, competenze implicite ed esplicite e adottare un linguaggio e un metodo di lavoro intergenerazionale. Protagoniste di BIG, dunque, due generazioni a confronto, i “millenials” e i “centennials”, destinati a rimanere a lungo insieme e a collaborare in un mercato del lavoro sempre più condizionato dalla velocità del cambiamento tecnologico”.

 
“I componenti della squadra vincitrice – si legge nella motivazione – sono stati capaci di ottenere un ottimo risultato di redditività facendo spiccatamente leva sulla dimensione multigenerazionale ed uno stile di direzione democratico”. Ogni team si è organizzato in maniera autonoma e diversa. Alcuni hanno addirittura creato un logo e delle t shirt personalizzate da indossare il giorno della cerimonia di premiazione, altri hanno utilizzato al meglio gli strumenti tecnologici per incontrarsi virtualmente in videoconferenza o dialogando in maniera serrata su chat di WhatsApp create per l’occasione. Tutti i team hanno inoltre cercato al meglio di valorizzare il travaso di competenze reciproco: una maggior dimestichezza con gli applicativi digitali proveniente dai ragazzi ed una maggiore e consolidata esperienza manageriale da parte dei senior.
“Come in ogni processo competitivo ovviamente questo progetto prevedeva dei vincitori, ma al di là del fatto che tutti i partecipanti avranno comunque accesso a due attività gratuite di formazione erogate da CFMT, ritengo che sia la formula stessa del progetto a caratterizzarsi secondo una logica win-win. – commenta Mario Sassi, Direttore Generale di CFMT – E’ possibile affermare che tutti i partecipanti di BIG abbiano di fatto vinto, al netto delle giuste e doverose classifiche, poiché tutti hanno avuto l’opportunità di imparare. Abbiamo infatti assistito ad una interazione costruttiva fra le generazioni che deve costituire la base per una crescita competitiva delle nostre aziende e che può fornire a noi indicazioni importanti per adattare l’offerta formativa ai nuovi stili emergenti di leadership e di management. Come ha infatti evidenziato pochi giorni fa una ricerca che abbiamo condotto in partnership con ASFOR, le aziende sono orientate per i prossimi anni a continuare ad investire in formazione, a patto che questa tenga conto dell’evoluzione digitale in atto e di stili di leadership sempre più orientati alla trasversalità e alla collaborazione. Per questo ritengo che un progetto come BIG possa essere molto utile non solo per sottolineare alcune necessità, ma anche per sviluppare nuovi modelli formativi”.
L’esperienza di questo progetto ha insegnato che in uno scenario come quello che stiamo vivendo, le aziende dovranno dimostrare la capacità di cogliere l’opportunità derivante dalla fusione dell’entusiasmo delle generazioni più giovani con la visione dei manager che da più tempo si muovono in ambito business, creando un’innovazione di valore. In BIG il dialogo tra generazioni non si è rivelato così difficile come si poteva ipotizzare in partenza. Manager e studenti hanno subito capito l’importanza dello scambio e della collaborazione, insieme alla possibilità di una maggiore motivazione derivante dalle scelte condivise e dalla capacità di trovare soluzioni migliori partendo proprio da punti di vista diversi.
Tra le sfide da superare in questo vero e proprio scambio di competenze intergenerazionale si evidenziano gli stili di comunicazione diversi, la differente disponibilità a correre rischi, il rapporto con l’innovazione e la ricerca di equilibrio tra slancio ed esperienza. Tutte le squadre in gara formate in assetto misto da manager e studenti, si sono sin da subito messe al lavoro in modo sinergico, trovando equilibri e strategie ideali al gruppo di lavoro.
BIG ha saputo infine mettere in luce azioni di mentoring e reverse mentoringfondamentali oggi per le aziende che si muovono in uno scenario in cui emerge la necessità di costruire un ponte, un momento d’incontro e di scambio tra le generazioni. Se fino ad oggi eravamo abituati a ad un processo di mentoring, ovvero di trasferimento di conoscenze e competenze dal senior al junior, con BIG si è evidenziato il valore del reverse mentoring, un approccio originale in cui tutti i membri del gruppo, manager e studenti, si sono trasformati reciprocamente in risorsa gli uni per gli altri.
Ma BIG rappresenta anche un ottimo osservatorio per migliorare la formazione delle imprese italiane: i risultati finali del progetto saranno infatti rielaborati da CFMT in chiave formativa, così da poter evidenziare le migliori modalità di collaborazione intergenerazionale in modo concreto ed esperienziale, attraverso la creazione di modelli e prassi di gestione efficace dei gruppi di lavoro, articolati per competenze e per valori generazionali di riferimento.

 

 

 

 

CFMT – Centro di formazione management del terziario – si occupa dei dirigenti e delle aziende del Terziario, e lo fa da oltre venti anni. È nato da un’intuizione di Manageritalia e Confcommercio per affermarsi come il centro di formazione di alto livello pensato per guardare al futuro. La rete di CFMT si compone di 8.200 aziende e 22.000 dirigenti che partecipano ogni anno a più di 900 iniziative interaziendali e a oltre 40 progetti aziendali attivati. A tutti loro CFMT si affianca con specialisti e professionisti uniti dalla passione per l’innovazione e lo sviluppo di conoscenze per fornire le migliori risposte e gli strumenti più efficaci per soddisfare le esigenze specifiche di ognuno.

Comments are closed.