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26 gennaio 2011 Comments (0) News

AMBIENTE – Ricerca: piante non commestibili come fabbriche verdi per produrre plastica senza petrolio

Le piante potrebbero diventare fabbriche verdi, progettate, grazie all’ingegneria genetica, per produrre plastica, e liberare dalla necessita, come accade oggi, di ottenerla attraverso la lavorazione del petrolio. Il gruppo di ricerca del Brookhaven National Laboratory, del Dipartimento per l’energia degli Usa, insieme ad altri collaboratori, ha realizzato un primo passo importante che incoraggia l’idea che si possa giungere a una produzione cosi elevata di materie prime dalle piante per produrre plastica da diventare di interesse industriale. Infatti, le materie prime per la maggior parte dei precursori della plastica oggi derivano dal petrolio o dal carbone, il nuovo metodo invece si basa su una fonte rinnovabile e sostenibile, gli acidi grassi dei semi delle piante e la ricerca dimostra che possono essere ottenuti dalle piante alti livelli di acidi grassi omega 7 per produrre plastica. Gli scienziati hanno affrontato una serie di esperimenti di ingegneria metabolica per aumentare l’accumulo di omega 7 in piante transgeniche. La specie utilizzata e stata la Arabidopsis thaliana: hanno costruito una variante di un enzima naturale e, in questo modo, l’accumulo delle sostanze necessarie e passato dal 2% al 14%. Ma questo miglioramento non era ancora sufficiente per la produzione industriale, cosi, apportando una serie di ulteriori modifiche metaboliche della pianta e dopo aver testato singole caratteristiche, si sono combinate le piu promettenti in una nuova pianta e il risultato e stato un accumulo di acidi grassi omega 7, che ha raggiunto un livello del 71%.

A rendere nota la ricerca sulla produzione di plastica biodegradabile da piante non commestibili e stato il deputato del PdL Giorgio Jannone che – sottolineando come sia “pur vero che gia oggi molti recipienti vengono realizzati con acido polilattico ed esistono resine derivate dall’amido di mais o dalla canna da zucchero” ma in questo caso si tratta di piante alimentari e “nasce il problema della sottrazione alla loro funzione primaria” – ha rivolto un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e dello Sviluppo economico Paolo Romani per sapere quali iniziative “intendano adottare al fine di incentivare la sperimentazione della produzione di plastica tramite il nuovo sistema” cosi “da ridurre l’impatto ambientale grazie ai packaging realizzati con questo materiale”.

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