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30 maggio 2012 Comments (0) Dalla home page

AGRICOLTURA-Giovani: Cia, più strumenti e meno ostacoli

Abbattere gli ostacoli in fase di “start-up” aziendale ed estendere la banda larga alle campagne per dare alle nuove generazioni gli strumenti per scongiurare la marginalita del settore: infatti, l’Italia per ripartire deve aprire le porte ai giovani – e in agricoltura i numeri parlano chiaro visto che se gli under 35 sono al timone di un’azienda solo in 3 casi su 100, sono proprio queste realta a ospitare la migliore imprenditoria, in grado di creare il 35% in piu del valore aggiunto rispetto alla media. Cosi imprenditori di Agia-Cia all’incontro con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera con la giovane imprenditoria italiana.(vedi anche: IMPRESE – Start up: Passera incontra giovani imprenditori. Fusacchia e il referente)

Secondo l’organizzazione dei giovani della Cia, non sono piu motivi culturali a tenere lontani i giovani dalla campagna, ma ragioni estremamente pratiche, legate agli ostacoli propri della fase di start-up e alla bassa redditivita del comparto. Se, infatti, solo il 2,4% degli giovani ritiene il mestiere dell’agricoltore troppo faticoso e disagevole, a scoraggiare il 22% del campione sono le difficolta connesse all’accesso al credito, necessario nella fase di start-up per fronteggiare i costi iniziali. Il 23,2% e frenato dal costo eccessivo della terra, mentre il fardello della burocrazia e l’ostacolo maggiore per quasi il 16% del campione. L’elemento che allontana di piu, comunque, rimane sempre la poca appetibilita di un mercato poco remunerativo, che ha sommato il 36,6% delle preferenze.

Oltre ad agevolare l’ingresso nel settore di forze fresche e competenti, altro aspetto prioritario e l’estensione della banda larga a tutte le campagne, comprese l’alta quota e le aree piu distanti dai centri abitati. “Se si vuole favorire l’ingresso delle nuove generazioni nel settore -ha detto il presidente dell’Agia-Cia Luca Brunelli- e necessario ‘connettere’ le aziende alla rete, per consentire una giusta informazione e gli strumenti tecnici e promozionali necessari a un’attivita professionale competitiva. Dando cosi la possibilita a questi giovani di esprimersi in un linguaggio che, per propensione anagrafica, gli appartiene naturalmente”.

“I nostri giovani agricoltori – ha aggiunto Brunelli- sono sempre piu preparati e competenti: tra gli ‘under 40’ il numero dei laureati e cresciuto del 35% e tanti ‘neo-dottori’ nelle discipline piu disparate guardano con interesse al settore. A queste ‘nuove leve’ bisogna dare gli strumenti giusti per fare impresa in modo davvero innovativo, valorizzando al meglio le loro grandi potenzialita e la loro naturale propensione alla diversificazione produttiva e alla sostenibilita ambientale. Gia oggi, infatti, nel centro Italia quattro aziende su dieci praticano agricoltura multifunzionale, mentre nel caso di una conduzione giovane si passa a 5 casi su 10, quindi al 50% dei casi. Allo stesso modo, i giovani che praticano un’agricoltura piu innovativa sono il 4,7% rispetto al 2,7% dei colleghi senior. Nonostante si tratti ancora di una minoranza i nuovi agricoltori riescono a incidere sulla qualita delle nostre aziende, oltre a essere tra i primi artefici di una tendenza al cambiamento socio-culturale delle nostre zone rurali”.

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