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17 novembre 2012 Comments (0) Dalla home page

AREA MED-Rapporto Srm: Italia primo partner commerciale

L’Italia si conferma il primo partner commerciale dell’Area Med con 57,7 miliardi di euro di interscambio, prima di Germania (56,6 miliardi) e Francia (46,8 miliardi). Ed e la Turchia il primo partner commerciale dell’Italia nell’area con 900 imprese italiane attive nel Paese (un fatturato di oltre 16 miliardi di euro e un impatto occupazionale di circa 125mila addetti). Sea economy e energie rinnovabili tra i settori chiave per il rilancio del sistema Italia nell’Area Med. E’ emerso dal Rapporto Annuale 2012 su “Le relazioni economiche tra l’Italia e il Mediterraneo” che raccoglie i risultati del monitoraggio costante dell’Osservatorio Permanente di Srm sui rapporti economici tra l’Italia e i Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo: in particolare, area Southern Med (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto), area Eastern Med (Israele, Libano e Turchia) e area Adriatic Med(Albania, Bosnia e Croazia).

Secondo il Rapporto, l’Italia si conferma il primo partner commerciale dell’area, con un valore degli scambi pari a 57,7 miliardi di euro nel 2011, e conferma la propria leadership anche nelle proiezioni al 2014, che vedono crescere gli scambi commerciali italiani fino a 74 miliardi di euro (+28% sul 2011). Tuttavia, escludendo i prodotti energetici e petroliferi, il nostro Paese slitta al terzo posto (con 36,9 mld euro), scontando, quindi, un importante gap con la Germania (che e prima per interscambio manifatturiero con 50,4 mld). Si tratta comunque per l’Italia di cifre molto significative che indicano chiaramente il “valore” attuale e soprattutto le potenzialita del Mediterraneo in termini di opportunita di affari per il nostro sistema di imprese.

Nella prima parte del Rapporto, e stato inoltre realizzato un focus sulla Turchia che riporta una stima del business delle imprese italiane in questo Paese; i dati confermano le grandi potenzialita del Paese: la ricerca indica che le imprese partecipate da capitali italiani in Turchia realizzano complessivamente un fatturato di oltre 16 miliardi di euro, per un impatto occupazionale pari a circa 125mila addetti, numeri, in alcuni casi, superiori a quelli stimati per le imprese a capitali tedeschi, usate quale benchmark all’interno dell’analisi.

Il Rapporto offre un’analisi dello stato attuale e delle prospettive d’investimento dei fondi sovrani mediterranei in Europa e in Italia ed esamina le caratteristiche dei sistemi finanziari dei paesi dell’Area Mena con un focus particolare sulla Turchia; una stima contenuta sul rapporto indica che gli investimenti dei Fondi Sovrani dell’area Mena diretti verso l’Europa potrebbero raggiungere, entro cinque anni, i 20 miliardi di euro annui, con una quota destinata all’Italia compresa tra 1 e 1,5 miliardi di euro.

Grande attenzione e dedicata dal Rapporto al traffico marittimo e allo sviluppo delle energie rinnovabili, due aspetti importanti delle relazioni economiche dell’Italia con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sia attualmente che, ancora di piu, in prospettiva. Oltre il 70% dei flussi commerciali tra l’Italia e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo (circa 40 miliardi di euro) avviene via mare, mentre in tema di energie rinnovabili, il Mediterraneo si prepara a giocare un ruolo decisivo per lo sviluppo del settore energetico dei prossimi anni, con una domanda addizionale di energia che di qui al 2020 potrebbe comportare investimenti pari a 320 miliardi di euro, di cui circa la meta in fonti rinnovabili, una straordinaria opportunita di sviluppo per le imprese italiane del settore e per l’economia europea nel suo complesso.

Il Rapporto sara presentato a Napoli il 20 novembre alle ore 9,00 presso la Sala delle Assemblee del Banco di Napoli in via Toledo 177. Il Convegno approfondira i temi analizzati dal Rapporto: l’interscambio commercialetra l’Italia e l’area Med, la finanza e gli investimenti dei Fondi Sovrani dell’area Mena, i trasporti marittimi e le energie rinnovabili nel Mediterraneo; ed infine un focus sul sistema economico della Turchia, uno dei paesi piu interessanti tra quelli emergenti e quello che vanta le piu intense relazioni commerciali con l’Italia nell’ambito dell’Area Med. I lavori saranno aperti da Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli, Paolo Scudieri, presidente di SRM, e da Giuseppe Castagna, direttore generale del Banco di Napoli. Il Rapporto sara illustrato dal direttore generale di SRM,Massimo Deandreis, e a seguire due special focus curati da: Stefano Monferra, ordinario di Economia degli intermediari finanziari dell’Universita Parthenope di Napoli, ed Ennio Forte, ordinario Economia dei Trasporti dell’Universita Federico II di Napoli.

I temi emersi dalla presentazione del Rapporto saranno discussi nell’ambito della tavola rotonda “La centralita del Mediterraneo per lo sviluppo dell’Italia e del Mezzogiorno”, moderata da Gennaro Sangiuliano, vicedirettore TG1 RAI, che vedra confrontarsi esponenti del mondo istituzionale, imprenditoriale, accademico e finanziario.

“Con l’edizione 2012, il nostro Rapporto sulle relazioni economiche tra l’Italia e il Mediterraneo — ha spiegato Deandreis — giunge alla sua seconda edizione, raccogliendo i frutti di un intero anno di ricerca e monitoraggio svolto attraverso l’Osservatorio Permanente avviato da SRM nel 2011. In particolare abbiamo inaugurato un progetto di ricerca pluriennale, incentrato sull’analisi della tipologia e presenza del business italiano nei vari paesi dell’area, iniziando dalla Turchia. Guardando ai dati emersi sulla presenza italiana in questo paese e osservando piu in generale la crescita dell’interscambio commerciale con l’area del Mediterraneo, emerge un quadro straordinariamente interessante che conferma come il Sud Mediterraneo stia diventando una nuova “frontiera” per le imprese italiane e rappresenti una sfida positiva per l’economia del nostro Paese e del Mezzogiorno in particolare”.

“Siamo lieti di ospitare la presentazione di questo Rapporto perche i dati che verranno presentati da Srm — ha dichiarato Castagna — confermano la centralita che per noi ha il Mediterraneo. Il Banco di Napoli, attraverso il Gruppo Intesa Sanpaolo, e storicamente attivo e presente in tutta l’area offrendo un valido supporto alle imprese del Sud che li operano. Nonostante l’incertezza politica in molti Paesi, noi siamo convinti che una parte significativa del rilancio del Mezzogiorno passi dalla capacita di sfruttare meglio la vicinanza geografica e culturale con un’area che ha tassi di crescita molto piu sostenuti dei nostri e rappresenta importanti mercati di sbocco e di investimento. Il Banco e vicino alle imprese – non poche anche dal Sud- che operano in questa direzione”.

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