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11 novembre 2011 Comments (0) Dalla home page

AGRICOLTURA-Terreni demanio: diritto prelazione ai giovani

Nel maxiemendamento alla legge di Stabilita presentato dal ministro Tremonti, e contenuto un pacchetto di norme per “rilanciare l’occupazione in agricoltura ma soprattutto per agevolare i processi di ricambio generazionale nel settore”. Si tratta di sei miliardi di euro provenienti dalla vendita dei terreni demaniali (destinati ai giovani) e del fondo di rotazione della legge 183/1987 autorizzato ad anticipare le quote dei contributi comunitari e statali previsti nell’ambito degli interventi Ue attivati nei settori dell’agricoltura e della pesca.

La Coldiretti ha reso note le disposizioni in materia di dismissioni dei terreni agricoli previste nel maxiemendamento anticrisi, nel quale si prevede che la vendita avverra “mediante trattativa privata per gli immobili di valore inferiore a 400mila euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari o superiore a 400mila euro”.

Al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialita agricola giovanile e riconosciuto – ha sottolineato la Coldiretti – il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, cosi come definiti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni. “Le Regioni, le Province, i Comuni possono vendere i beni di loro proprieta aventi destinazione agricola” conferendo mandato irrevocabile a vendere – ha precisato la Coldiretti – all’Agenzia del Demanio che “provvede al versamento agli Enti territoriali gia proprietari dei proventi derivanti dalla vendita al netto dei costi sostenuti e documentati”.

Il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha spiegato che si tratta “di trecentotrentottomila ettari di terreni agricoli per un valore stimato di 6 miliardi di euro secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del censimento dell’agricoltura. La cessione di questi terreni – ha aggiunto Marini – toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, rende disponibili risorse per lo sviluppo per le casse pubbliche, ma favorisce la competitivita delle imprese e nuova occupazione in un settore, quello del cibo e del Made in Italy, che rappresenta una leva straordinaria su cui poggiare un pezzo importante del nostro futuro. La cessione di questi terreni – ha proseguito Marini – ha il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditivita delle imprese agricole che meglio dello Stato sono in grado di valorizzare lavorando la terra e generare nuova occupazione. Il costo della terra e’ il principale ostacolo all’ingresso dei giovani in agricoltura”.

La terra in Italia – ha ricordato la Coldiretti – costa piu che in Germania e in Francia, ma meno che in Danimarca e Olanda. La difficolta di accesso al credito, poi, continua a rappresentare un freno all’acquisto degli agricoltori professionali che sembrano orientarsi sempre piu’ verso l’affitto dei terreni, considerato piu’ flessibile rispetto all’oneroso indebitamento derivante dall’accensione di un mutuo. Le superfici in affitto o gestite a titolo gratuito secondo l’Inea sono in costante aumento nell’ultimo decennio (+56%) e nel 2010 hanno raggiunto il 39% della superficie agricola utile totale

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