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27 maggio 2010 Comments (0) Dalla home page

AGRICOLTURA – Anga: Motolese in Senato con la “sua ricetta”

Favorire la nascita di nuove imprese gestite da giovani ma anche consolidare quelle esistenti con misure nazionali e comunitarie volte a favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Ecco alcune delle priorita esposte dal neopresidente dell’Anga, l’associazione dei giovani di Confagricoltura, Nicola Motolese, nel corso dell’audizione in Commissione agricoltura del Senato. “L‘eta media degli agricoltori italiani continua ad alzarsi: nel 2005 per ogni imprenditore agricolo “under 35” ce ne erano 11 con piu di 65 anni di eta. Nel 2007 – ha spiegato Motolese – sono diventati 13. Occorrono dunque interventi volti a favorire l’ingresso di giovani nel settore. L’impresa gestita da giovani agricoltori, ancor piu delle altre, ha una prospettiva di medio lungo termine e ha bisogno di un quadro stabile e di politiche lungimiranti, piu che di politiche piccolo cabotaggio e di breve periodo”. Il presidente dell’Anga ha poi esposto quattro proposte che riportiamo qui di seguito.

1. In primo luogo e opportuno ribadire che debbono esistere due diverse politiche per i giovani in agricoltura. O per meglio dire due obiettivi. In passato si e puntato quasi esclusivamente sulla nascita di nuove imprese agricole gestite da giovani. Questo e un obiettivo assolutamente prioritario, visto anche l’elevato tasso di senilizzazione dell’imprenditoria agricola nazionale. Ma e anche essenziale puntare a consolidare le imprese agricole gia oggi gestite da giovani agricoltori. E’ vero che si tratta pur sempre di unita produttive che hanno le stesse esigenze di quelle gestite da imprenditori senior. Ma non dobbiamo trascurare un aspetto che le differenzia in maniera determinante: tutta l’agricoltura guarda sicuramente al futuro, ma i giovani imprenditori hanno per forza di cose un orizzonte ancora piu lontano. Un esempio puo essere quello dei pagamenti diretti della Pac. Pensare ad una modifica della situazione vigente, per un imprenditore che pensa di cessare l’attivita tra una decina di anni puo avere un significato; per un giovane di 35 anni, un phasing out anche distribuito nell’arco un decennio cambia di molto le prospettive, la programmazione ed i conti economici dell’impresa.

2. Abbiamo puntato tanto in passato sul ricambio generazionale, ma occorre fare di piu. L‘indice di senilizzazione degli imprenditori agricoli italiani sta infatti peggiorando invece di migliorare. Nel 2005 avevamo 11 imprenditori di piu di 65 anni per ogni imprenditore agricolo “under 35”. L’indagine Istat-Eurostat del 2007 mostra che questo rapporto e peggiorato, salendo quasi a 13. Per incentivare i giovani si potrebbero legare maggiormente queste due misure e dotare la misura di prepensionamento di maggiori risorse. Per il periodo 2007-2013 le regioni italiane hanno allocato 32 milioni per il prepensionamento – tra spesa Ue e cofinanziamento nazionale – e 411 milioni per l’insediamento dei giovani; praticamente 13 volte tanto. Cio in maniera da consentire di superare l’ostacolo forse maggiore del giovane che intende inserirsi per la prima volta come imprenditore agricolo: la disponibilita di terreni dove esercitare la propria attivita. In seconda battuta si potrebbero collegare, sia al “primo insediamento”, sia a quella del “prepensionamento”, le misure previste dalla normativa italiana per il subentro; rendendole ancora piu appetibili con altre agevolazioni nazionali.

3. Sempre in tema di politiche comunitarie e di azioni da realizzare a Bruxelles, uno dei temi da affrontare riguarda sicuramente le regole sugli aiuti di Stato e la libera concorrenza. Va affermata e poi tradotta in pratica una linea di principio secondo cui si devono prevedere quante piu deroghe possibile nella normativa comunitaria sugli aiuti di Stato nel caso di provvedimenti a favore delle imprese agricole gestite da giovani. Un allentamento delle normative sugli aiuti di Stato puo risultare utile ad esempio nella problematica dell’acquisizione fondiaria, dove si registra forse la maggiore difficolta per chi intende intraprendere l’attivita agricola.

4. I giovani imprenditori agricoli hanno poi bisogno di migliorare le posizioni delle loro aziende investendo in innovazione e ricerca, come ma forse piu degli altri colleghi di maggior esperienza, non fosse altro perche hanno un approccio piu moderno e evoluto al fare impresa in agricoltura ed un orizzonte di crescita e sviluppo della loro attivita che e spostato piu in la nel tempo. L’Anga ha individuato almeno due vie per migliorare l’adozione e lo sviluppo di nuove tecnologie in agricoltura. La prima, intensificare il rapporto tra chi fa ricerca e sviluppa innovazione per le imprese. Occorre a tale fine instaurare e sviluppare un circolo virtuoso del sapere che parta dal fabbisogno dell’imprenditore che deve essere trasferito a chi fa ricerca pura ed applicata ed a chi sviluppa tecnologia. La seconda, varare uno strumento di incentivazione, tramite credito d’imposta. Una sorta di “Tremonti ter” per l’innovazione, destinata specificatamente alle imprese gestite da giovani agricoltori che acquisiscono o sviluppano innovazione. Questo anche modificando, se del caso, le regole comunitarie sugli aiuti di Stato.

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