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25 febbraio 2011 Comments (0) News

AMBIENTE – Shopper bio: Prestigiacomo, Tar conferma legittimità della scelta del Governo

La decisione del Tar del Lazio sugli shopper conferma anche sotto il profilo giuridico la legittimita della scelta del Governo. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo aggiungendo che si tratat di “una scelta che e stata ben recepita e accettata dall’opinione pubblica italiana che ha mostrato una forte sensibilita ambientale e la disponibilita a modificare le proprie abitudini per migliorare il bilancio ecologico del nostro Paese”.

“Un segnale positivo – ha ribadito il ministro – che rafforza il nostro impegno per superare, d’intesa con l’Unione europea, anche le questioni tecnico-giuridiche sulla compatibilita del provvedimento con la normativa europea”. Svanite, quindi, le speranze dei ptoduttori di shopper in plastica. I giudici della III sezione ter del Tribunale amministrativo hanno, infatti, respinto la richiesta con cui l’Unionplast e quattro aziende produttrici sollecitavano la sospensione del provvedimento con cui il Ministero dell’Ambiente ha vietato a partire dal 1° gennaio scorso la commercializzazione degli shopper in plastica. Le aziende hanno contestato il divieto sia dal punto di vista tecnico, ritenendolo illegittimo in quanto non disposto con un decreto ministeriale preventivamente sottoposto all’attenzione della Commissione europea, sia sotto il profilo economico perche il provvedimento ha portato a un drastico e improvviso crollo degli ordini di acquisto e all’annullamento dei contratti di vendita, e sta causando un’improvvisa chiusura delle aziende con serie ricadute occupazionali. Eppure il divieto di commercializzazione degli shopper entrato in vigore il 1 gennaio 2011 fu introdotto con la Finanziaria 2007 con diversi anni di anticipo quindi, proprio per dare il tempo all’industria chimica di riconvertirsi e adeguarsi agli standard piu innovativi che la ricerca e proprio l’industria italiana hanno prodotto realizzando sacchetti in plastica biodegradabile.

Ricordiamo che un sacchetto di plastica disperso sul territorio impiega oltre 400 anni per distruggersi: nel corso del 2008 in Italia si sono prodotti 300mila tonnellate di buste in plastica (l’equivalente di 430mila tonnellate di petrolio), con una CO2 emessa in atmosfera derivante da questa produzione stimata in circa 200mila tonnellate annue.

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