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19 marzo 2010 Comments (0) Dalla home page

AGRICOLTURA – Made in Italy: allarme oli stranieri

E’ allarme per il via libera alle frontiere al traffico di 100 milioni di litri di olio proveniente da Paesi extracomunitari che sara lavorato e imbottigliato in Italia. Il rischio concreto e che venga “spacciato” come olio Made in Italy nel mondo“. Lo ha affermato in una nota la Coldiretti, spiegando che “gli effetti dell’eventuale autorizzazione alla procedura comunitaria di traffico di perfezionamento attivo (Tpa), che consente la temporanea importazione di oli stranieri da lavorare e imbottigliare in Italia per poi esportarli fuori dall’Europa”.

In merito il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha prontamente risposto di aver dato “mandato all’Ispettorato centrale della tutela della qualita e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari di effettuare i necessari controlli per assicurare che il prodotto etichettato come italiano risulti tale. E’ indispensabile – ha ribadito il ministro – difendere i consumatori e gli operatori dagli eventuali inganni, garantendo sul territorio nazionale la corretta commercializzazione degli oli di oliva”. Ad oggi a nessuna delle sette domande pervenute da inizio anno, e stato accordato il nulla osta ministeriale. Gli uffici, infatti, le hanno rigettate per carenza della documentazione atta a giustificare la particolare situazione di mercato che renderebbe possibile l’operazione. “Agli olivicoltori italiani posso assicurare – ha affermato Zaia – che le domande di traffico di perfezionamento attivo, che consentono la temporanea importazione di oli stranieri da lavorare ed imbottigliare in Italia per riesportarli fuori dall’Ue, nel rispetto delle disposizioni comunitarie, sono e saranno esaminate con estremo rigore dalla struttura del mio Dicastero”.

Per la Coldiretti “nei Paesi dove non vale l’obbligo di indicare l’origine delle olive in etichetta, a differenza dell’Unione europea, queste produzioni straniere di bassa qualita potrebbero essere spacciate come Made in Italy togliendo spazio di mercato, immagine e credibilita alle coltivazioni nazionali. Si tratta di un fiume di olio straniero – ha spiegato la Coldiretti – pari a circa un quinto della produzione nazionale che peraltro sta gia risentendo pesantemente di questa prospettiva, con il crollo dei prezzi pagati all’origine ai produttori italiani. Non mancano i rischi di comportamenti fraudolenti favoriti dalla possibilita di aggirare la norma sull’obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta, che dalla sua entrata in vigore nel luglio 2009 ha consentito una riduzione del 35% nelle frodi secondo i carabinieri dei Nas”. E la Coldiretti ha ancora ribadito che “non ci sono le condizioni per l’autorizzazione al traffico di perfezionamento attivo (Tpa) prevista dal Reg. (CE) n.993/2001 tenuto conto che tale procedura dovrebbe essere giustificata dalla presenza di particolari situazioni di mercato come differenziale di prezzo elevato tra prodotto comunitario e quello dei Paesi terzi che, al momento, non si e verificato”.

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