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27 luglio 2011 Comments (0) Dalla home page

AMBIENTE-Sogin: dubbi su appalti messa in sicurezza Itrec

Chiarimenti in merito all’avvio delle procedure per la risoluzione del contratto tra Sogin (Societa gestione impianti nucleari) e Ansaldo nucleare spa relativo all’impianto Itrec di Trisaia, in provincia di Matera, sono stati chiesti dal deputato di Futuro e Liberta per il Terzo Polo Aldo Di Biagio al ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo. All’interrogazione ha risposto il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito avvalendosi dei dati forniti dal Ministero per l’Ambiente.

“Il Ministero fa presente – ha spiegato Vito – che la realizzazione dell’impianto di cementazione e di una soluzione liquida denominata prodotto finito e dell’edificio di deposito per lo stoccaggio di manufatti cementati e un’opera propedeutica alla disattivazione dell’impianto Itrec e prioritaria per la messa in sicurezza definitiva dello stesso. La sua realizzazione, unitamente alla rimozione di una struttura interrata di deposito di rifiuti radioattivi, denominata fossa 7.1, e ad una struttura di stoccaggio a secco del combustibile irraggiato, oggi immagazzinato nella piscina dell’impianto, e stata prescritta nella vigente licenza di esercizio dell’impianto stesso, rilasciata con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 luglio 2006, previa approvazione da parte dell’Ispra, sentita la commissione tecnica per la sicurezza nucleare e la protezione sanitaria del relativo progetto”.

“Il progetto – ha aggiunto il ministro – e stato approvato dall’Ispra il 1° dicembre 2010, con l’unica richiesta alla Sogin di trasmettere il piano e il programma di progettazione con l’elenco dei relativi documenti, al fine di poter vigilare sulla progettazione esecutiva. Sullo stesso progetto si e espressa la commissione Via del Ministero dell’Ambiente, che, con decreto di compatibilita ambientale del 24 marzo 2011, ha disposto delle prescrizioni alla Sogin per la messa in sicurezza del sito, richiedendo, prima dell’inizio dei lavori, l’indicazione delle misure di mitigazione da adottare in fase di demolizione di alcune strutture interrate attualmente esistenti e di relazionare sulla situazione presente dopo la demolizione e prima dell’inizio della costruzione degli edifici di progetto, per evitare il rischio di contaminazione del sottosuolo e delle acque di falda. La gara per la realizzazione dell’impianto di cementazione di cui trattasi e stata espletata nel 2010 per un importo a base d’asta di 48 milioni euro e aggiudicata al raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Ansaldo nucleare come capogruppo e Sider Piombino come mandante, per un importo pari a 43 milioni 360 mila euro”.

“A causa – ha continuato Vito – delle particolari condizioni tecniche e amministrative del sito, la Sogin aveva inserito nel bando di gara e nel contratto di appalto una clausola sospensiva e una clausola risolutiva, per prevenire possibili pretese economiche da parte dell’aggiudicatario provvisorio nel caso in cui si fossero realizzate condizioni ostative alla realizzazione nei tempi e nei modi previsti.Tali clausole, che nell’atto di sindacato ispettivo vengono qualificate come vessatorie, sono state esplicitamente accettate dalla societa contraente. La consegna delle aree non e mai stata effettuata in quanto era condizionata alla conclusione di quelle attivita propedeutiche all’appalto, cosi come prescritto dal Ministero dell’Ambiente nel provvedimento di valutazione di impatto ambientale”. Inoltre, “la circostanza che l’attivita di bonifica del sito Itrec, attualmente in corso, dovrebbe concludersi entro giugno 2013, momento dal quale si creerebbero le condizioni per il rilascio dell’area. Per questi motivi – ha cocnluso il ministro – non potendo rispettare i termini previsti per la consegna del sito, la Sogin ha ritenuto opportuno avvalersi della clausola contrattuale per la risoluzione del contratto. Il Ministero dell’Ambiente ha comunicato che la Sogin conferma di avere avviato un nuovo bando di gara, con cui si propone di ottimizzare anche i tempi e i costi di realizzazione dell’opera”.

Nella replica il deputato Di Biagio ha ricordato che “la gestione e la manutenzione degli impianti sensibili attualmente esistenti in Italia dovrebbe essere affrontata con tempestivita e con neutralita, e non con dinamiche economiche e opportunistiche, come sembra aver fatto la Sogin. A mio parere – ha aggiunto – e un insulto nei confronti della popolazione italiana e, soprattutto, nei confronti della salute e del benessere, oltre che della tutela ambientale del territorio” e “rimane comunque il sospetto che vi sia un atteggiamento dubbio in capo alla Sogin in merito alla questione dei contratti di appalto. Si tratta di un comportamento che non tiene minimamente conto delle competenze e del know-how dell’Ansaldo nucleare, ma che predilige favorire le azienducole di turno, piuttosto che la reale capacita, senza alcun motivo logico. Si parla tanto di enti inutili o potenzialmente ristrutturabili o razionabili, e magari la Societa gestione impianti nucleari potrebbe tranquillamente rientrare tra quelli, in considerazione delle dinamiche operative discutibili che spesso la contraddistinguono, non soltanto sulla questione appena affrontata. Infatti, parliamo di una societa di Stato che si comporta come un’azienda privata, rigirando i contratti e gli accordi come se fossero carta straccia e dirottando commesse milionarie su attivita fatte con ritardi e senza progettualita lungimiranti”. ( La Sogin si si occupa della messa in sicurezza degli impianti nucleari italiani ancora in funzione e di quelli dismessi e la Itrec – acronimo di Impianto di Trattamento e Rifabbricazione Elementi di Combustibile – e un impianto nucleare italiano, situato nel Centro di ricerca Enea-Trisaia di Rotondella, in Provincia di Matera, e utilizzato per la sperimentazione del ritrattamento del combustibile nucleare derivato da un ciclo torio-uranio – ndr)

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