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16 luglio 2014 Comments (0) News

APPALTI – Riforma Codice: Ruta (Aniem), occasione per un’evoluzione della nostra cultura legislativa improntata al principio del soft law

L’occasione del recepimento delle direttive europee, cosi come piu volte dichiarato da Aniem, deve essere un’occasione per un’evoluzione della nostra cultura legislativa in materia di appalti improntata al principio del soft law, ha commentato Federico Ruta (al centro nella foto), direttore generale di Aniem, l’Associazione Nazionale delle Imprese Edili Manifatturiere – aderente a Confimi Impresa, alla notizia del probabile inizio dell’iter legislativo sulla Riforma del Codice Appalti.

“L’obiettivo – prosegue Ruta – e quello di superare una legislazione frammentaria e stratificata, che pretendeva di regolare minuziosamente ogni istituto, meccanismo, fase dell’appalto per passare ad un sistema normativo piu semplificato e leggero caratterizzato da regole piu di indirizzo e di principio.” E aggiunge: “non e sufficiente una semplificazione delle norme esistenti, ma e necessario riscrivere completamente la materia all’insegna della trasparenza, della correttezza e della responsabilizzazione soggettiva degli operatori e delle stazioni appaltanti. Al momento ci sono tante norme ed enti controllori che si sovrappongono tra loro e che non solo spesso creano incertezza nell’azione delle nostre imprese”.

“Gia in occasione dell’audizione con il viceministro Nencini, come Aniem – aggiunge il direttore generale – abbiamo avanzato le nostre proposte: un sistema di gara diversificato in rapporto alla rilevanza economica dell’appalto, una disciplina della qualificazione non piu fondata sulle SOA, Commissioni giudicatrici preparate ed estratte per sorteggi, la soppressione di discipline derogatorie, la valorizzazione dei sistemi di aggregazione imprenditoriale, la semplificazione delle procedure e degli aspetti formalistici e burocratici che rallentano ed ostacolano la partecipazione del sistema imprenditoriale.

In questo senso non abbiamo condiviso alcune innovazioni normative introdotte con il D.L. 90/2014 che tendono ad appesantire gli oneri economici a carico delle imprese in un contesto che rischia di generare ulteriore contenzioso e incertezza. Peraltro questa previsione sembra contrastare palesemente con la preannunciata volonta di riscrivere il Codice dei Contratti e definire finalmente un impianto normativo stabile”.

“E’ fondamentale che le aziende che non rispettano le regole vengano sanzionate, anche duramente – conclude Ruta – ma in un sistema di certezze, non lasciato ad un ampio margine di discrezionalita e di scarsa chiarezza.

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