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26 febbraio 2013 Comments (0) Dalla home page

BANCHE-UBI Banca: da “Banca Popolare” a SpA

In Italia sono presenti banche popolari di notevoli dimensioni sviluppate e operanti anche al di fuori di quelle che furono le originarie aree di influenza. Tra queste si segnala UBI Banca diventata per importanza il terzo gruppo italiano.

E’ quindi legittimo, a poche settimane dall’Assemblea che ne dovra ridisegnare la governance, domandarsi se un gruppo di cosi ampie dimensioni – a tutti gli effetti una “banca sistemica” – possa ancora ragionevolmente aspirare ad una crescita adeguata ed al ruolo che la classifica gli assegna, mantenendo la forma giuridica di Banca Popolare.

A tale proposito, Andrea Rittatore Vonwiller, consigliere dell’Associazione di Azionisti “Insieme per UBI Banca”, ha dichiarato che “vale la pena di ricordare che le banche popolari si sono caratterizzate come realta orientate a dare rilievo al rapporto socio-cliente, alla persona prima che al capitale, e al territorio di riferimento. In sintesi queste istituzioni si sono distinte per la capacita di instaurare un rapporto diretto tra il socio/cliente ed il governo della banca, ma si sono anche caratterizzate per una limitata zona di influenza, intesa, nell’accezione positiva, come un particolare radicamento nel territorio di competenza”.

vonwillerAnche UBI Banca, nonostante le dimensioni assunte dal Gruppo ricade in tale condizione e da tale status derivano una serie di conseguenze. “Mentre il rapporto diretto con il cliente – ha aggiunto Rittatore Vonwiller, – rappresenta tuttora uno dei driver principali dell’attivita di marketing degli istituti di credito, anche e soprattutto di quelli di maggiori dimensioni, la seconda caratteristica, e cioe la limitata zona di influenza, e invece una condizione non piu attuale per il Gruppo UBI in virtu della sua dimensione nazionale”.

Questo fatto determina una serie di ricadute non positive, la piu evidente delle quali e la mancanza di attrattivita per gli investitori nazionali e soprattutto internazionali, a causa degli eccessivi limiti al possesso azionario, delle limitazioni alla trasferibilita delle azioni ed infine alla presenza della clausola di gradimento.

E in un contesto nel quale la possibilita di apporto di capitali del mercato italiano e assai limitata ed insufficiente per lo sviluppo di un grande Gruppo, e necessario potersi rivolgere ai mercati internazionali che, tuttavia, per le ragioni sopra ricordate, sono pressoche inaccessibili alle Banche Popolari, che si trovano relegate in un ruolo secondario dalla necessita di convivere con severe limitazioni alla politica espansiva del credito, in ossequio ai ratios patrimoniali richiesti dalle norme di Basilea.

“Pertanto – ha rilevato Rittatore Vonwiller – gli assetti di una banca moderna e “sistemica” quale e UBI Banca, dovranno essere tali da non ostacolare la possibilita di ricorrere al capitale di rischio senza limitazioni o vincoli eccessivi. Ritengo percio che la trasformazione di UBI Banca in Societa per Azioni dovra essere un momento qualificante dell’impegno della nuova governance che si insediera alla guida del Gruppo dopo la prossima Assemblea”.

(Andrea Rittatore Vonwiller e laureato in Economia e Commercio all’Universita Bocconi di Milano, e iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti di Milano e nel Registro dei Revisori Contabili. Socio di Carnelutti Studio Legale Associato ove condivide la responsabilita del dipartimento societario-fiscale. E’ membro di AGN International, associazione internazionale che accoglie importanti Studi Professionali distribuiti in piu di 100 Paesi. Ricopre incarichi di Amministratore, Presidente del Collegio Sindacale e Sindaco Effettivo in societa Italiane. E’ co-autore di testi scientifici.)

Tutte le informazioni e la modulistica per la domanda di adesione all’Associazione sono reperibili sul sito www.insiemeperubi.it

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