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7 marzo 2011 Comments (0) Approfondimenti

BANCHE- Bancomat e carte: come non farle clonare

Intanto, attivare, presso la propria banca, il sistema di segnalazione per sapere con un semplice messaggio via cellulare, l’utilizzo della carta di credito o di debito effettuato all’insaputa del titolare. Il sistema, operativo anche per i bonifici effettuati sul conto corrente, permette al titolare della carta di intervenire con immediatezza sull’istituto per annullare l’operazione fraudolenta effettuata dai truffatori informatici.

E poi? Che altre cautele prendere?
Rimane sempre valida la precauzione di coprire con la mano o qualsiasi altra cosa disponibile il tastierino dell’Atm mentre si digita il codice Pin. La cautela potrebbe pero essere superata perche, come dimostra «Pollicino», nuovissime tecnologie provenienti dall’Inghilterra consentono di carpire la digitazione dei Pin attraverso tastierini sovrapponibili agli sportelli Atm, come accade adesso per il furto di credenziali attraverso i Pos modificati fraudolentemente.

Cosa cosa non si deve fare, invece?
Certi tipi di carte di debito, utilizzabili anche come carte di credito e di cui sono stati carpite le credenziali, possono essere utilizzate senza digitare il Pin presso esercenti compiacenti che permettono di effettuare la “strisciata” in cambio di una percentuale sull’importo speso o che permettono il semplice acquisto di merce mediante l’utilizzo di una carta con codici rubati.

Che fare una volta che si e allo sportello bancomat?
Prima di utilizzare una carta presso uno sportello Atm e sempre prudente esaminare il pannello. Nella maggior parte dei casi, la telecamera di uno skimmer, che ha il compito di rubare il codice Pin digitato, e posta nella parte alta dello sportello, inserita in una bacchetta di plastica con un piccolo foro, rivolto verso il basso oppure potrebbe essere celata immediatamente sulla sinistra del pannello, inserita ad esempio sul fianco esterno di un finto raccoglitore di vecchi scontrini. Alla fessura utilizzata per inserite le carte, nel caso sia installato uno skimmer, viene sovrapposto un meccanismo avente al suo interno il microchip con il compito di registrare le credenziali di credito.

Il recupero rapido della carta nelle fasi finali di utilizzo presso sportelli Atm risulterebbe essere un rimedio valido contro la clonazione. E vero?
La causa starebbe nel fatto che le credenziali di credito di una carta vengono lette dagli skimmer solo dopo che esse vengono restituite al termine dell’operazione bancaria. Dalle indagini svolte e risultato che la lettura della banda magnetica di una carta, attraverso uno skimmer, richiede alcuni secondi e che spesso l’impazienza del titolare della stessa nel volerla recuperare ha vanificato il tentativo di furto di credenziali.

Che dovrebbe fare un consumatore accorto per tutelarsi?
Ogni qualvolta l’operatore economico dichiari che la carta utilizzata non abbia consentito il pagamento, il consumatore deve pretendere l’emissione dello scontrino di transazione negata. E stato osservato, infatti, che commercianti compiacenti che avevano installato apparecchiature Pos modificate per rubare le credenziali presso le proprie attivita commerciali, al fine di ottimizzare, al massimo l’acquisizione fraudolenta di dati, hanno dichiarato all’ignaro utente che la carta esibita non aveva concesso il pagamento e ne hanno chiesta un’altra.

Cosa deve fare invece un operatore economico?
E molto probabile che in conseguenza dell’utilizzo di una carta di credito, la commessa abbia chiesto di esibire un documento d’identita limitandosi a verificare la corrispondenza dell’identita fornita ed il nome riportato sul dorso della carta. L’evoluzione e l’espansione dell’uso delle carte di credito ha permesso di comprendere che gli aspetti da accertare sarebbero anche altri e che il controllo anzidetto serva solo ad evitare che una carta di credito rubata venga utilizzata da coloro che non ne sono i titolari, anche se generalmente, la stessa viene custodita all’interno di un portafogli, nel quale, di solito, e contenuto anche un documento d’identita, quindi e immaginabile che la commessa dovrebbe confrontare anche il viso con la foto posta sul documento e cio lascia molteplici perplessita sull’efficacia reale della verifica. In realta, sulla base delle indagini, l’operatore dovrebbe verificare la corrispondenza della numerazione di 16 cifre impressa sulla carta nonche il circuito a cui essa appartiene (Visa, Mastercard, Cartasi, American Express) con i dati, anche parziali, riportati sugli scontrini autorizzativi di spesa.

E dopo, che fare?
Il controllo a-posteriori pero, pur scoprendo la frode, di fatto non la evita ne la previene, pertanto sarebbe auspicabile che le societa di gestione delle carte o che gli istituti bancari attuino delle procedure che consentano all’operatore di poter annullare l’operazione immediatamente nonostante essa sia andata a buon fine. Con cio, di fatto, gli operatori economici dovrebbero porre la medesima attenzione e cura che hanno nel verificare le banconote, anche di piccolo taglio. ( Fonte: ilsole24ore.com – Art. di Rita Fatiguso)

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