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26 febbraio 2010 Comments (0) Dalla home page

AGRICOLTURA – Amarone: e se la Corvina è Made in Cina?

Le produzioni tipiche Made In Italy potrebbero essere perfettamente riprodotte a breve scadenza dai cinesi vista la forte accelerazione che il Dragone ha dato alla ricerca biotech. Per l’Italia le conseguenze commerciali sarebbero molto gravi. Lo ha denunciato la Confagricoltura commentando l’allarme sullo “shopping scientifico” lanciato durante la presentazione, in anteprima mondiale, del genoma sequenziato del primo vitigno autoctono: la Corvina, bacca tipica per la produzione di Amarone.

Lo studio dell’Universita di Verona – si legge nella nota di Confagricoltura – avverte che “la Cina sta facendo incetta di genomi in giro per il mondo. L’obiettivo e chiaro: decodificare il genoma di un organismo significa comprenderne i segreti piu profondi, porre le basi per la ricerca applicata, acquisire un vantaggio tecnologico e conoscitivo formidabile”. Secondo i due ricercatori del Centro di Genomica Funzionale dell’Universita di Verona, Massimo Delledonne e Mario Pezzotti, “il pericolo cinese e reale e andra a incidere significativamente nei prossimi anni sul nostro export agroalimentare. E quindi necessario incrementare l’attivita di ricerca presso i nostri centri di eccellenza e successivamente trovare le formule idonee per proteggere il DNA delle nostre tipicita”.

Il Beijing Genomic Institute, principale centro cinese di ricerca ha da poco annunciato di voler sequenziare 1000 genomi (500 animali e 500 vegetali) nei prossimi due anni grazie ad un finanziamento statale di 100 milioni di dollari. L’Istituto ha gia sequenziato il Dna del riso e del melone (ma anche il genoma del Panda, mentre sta lavorando su quelli dell’Orso polare e del Pinguino). Secondo l’Universita di Verona le ricadute di questa massiccia attivita di ricerca biotech sul business agroalimentare e enorme: una volta in possesso delle “chiavi” della vita dei nostri prodotti, individuato il microclima ideale e adottate le nostre tecniche di produzione, il passo verso la concorrenza sui mercati mondiali, attuata “clonando” scientificamente il Made in Italy e immediato.

“I freni posti all’innovazione biotecnologica e alla ricerca sugli Ogm si rivelano sempre piu deleteri per la nostra competitivita – ha sottolineato Confagricoltura – soprattutto ora che le produzioni tipiche italiane, su cui si vorrebbe far totale affidamento per la politica commerciale agricola nazionale, potranno essere duplicate da uno dei primi colossi economici del mondo”.

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