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17 ottobre 2012 Comments (0) News

ANTICORRUZIONE – Dl in Senato: il Governo chiederà tre voti di fiducia

Dovrebbe essere vicino il voto di fiducia al Senato sul ddl anticorruzione: il Governo ha intenzione di fare presto, dopo aver accolto gli ultimi emendamenti al testo gia votato dalla Camera e che e in tercza lettura a Palazzo Madama. Paola Severino, ministro della Giustizia, e Filippo Patroni Griffi, ministro della Funzione pubblica, sono stati gia autorizzati dal Consiglio dei ministri a chiedere tre voti di fiducia sul provvedimento.

Il ddl dovrebbe essere, infatti, diviso in tre parti: il Governo sarebbe intenzionato a proporre tre emendamenti sostituivi della parte relativa alla prevenzione, di quella su incandidabilita e ineleggibilita, oltre all’articolo18 sui magistrati fuori ruolo e della parte restante.

La discussione sul ddl anticorruzione e ripresa intanto oggi, mercoledi 17 ottobre, alle 9,30, nell’Aula del Senato con gli ultimi due interventi sulla discussione generale a cui seguiranno la replica di relatori e dell’esecutivo. Maggioranza e Governo dovrebbero aver trovato l’accordo sulla norma del ddl anticorruzione che riguarda il collocamento fuori ruolo dei magistrati. E’ stato riscritto l’articolo 18 del testo: quello che appunto contiene i limiti agli incarichi fuori ruolo dei magistrati. L’intesa prevede: l’obbligo di considerarsi fuori ruolo per i magistrati che svolgono funzioni apicali; delega al governo di quattro mesi per stabilire ulteriori casi di fuori ruolo; non ci sara’ nessuna deroga per le toghe che svolgono incarichi presso gli organi elettivi, quelli di rilevanza costituzionale e le Corti internazionali. Il limite dei dieci anni consecutivi per il collocamento fuori ruolo comincera a decorrere dall’entrata in vigore della legge sull’anticorruzione. A preparare l’accordo ha provveduto una riunione tra Severino, Patroni Griffi e i rappresentanti dei partiti di maggioranza: Enrico Costa (Pdl), Andrea Orlando (Pd) e Roberto Rao (Udc): all’incontro hanno partecipato anche alcuni componenti della commissione Giustizia del Senato.

Dopo il voto fiducia al Senato, secondo i piani del Governo, il ddl passera alla Camera dove arrivera per una quarta lettura. Potrebbe essere chiesto a Montecitorio un nuovo voto di fiducia per evitare ulteriori lungaggini nel via libera al testo.

Restano non del tutto accolte le richieste avanzate da larga parte della magistratura per l’introduzione di norme su antiriciclaggio, falso in bilancio, prescrizione allungata. Ma l’Associazione nazionale magistrati, con una nota ufficiale, ha invitato il Governo a procedere speditamente. Se non ci saranno ulteriori intralci, diventera presto legge un provvedimento il cui iter si e avviato nel 2010 e che all’inizio aveva come prima firma quella dell’ex guardasigilli Angelino Alfano, attualmente segretario del Pdl.

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