Assegno di Inclusione 2026, perdi soldi e 6 punti dalla patente per un errore banale: milioni di italiani a rischio

Assegno di Inclusione 2026: cambia tutto dal prossimo anno. Informati per evitare sorprese spiacevoli. 

Con l’avvicinarsi del 2026, si profila una rivoluzione normativa che interesserà profondamente il mondo del lavoro e delle politiche sociali in Italia. Dal primo gennaio 2026, entrerà in vigore una stretta senza precedenti sulle impiego di lavoratori irregolari beneficiari dell’Assegno di Inclusione, una misura che inciderà pesantemente sia sulle imprese che sui lavoratori autonomi, ma anche sugli stessi percettori del sussidio.

La novità principale riguarda l’applicazione immediata di sanzioni che prevedono la decurtazione dei punti dalla patente a crediti senza attendere sentenze definitive, un cambiamento che mira a scoraggiare il lavoro sommerso e a garantire maggiore trasparenza e legalità nel mercato del lavoro.

Assegno di Inclusione 2026, perdi soldi e 6 punti dalla patente per un errore banale

Il cuore della nuova normativa, introdotta dal Decreto Sicurezza sul lavoro (D.L. 159/2025) e inserita all’articolo 27 del D.Lgs. 81/2008, consiste nell’eliminazione della fase di attesa per l’applicazione delle sanzioni a carico di chi impiega lavoratori irregolari percettori dell’Assegno di Inclusione.

Cosa cambia nel 2026 per l'Assegno di Inclusione
Assegno di Inclusione 2026: novità-impresamia.com

Fino ad oggi, infatti, la perdita dei punti dalla patente a crediti avveniva solo dopo la definizione definitiva di sentenze o ordinanze, un meccanismo che spesso lasciava spazio a lunghi ricorsi e a tempi tecnici dilatati. Dal 2026 basterà il verbale unico di accertamento e notifica redatto dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro per far scattare la sanzione in modo automatico e immediato.

Questa modifica rappresenta una vera e propria svolta nel contrasto al lavoro nero e irregolare, poiché non sarà più possibile sanare la posizione del lavoratore dopo la rilevazione dell’irregolarità per evitare la sanzione.

Il datore di lavoro che assume irregolarmente un percettore dell’Assegno di Inclusione subirà la decurtazione di punti anche se dovesse poi regolarizzare la posizione. Il sistema sanzionatorio previsto è particolarmente rigido e si basa su una penalizzazione progressiva.

Per ogni lavoratore percettore dell’Assegno di Inclusione impiegato in modo irregolare, il datore di lavoro perderà sei punti dalla patente a crediti: cinque punti per la violazione base relativa al lavoro nero e un punto aggiuntivo come aggravante specifica introdotta dal decreto.

Considerando che la patente a crediti parte da un totale di 30 punti e che scendere sotto la soglia di 15 punti comporta l’impossibilità per l’azienda di operare nei cantieri edili, il rischio per chi non rispetta le regole è estremamente elevato.

Basterebbero infatti solo due lavoratori irregolari per vedersi decurtare 12 punti, avvicinandosi pericolosamente al blocco totale dell’attività in cantiere. Questa situazione impone un monito severo soprattutto alle piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale del settore edile italiano e sono le più esposte a perdite economiche rilevanti.

Le novità non riguardano esclusivamente i datori di lavoro. Anche i percettori dell’Assegno di Inclusione che vengono sorpresi a svolgere attività lavorative irregolari andranno incontro a pesanti conseguenze.

Innanzitutto, è prevista la revoca immediata del sussidio, senza possibilità di appello o giustificazione. In aggiunta, il beneficiario sarà obbligato a restituire tutte le somme percepite indebitamente, che possono ammontare a cifre rilevanti se il lavoro sommerso si protrae per mesi.

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