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11 novembre 2010 Comments (0) Dalla home page

ALLUVIONE – Bonifiche: piano condiviso ma non applicato

La salvaguardia del territorio e una priorita strategica per il Paese:, percio, e necessaria una programmazione nazionale per la manutenzione straordinaria e ordinaria, che coinvolga le realta locali, Comuni e consorzi di bonifica dando cosi concreta applicazione ai moderni principi di una politica territoriale fondata sul federalismo cooperativo e sulla sussidiarieta. Cosi Anna Maria Martuccelli, direttore generale dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi), in occasione di un seminario sulla gestione dei rischi, organizzato nell’ambito dell’assemblea  dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) di Padova, durante il quale, ricordando il protocollo d’intesa siglato tra Anci e Anbi per “mettere in rete le reciproche esperienze,  ha sottolineato che “le cause del dissesto idrogeologico del nostro Paese sono note – dall’urbanizzazione convulsa, all’esodo dalle campagne, all’abbandono della montagna, alla cementificazione di vastissime aree, all’estrazione dal suolo e dal sottosuolo  – e non servono ulteriori studi. Bisogna, invece – ha spiegato la Martuccelli – operare per sanare la progressiva, e ormai insostenibile frattura, tra sviluppo economico e gestione del territorio, cui incide gravemente anche l’accentuata variabilita climatica della quale sono recente testimonianza le alluvioni che hanno interessato in modo particolare il Veneto, come la Toscana, la Calabria e la Campania”.
Secondo il direttore generale dell’Anbi, “proprio i drammatici eventi di questi giorni dimostrano la necessita di organici interventi, finalizzati a ridurre il rischio idraulico attraverso azioni di adeguamento della regolazione idraulica di scolo e delle opere di difesa dalle piene e di consolidamento volto a ridurre frane e smottamenti. I Consorzi di bonifica – ha ricordato la Martuccelli – come hanno dimostrato anche nelle recenti alluvioni, posseggono conoscenza del suolo e del regime idraulico, professionalita operativa e garantiscono diffusa presenza sul territorio rientrando quindi tra i soggetti istituzionali con specifica competenza nel settore e con ampia disponibila alla collaborazione con gli enti locali”.  L’Anbi, che sin dagli anni ’70 segue attentamente i problemi della difesa del suolo italiano, nel 2010 ha predisposto, sulla base delle indicazioni provenienti dai territori dei Consorzi di bonifica associati, un Piano per la riduzione del rischio idrogeologico che contempla 1.365 interventi per un importo complessivo di 4.183 milioni di euro, ma ”pur se condiviso in linea generale dalle forze politiche e sociali – ha ribadito la Martuccelli – il piano non ha ricevuto significativa attenzione da parte del Governo”.

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