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9 dicembre 2013 Comments (0) News

AMBIENTE – Inquinamenti: le api come sentinelle

Sabato 7 dicembre, Koine Ambiente e Nanodiagnostics hanno organizzato, nel silenzio ovattato dei media, un convegno in cui hanno presentato un metodo di valutazione delle polveri in uscita dall’inceneritore con l’utilizzo di api. Lo si legge in una nota di Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – Gcr.

Il titolo era “PM10 e altre polveri sottili. Le api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale”. Abbiamo partecipato anche noi di Gcr – si legge nella nota – ritenendo che ogni nuovo studio sulle possibile conseguenze dell’impianto di Ugozzolo sia un ottimo segnale di attenzione. Abbiamo anche posto alcuni quesiti ai relatori.

Quale metodo allora si potrebbe applicare, a suo giudizio, per avere un’evidenza certa dell’inquinamento dovuto alle emissioni degli inceneritori? “Stiamo mettendo a punto una nuova metodologia di indagine sul sangue umano, nei suoi singoli componenti (plasma, globuli rossi e bianchi)”

Abbiamo anche posto domande a Marco Pellecchia, biologo di Koine Ambiente, che ha illustrato l’impiego delle api come “sentinelle” dell’inquinamento ambientale. Il loro utilizzo e duplice. Come bioindicatori, cioe come monitoraggio per le variazioni della mortalita dell’insetto tout court come campionatore di polveri sottili e quindi utilizzato per valutare le modificazioni della qualita dell’ambiente. Come bioaccumulatori di inquinanti:metalli pesanti nel miele, diossine e composti volatili nella cera
metalli pesanti, radionuclidi, insetticidi, acaricidi e particolato autodisperso nel corpo dell’ape.

Come lei ritiene che la misurazione eseguita tramite l’impiego di arnie distribuite in una specifica area del territorio, dove si vuole appurare se e avvenuto un incremento delle nano polveri di metalli pesanti, possa portare all’ottenimento di una misurazione netta, cioe che non sia influenzata ne dal luogo di provenienza dell’alveare ne da altre sorgenti di inquinamento preesistenti (es.: autostrada) “La vita dell’ape e spesa per i primi 21 giorni all’interno dell’arnia, svolgendo svariati servizi alla comunita e per i restanti 21 giorni come bottinatrice (raccoglitrice di polline ed acqua). Avendo una vita cosi breve, l’accumulo di nano polveri sul e all’interno del corpo dell’ape (apparato digerente) e una misura univoca. Concentrando quindi la ricerca sulle nano particelle qualificanti la sorgente che ci interessa monitorare, basta una esposizione delle arnie di tre settimane, per ottenere la misura di quelle nano particelle presenti, in quella specifica area ed in quel momento”.

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