Un viaggio molto interessante, per chi vuole unire il piacere alla cultura, non a caso è chiamata la Città del sole. Con i nostri viaggi, siamo arrivati in Calabria, esattamente a Stilo. Il posto, oltre ad essere molto suggestivo, regala piacevoli sorprese al visitatore, il borgo è ricco di storia e di monumenti, con una cultura ultra millenaria infatti,, ancora oggi si mantiene rigorosamente intatto, sia nei monumenti che nel rispetto ambientale. Stilo è una delle località più belle e visitate della Calabria. In passato, sono stati molti i poeti che sono stati affascinati dalla disposizione delle sue case, addossate come sono l'una sull'altra, per non parlare dei molti stranieri che l' hanno paragonata ad un "manoscritto su cui intere generazioni di popoli e conquistatori hanno inciso la fantasia e l'arte della loro vita quotidiana". Scrittori, storici e studiosi hanno cercato slogan che potessero raffigurare al meglio quella città meravigliosa che si arrocca alle pendici del Monte Consolino, a 400 m. s.l.m. Queste le definizioni: "terrasanta del basilianesimo e del bizantinismo" (P. O.), "il luogo più illustre della Calabria" (A. Savino), "incantevole borgo" (G. Grazzini) e tante altre che sarebbe lungo citare. Stilo è un borgo che vive tutto il periodo dell’anno, sono molte le manifestazioni che vengono proposte con accurata selezione, dai mercatini artigianali, alle cerimonie religiose, tutte particolari e interessanti. Gli abitanti del posto, sono cortesi e ospitali con i turisti che tutti gli anni affollano il piccolo borgo antico. Il cuore della città pulsa nel nucleo centrale caratterizzato dai monumenti più importanti, da viuzze e piazze che racchiudono il patrimonio architettonico più cospicuo e dove tuttora si svolge la vita di relazione della città.

La storia
Simbolo di Stilo è senza dubbio il gruppo di chiese ed il borgo adagiato ai piedi del Monte Consolino che la rende immediatamente riconoscibile e che rappresenta una sorta di “summa” delle sue stesse vicende storiche, fortemente caratterizzate dalla contrapposizione tra il potere civico e quello religioso. Ancora intatte in molte loro parti, a memoria del glorioso passato medievale, palazzi e elementi architettonici. In pieno centro storico, ogni anno in estate vi si svolge il famoso "Palio di Ribusa".
Tra gli imponenti e massicci palazzi gentilizi abbondano nel centro e nelle vicinanze di Stilo.
Da ricordare l’edificio civile appartenuto ai Conti Capialbi, ricco di belle sale, che trovasi eretto nel Rione di Santa Lucia. Nella contrada Nipitino, in territorio di Stilo v’è pure un grande edificio rurale di nobile fattura, con graziose finestre ad ogiva, una volta pure appartenuto alla stessa famiglia. Arricchiva, tanto tempo fa e tra le numerose opere d’arte, il primo edificio nobiliare, una preziosa collezione di libri rari, manoscritti ed incunaboli. La Biblioteca appartenne per ultimo al conte Massimo Capialbi, colonnello dei bersaglieri nonché personaggio famoso per la vasta erudizione di cui era fornito e, ammirato anche per “la sua signorilità e il suo amore di patria”.
Amore che lasciò in eredità alla figlia, tanto che questa fece donazione nel 1963 al Comune di Stilo della Biblioteca paterna, composta di ben 7260 volumi. Ora questi libri, assieme ai meravigliosi volumi appartenuti agli ordini monastici dei Basiliani e dei Redentoristi ed a quelli che facevano parte della collezione dello storico stilese Luigi Consolo, costituiscono il ricco patrimonio librario della Biblioteca civica, ubicata nelle sale adiacenti il porticato del Palazzo comunale.
Il Palazzo Lamberti è poi un altro vasto complesso edilizio eretto nel ‘600. Di tale periodo sono pure le molte cose di alto pregio che esso conserva: affreschi e pitture varie su tela, sculture ed opere di intaglio, eccetera. Infine sono da annoverare: i palazzi appartenuti ai Carnovale, ai Bono, alla famiglia Crea e Marzano, ai Caracciolo, Teti, Sersale e altri ancora. Tutti raccolgono in sé secoli e secoli di storia e vanno visti come autentiche e degne opere di architettura, nonché importanti per quello che ancora, per la maggior parte, conservano.
Un’altra opera da ammirare è senza dubbio la 'fontana gebbia' ma conosciuta anche come fontana dei Delfini. Oltre al nome, che vuole indicare il luogo da ove sgorga l'acqua (il Consolino), anche il nucleo scultorio centrale in pietra, che rappresenta appunto due delfini attorcigliati, sono di puro stampo arabo.
