ENERGIA – Italia-India: programmi comuni per la missione di...

RIFIUTI – Imballaggi: favorire l’uso di quelli monomateriale biodegradabili

24 giugno 2011 Comments (0) News

MADE IN ITALY- Agromafie: contrastarle con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima

L’indagine Coldiretti/Swg illustrata in occasione della presentazione del primo Rapporto Coldiretti-Eurispes sui crimini agroalimentari in Italia mostra dei dati particolarmente rilevanti nel merito delle cosiddette “agromafie” ovvero le frodi nell’ambito dell’alimentazione familiare. La salute – secondo tale indagine – conta piu del portafogli: a pensarla cosi e il 60% degli italiani che giudica le frodi a tavola le piu pericolose in assoluto, davanti a quelle legate al fisco (40%), a quelle finanziarie (26%) e a quelle commerciali, come la contraffazione dei marchi (25%). Come ha spiegato Sergio Marini, presidente della Coldiretti il crimine delle “agromafie” e “particolarmente odioso perche si fonda soprattutto sull’inganno di quanti, per la ridotta capacita di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti. Gli ottimi risultati dell’attivita di contrasto messa in atto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine confermano la necessita di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima”. Lo si legge nell’interrogazione che il deputato del Pdl Giuseppe Galati ha rivolto al ministro delle Politiche agricole Saverio Romano per sapere come intenda muoversi per contastare il fenomeno delle cosiddette agromafie.

Nell’interrogazione, Galati suggerisce di “prendere in considerazione alcune proposte dello stesso Marini come quella di rendere pubblici i dati delle aziende italiane destinatarie di prodotti importati. Un’operazione a cost zero che secondo il presidente della Coldiretti aiuterebbe la trasparenza e permetterebbe di capire dove sono finite le carni di maiale cilene importate a Modena o i pomodorini tunisini finiti a Ragusa. Sugli scaffali due prosciutti su tre provengono da maiali allevati all’estero, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la meta delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perche non e scritto in etichetta. Senza dimenticare il concentrato di pomodoro cinese spacciato per italiano, con l’import dalla Cina che corrisponde ormai al 15% della produzione nazionale”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.