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27 gennaio 2011 Comments (0) News

AMBIENTE – Caccia: ripresi dalle telecamere, Lipu denuncia azioni illegali e maltrattamenti

Cacciatori che sparavano a tutto cio che volava, anche se la caccia era autorizzata al solo coniglio selvatico uccidendo specie protette e maltrattando uccelli in un clima di assoluta mancanza di controlli. E’ quanto mostra la Lipu in un filmato realizzato a inizio dicembre scorso da alcuni volontari e pubblicato da oggi sul sito www.geapress.org. Il video riprende cacciatori che sparano illegalmente agli uccelli migratori (allodole, pispole e pivieri) per poi divertirsi nel fare il tiro al bersaglio con un piviere dorato ferito e incapace di volare: fatto allontanare con un calcio, il volatile viene poi richiamato con un fischietto e massacrato a colpi di fucile. E poi, in giro per l’isola, resti di teste, ali e corpi spezzati.

Le scene di caccia illegale sono state riprese da due volontari Lipu durante quattro lunghi giorni di appostamenti, nascosti per ore dietro i muretti a secco. I numerosi cacciatori visti in quel periodo a Lampedusa, locali ma anche provenienti dal Centro e Nord Italia, non erano sul posto per cacciare i conigli, cosi come autorizzato dalla Regione Sicilia nelle Zone a Protezione Speciale fino al 15 dicembre. Ma per riempire di piombo uccellini di pochi grammi in sosta sull’isola prima del volo migratorio verso l’Africa, senza che nessuno vigilasse per far rispettare la legge. Inoltre, in un altro episodio avvenuto nella contrada dell’isola denominata Cimitero Vecchio di Ponente, i volontari Lipu si sono avvicinati con i Carabinieri ad alcuni cacciatori che sparavano nelle vicinanze di un potente richiamo elettromagnetico. Apparecchio che, non appena i cacciatori si sono accorti della presenza dei militari, fu spento con un telecomando. Il richiamo e stato poi ritrovato in una borsa da fotografo insieme a un esemplare di piviere appena ucciso.

La Lipu ha presentato esposti e consegnato le immagini, che riportano chiaramente targhe e volti dei bracconieri, a Carabinieri e Procura della Repubblica di Agrigento, ai quali ora chiede di identificare i responsabili, denunciarli per i reati commessi, tra i quali il maltrattamento di animali, e revocare loro la licenza di caccia.

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