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UE – Brevetto: anche Italia contro cooperazione rafforzata

9 dicembre 2010 Comments (0) Dalla home page

AGRICOLTURA – Sud: servono misure urgenti anticrisi

L’agricoltura pugliese e stata pesantemente interessata dalla crisi in atto, con quattro effetti principali, diminuzione dei prezzi agricoli e del fatturato delle imprese, peggioramento del margine di filiera, allargamento della forbice tra i prezzi al consumo e prezzi agricoli alla produzione e diminuzione dei redditi. Inoltre, il reddito agricolo reale per lavoratore ha subito una notevole diminuzione nel 2009 contraendosi di oltre un quarto (ovvero del 25,3%) rispetto al 2008, la situazione del credito in agricoltura e peggiorata: il tasso di crescita tendenziale del credito nel settore agricolo si e piu che dimezzato, passando dal 5,9% del 2007 al 2,7 per cento dei primi nove mesi 2009 e se la situazione di difficolta delle imprese e generalizzata in tutta l’Italia, s aggrava nel Sud Italia, dove si concentrano i settori piu colpiti dalla diminuzione dei prezzi: grano duro, vino, ortofrutta e olio di oliva. Cosi il senatore del Pdl, Rosario Giorgio Costa, ha rammentato in un’interrogazione al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan, la necessita “di politiche strutturali e di imprese che facciano scelte strategiche e coraggiose, in grado di rilanciare la competitivita e la produttivita del comparto con scelte imprenditoriali basate su nuove strategie che mettano al centro la ricerca e l’innovazione”.
Ricordando che in sede comunitaria e iniziato il processo di revisione della Politica agricola comune, che avra delle ripercussioni sul sistema agroalimentare italiano, il senatore ha sottolineato che “e necessario che il Parlamento avvii al piu presto una comune riflessione, al fine di creare le condizioni per tutelare l’agricoltura italiana, per rilanciare il settore agroalimentare e per accompagnare le imprese in un percorso di innovazione che favorisca il ricambio generazionale e incrementi la redditivita delle aziende agricole” e che “manca un disegno organico di rilancio e sviluppo del settore agroindustriale, a differenza degli altri Paesi europei, in particolare la Francia, la Spagna e la Germania, che hanno predisposto una pianificazione strategica nazionale e hanno stanziato ingenti risorse per sostenere il settore agricolo”. Inoltre nell’interrogazione si fa presente che “anche il comparto della pesca sta vivendo una grave emergenza, a causa della normativa europea che inchioda al rispetto di nuove e piu rigide regole; se tale processo non sara adeguatamente governato, guidando il settore verso nuove modalita di gestione dell’attivita produttiva e definendo un nuovo ruolo delle imprese ittiche nella filiera, i contraccolpi socioeconomici e occupazionali derivanti da tale cambiamento saranno devastanti”.
Auspicando come necessaria “una competizione che inizi con la salvaguardia dei prodotti, tramite maggiori controlli al fine di non far entrare alimenti contraffatti, in concorrenza in termini di prezzo con le nostre produzioni, che si spacciano per prodotti di qualita e che nulla hanno a che vedere con la produzione tipica delle nostre aziende agricole”, il sentore ha chiesto al ministro di sapere “se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza provvedendo: aun potenziamento dei controlli per il miglioramento del funzionamento dei mercati e una maggiore trasparenza, sanzionando gli abusi di posizione dominante, al fine di evitare posizioni speculative, anche attraverso la definizione di un patto interprofessionale che coinvolga per intero le filiere agroalimentari, al fine di stabilizzare i rapporti dal produttore alla grande distribuzione organizzata; a una urgente previsione di un piano di gestione per il settore della pesca che consenta alle imprese ed agli altri operatori del comparto di far fronte ai nuovi obblighi comunitari, tutelando allo stesso tempo le specificita e le tradizioni del nostro Paese attraverso investimenti mirati per piani di ristrutturazione, l’ammodernamento delle flotte, l’organizzazione di piani di gestione locale, la diversificazione delle attivita e la concessione di ammortizzatori sociali anche agli imbarcati a seguito delle misure relative al fermo di pesca; a ogni utile iniziativa volta alla proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le aziende che operano in territori svantaggiati e di montagna e dell'”accisa zero” sul gasolio per tutte le imprese, e non solo per le serre, allo scopo di garantire una riduzione dei costi anche attraverso un semplificato accesso al credito per una ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole, con la trasformazione del debito con gli istituti bancari dal breve al medio e lungo termine; una maggiore efficienza dei sistemi di certificazione, etichettatura e controllo della qualita e dell’origine dei prodotti”.

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