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27 marzo 2015 Comments Off on ANTICORRUZIONE-Appalti: Corradino, c’è un buco nel sistema dei controlli News

ANTICORRUZIONE-Appalti: Corradino, c’è un buco nel sistema dei controlli

Circolano voci secondo cui l’autorità anticorruzione sostituirà la giustizia amministrativa nel controllo degli appalti: è falso. L’autorità non può fare questo, però dobbiamo riconoscere che c’è un buco nel sistema dei controlli ed è un tema su cui le norme comunitarie ci impongono di cambiare atteggiamento, perché da questo buco passano ogni anno 100 miliardi di euro di appalti. Lo ha dichiarato Michele Corradino, membro dell’Autorità nazionale anticorruzione, nel suo intervento al Primo Congresso nazionale degli avvocati amministrativisti, in corso oggi, venerdì 27 marz, a Padova.

Corradino ha aggiunto: “Oggi la direttiva appalti prevede la possibilità che i processi di definizione delle gare possano avvenire attraverso l’interazione tra la pubblica amministrazione e le imprese prima di bandire le gare. Quale sia l’effetto ce lo dicono alcune grandi inchieste, che sono tutte caratterizzate da alcune costanti: riguardano sempre gare a trattativa privata e riguardano sempre anomalie dell’offerta, nel senso di offerte troppo basse,  che nel 90% dei casi hanno importi esattamente identici all’importo della variante della gara: con quale capacità divinatoria alcune imprese riescono a centrare regolarmente queste cifre? E attenzione ancora ai numeri: in Italia, una gara su 3 si svolge a trattativa privata, ma nei lavori pubblici l’85% delle gare sono a trattativa privata. Purtroppo, però, sono ambiti sottratti alla giustizia amministrativa, che non può intervenire per il principio della separazione dei poteri”.

“Ma è possibile che non ci sia un soggetto che abbia capacità di controllo su queste attività della pubblica amministrazione? Ce n’è uno soltanto: è il controllo finale del giudice penale che con le intercettazioni ci dimostra che la gara era illegittima. Eppure il mercato degli appalti pubblici è fondamentale per il paese, perché vale 100 miliardi di euro l’anno, l’8% del Pil: possiamo continuare a ignorare il controllo su questo settore? Se ci mancherà il coraggio di farlo, questo coraggio ce lo daranno le istituzioni europee, che dicono che l’amministratore che intrattiene relazioni con le imprese prima delle gare è in arresto! Le nuove norme europee impongono la trasparenza e l’integrità delle procedure pubbliche e impongono che la pubblica amministrazione attivi un apolitica degli appalti, discutendone con gli stakeholder, i media, il pubblico, le imprese. La pubblica amministrazione deve cambiare, deve dotarsi di figure cheoggi non esistono, i buyer, i controller, dovranno sviluppare competenze economiche e merceologiche. E deve dotarsi di un sistema di controllo sulle aree oggi scoperte”.

 

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