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23 novembre 2009 Comments (0) Dalla home page

AMBIENTE – Lavoro: 1 mln di posti con la green economy

Riciclo degli scafi in disuso, piastrelle fotovoltaiche, rubinetti completamente senza piombo. Sono solo alcune delle punte di eccellenza di una rivoluzione verde che e gia iniziata e che deve diventare ”sistema” se vuole essere la chiave per uscire dalla crisi e rendere competitiva l’economia del Paese. E’ il ritratto del tessuto produttivo italiano davanti alla sfida della green economy tracciato da una ricerca delle fondazioni FareFuturo e Symbola, che hanno analizzato non solo i settori classici delle politiche ambientali come le energie rinnovabili o il ciclo dei rifiuti, ma anche tutti quelli che sanno dare ”una originale declinazione della green economy”, arrivando alla conclusione che insistendo su questo stimolo nei prossimi cinque anni si potrebbe creare fino a ”un milione di posti di lavoro”. Ecco alcuni dei settori piu innovativi individuati dalla ricerca, presentata oggi al convegno “Green Italy. Ambiente innovazione e qualita’ per sfidare il futuro”, dalle eco-barche e dai porti a impatto zero ai rubinetti senza piombo. Il settore nautico, oltre a lavorare a un progetto di riciclo degli scafi in disuso, sta implementando la ricerca per migliorare la scelta dei materiali e dei combustibili, ma sta anche attivando un progetto per 39mila nuovi posti barca a ”impatto zero”, riqualificando i porti esistenti senza versare nuovi metri cubi di cemento. Ma si parla anche della ceramica, uno dei settori piu colpiti dalla crisi che e stato fra i primi a sperimentare la via “verde” non solo attraverso il riciclaggio di materiali di scarto ma anche con la realizzazione di piastrelle fotovoltaiche, in grado di produrre energia. Nel settore conciario si sta assistendo a un “ritorno al naturale”, con la messa al bando di prodotti chimici e additivi per trattare le pelli che vengono lavorate secondo gli antichi metodi della conceria vegetale. Un mercato in crescita, che conta 200 imprese e 800 retailers nel mondo e rappresentato dai tessuti “biologici”: dal distretto di Prato sta nascendo un marchio che certifichi la materia prima rigenerata, puntando proprio sulla tracciabilita del prodotto “full Made in Italy”. Un altro mercato di punta in questo momento e quello dei rubinetti senza piombo dove l’Italia e unica al mondo, insieme con la sola Germania, ad avere la tecnologia per produrre rubinetti e valvole senza piombo in ottone puro, che rispettano gli standard internazionali (innovazione del Made in Italy adottata anche in California).

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