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17 maggio 2010 Comments (0) Dalla home page

AGRICOLTURA – Estero: Marocco concede terreni demaniali

Il Marocco intende uscire dalla gestione diretta delle terre agricole per affidarle ad imprenditori privati, anche stranieri, capaci di far fruttare i propri investimenti, realizzando progetti che valorizzino l’agricoltura, creando anche nuovi posti di lavoro. Lo ha reso noto la Confagricoltura sottolineando l’importanza di cogliere quest’occasione che stimola gli investimenti da parte degli agricoltori italiani per lavorare in accordo con gli agricoltori marocchini e contribuire allo sviluppo del Paese nordafricano. E proprio in tale ottica, l’ambasciatore del Regno del Marocco, Hassan Abouyoub, ha scelto Confagricoltura come sede per presentare oggi alle imprese agricole italiane, il programma di concessione dei terreni agricoli demaniali.

Si tratta, in particolare, della terza fase del programma di cessione, che riguarda 21.240 ettari di terreni agricoli di proprieta statale, dislocati in tutto il territorio del Paese, che verranno destinati, attraverso contratti pluridecennali in concessione, a 57 grandi progetti di filiera, con una superficie superiore a 100 ettari, 139 medi progetti per progetti (tra i 20 e i 100 ettari) e a 94 piccoli progetti (appezzamenti inferiori ai 20 ettari). “La disponibilita di terreni agricoli in un Paese vicino, con un mercato aperto, un livello di sicurezza buono e fondamenta economiche sostanzialmente sane, e – ad avviso di Confagricoltura – particolarmente stimolante per le imprese agricole italiane, che negli ultimi due anni hanno guardato agli investimenti diretti all’estero con notevole cautela, condizionati anche in questo caso dalla pesante crisi economica”.

Nel corso dell’incontro i numerosi imprenditori presenti hanno avuto dettagliate informazioni sulle modalita per candidarsi al progetto. Per Confagricoltura l’occasione rientra nella attivita di internazionalizzazione, che da tempo ha posto fra le sue linee di azione, indirizzandola, da un lato, verso la promozione dell’export dei prodotti agricoli ed agroalimentari italiani, soprattutto verso nuovi mercati e, dall’altro, a supportare gli imprenditori agricoli che intendono fare investimenti diretti all’estero, come in questo caso.

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