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7 giugno 2010 Comments (0) News

AMBIENTE – Clima: ambientalisti scrivono a Ue contro dl salva C02 del Governo

Legambiente, Greenpeace e WWF con una lettera formale al commissario europeo per il Clima, Connie Hedegaard, hanno sottolineato le contraddizioni del recente decreto sulla CO2 con il quale il Governo intende distribuire gratuitamente alle imprese nuovi permessi ad inquinare in contrasto con la normativa europea ETS sul mercato delle emissioni e sugli aiuti di Stato. ”Il decreto – hanno sottolineato le associazioni – da il via libera a un finanziamento pubblico diretto alle imprese, che invece di pagare per la CO2 emessa, come prevede la Direttiva ETS, beneficeranno di fondi che a partire dal 2013 saranno messi a disposizione da Bruxelles per adottare politiche a favore del clima.

In concreto, il Governo ha previsto di pagare una cifra che, secondo alcune stime, potrebbe arrivare a 800 milioni di Euro per gli impianti entrati in funzione dal gennaio 2009, attraverso l’Autorita per l’energia elettrica e il gas. Un provvedimento che finirebbe per regalare soldi alle imprese piu inquinanti e che, ancora una volta, risulta in evidente contrasto con le politiche europee di riduzione della CO2 e di spinta all’efficienza energetica, anche perche utilizzerebbe le risorse che dovrebbe derivare dalla vendita all’asta di quote di emissioni a partire dal 2013. ”Una vera beffa – hanno commentato Legambiente, Greenpeace e WWF – perche secondo quanto indicato da Bruxelles, quelle risorse dovrebbero servire proprio a promuovere interventi di riduzione delle emissioni di gas serra. Regalando quote gratuite – hanno ribadito le tre associazioni – si compie un’evidente infrazione delle Direttive Europee violando la normativa europea sugli aiuti di Stato e quella sulla concorrenza tra le imprese”. Il soccorso italiano alle imprese piu inquinanti e arrivato negli stessi giorni in cui Bruxelles illustrava la necessita e i vantaggi di aumentare al 30% l’obiettivo di riduzione dei gas serra per il 2020. ”Anche in questo caso – hanno rilevato le associazioni – il Governo italiano ha scelto di ostacolare il percorso invece di agevolarlo. Una strategia dell’ostruzionismo che rischia di aumentare il divario tra l’Italia e il resto dei Paesi europei che hanno scelto di puntare sull’economia verde e sull’innovazione. In mancanza di regole certe a farne le spese sara lo stesso sistema imprenditoriale italiano, penalizzando gli evidenti risultati che anche nel nostro paese sta producendo lo sviluppo delle rinnovabili”.

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