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10 marzo 2015 Comments Off on APPALTI-Fondazione Inarching: audizione Senato, qualità, accesso a giovani, distinzione fra le funzioni e chiarezza su ruoli PA Dalla home page

APPALTI-Fondazione Inarching: audizione Senato, qualità, accesso a giovani, distinzione fra le funzioni e chiarezza su ruoli PA

In materia di appalti oggi più che mai è necessario porre attenzione su alcune questioni essenziali per ovviare alle distorsioni che hanno portato negli anni ai noti mali dei lavori pubblici. Così Andrea Tomasi, presidente di Fondazioni Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti a Inarcassa, intervenuto oggi, martedì 10 marzo, in udienza al Senato sul disegno di legge delega per il recepimento delle direttive in materia di appalti.  E Tomasi non ha dubbi su quali siano le storture a cui la nuova legge dovrà fare fronte “ Ricorso eccessivo a varianti, esuberi di spesa, qualità complessiva delle opere scadente, fino ai tristemente noti fenomeni di corruzione e malaffare”.

Ma quali sono le proposte della Fondazione in materia? “Innanzitutto focalizzarsi sulla scelta del progettista – dice il Presidente – il concorso di progettazione deve essere strutturato su criteri di efficienza e di garanzia per chi partecipa”  La Fondazione Inarcassa propone quindi due livelli di selezione: il primo per far emergere l’idea e il secondo riservato a pochi selezionati per lo sviluppo del progetto e al vincitore deve essere garantito l’incarico. “La chiave – continua Tomasi –  sta in un sistema di concorrenza sano, basato non sul prezzo, ma sulla qualità”  Questo significherebbe prima di tutto allinearsi con il resto d’Europa, dove la componente prezzo incide per il 5%”.

In sintesi quasi uno slogan: “concorrenza sì ma sulla qualità e non sul prezzo”.

Nella riforma del codice degli appalti inoltre rientra anche il ruolo degli architetti e degli ingegneri e l’impiego dei giovani professionisti. In Italia ci sono circa 167.000 liberi professionisti tra architetti e ingegneri di cui la metà sotto i 40 anni.  Ma essere giovani e non strutturati ha spiegato il  presidente non è indice di scarsa capacità professionale “Ecco perché – continua Tomasi – nelle attività sotto soglia comunitaria deve essere favorito l’accesso ai giovani privilegiando forme aggregative e possesso di elementi qualitativi di formazione come master e corsi formativi, riducendo al minimo i requisiti formali”

E se negli ultimi anni per la riduzione delle attività di appalto si è scelto di condensare in un’unica figura il progettista e l’esecutore, l’indirizzo che la Fondazione dà su questo punto è chiaro “evitare ruoli ibridi prima di tutto per garantire il “bene dell’opera”.

Infine la Fondazione in audizione al Senato ha chiesto che le nuove norme in materia di appalti facciano chiarezza sul ruolo della Pubblica Amministrazione“ Oggi – dice il presidente – non possono esistere sovrapposizioni fra controllore e controllato” Chiaro il riferimento alla norma ancora vigente che permette la “prelazione” alle strutture interne alle amministrazioni. “ Le strutture tecniche della P.A. – conclude Tomasi – si devono limitare  alle attività di programmazione e controllo dei lavori, senza entrare nella sfera propositiva-operativa”.

 

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