Mentre, tutto il complesso architettonico restante, costituito da tre archi coronati a loro volta da un cornicione ben sagomato, è del classico stile barocco proprio del '700. Narra la tradizione, che fino a qualche anno addietro esisteva, non molto lontano dalla ubicazione di tale fontana, un masso in granito locale, spianato e a foggia di sedile, che sarebbe servito come trono a qualche "Califfo" arabo di passaggio, nelle trattazioni coi suoi dipendenti. Era conosciuta appunto come "Pietra del Califfo" e di essa non rimane più nulla.
Al centro della Piazza antistante la Chiesa di S. Francesco sorge una statua di bronzo a grandezza naturale, poggiata su di una base in granito grezzo scolpito a mano dalla scuola di scalpellini che faceva capo all’artista stilese Mastro Peppino Drago: è la statua di Tommaso Campanella. E’ opera dello scultore modenese Ernesto Gazzeri; risale al 1923, anno in cui fu pure inaugurata a mani del filosofo Giovanni Gentile. Inoltre c’è da dire che tale opera fu fatta erigere a gloria del filosofo, dallo stilese Luigi Carnovale, protettore e fautore di ogni tipo di arte e lettere, al cui nome rimane intitolato il largo spiazzo, che per la realizzazione della grande scultura in bronzo assommò le offerte e i contributi raccolti nel paese e arrivati da diverse istituzioni.
L'origine di Stilo è ancora un mistero. Sembra che la sua nascita sia strettamente legata alle vicende di Caulonia greca, distrutta da Dioniso il Vecchio nel 389 a.C. Notizie certe si hanno intorno al 900/1000 con l'arrivo nella Vallata dello Stilaro dei monaci orientali che si stabiliscono sul M. Consolino e vivono in delle grotta naturali, alcune delle quali ancora oggi sono decorate con affreschi del X sec. d. C. Queste sono le laure di Stilo. Quei monaci vivevano di erbe che trovavano sul monte dalla nuda roccia e si vestivano di pellami di animali. Essi hanno dato un'impronta culturale e storica alla città di Stilo di notevole importanza, facendo acquisire alle popolazioni indigene la lingua e persino la religione greca, cultura che rimarrà radicata nella popolazione fino al 1500. Furono questi monaci che costruirono proprio alle pendici del M. Consolino la famosissima Cattolica. Ai Bizantini succedettero i Normanni e di seguito: Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli e Borboni. Secoli questi, durante i quali Stilo si arricchisce di monumenti e palazzi nobiliari: Chiesa di San Giovanni Therestis il nuovo, Chiesa di San Domenico, Duomo, Chiesa di San Francesco e il Castello Normanno. La notorietà di Stilo è dovuta anche al fatto di aver dato i natali a Tommaso Campanella.
389 a.C., la distruzione della città magno-greca di Kaulon (Caulonia) da parte del tiranno di Siracusa Dionisio I sembra legata alle origini di Stilo. Rinata e tornata potente grazie all'alleanza con Roma nel 270 a.C., Caulonia viene di nuovo distrutta dai cartaginesi di Annibale. Comincia il trasferimento degli abitanti verso un altro luogo più protetto, accentuato nel periodo delle invasioni longobarde. Si popola così l'area sulle pendici del monte Consolino, in posizione più facilmente difendibile.
VII sec., con l'arrivo in massa dei Bizantini comincia la fortuna di Stilo, il suo periodo d'oro, testimoniato dalla costruzione della Cattolica. Nel X sec. Stilo è il centro bizantino più importante della Calabria meridionale. Memorabile la sua resistenza ai Normanni e la fedeltà agli Angioini, che ne fanno uno dei castelli più importanti della regione.
1599, il filosofo Tommaso Campanella organizza una sollevazione contro gli Spagnoli. A Stilo come in tutta la Calabria la popolazione è oppressa e vive di stenti, nel più completo abbandono politico e isolamento culturale.
XVIII-XIX sec., la presenza del ferro e del rame favorisce lo sviluppo delle industrie siderurgiche; il vasto complesso borbonico della Ferdinandea diventa sede, agli inizi dell'800, delle Reali Ferriere.
1783, un rovinoso terremoto danneggia gran parte del borgo.
I BOSCHI
Parte integrante della storia e delle opere d'arte di Stilo è la Ferdinandea, "vasta isola amministrativa", dal glorioso passato.
Sorge non molto distante dal paese, tra fitti e verdi boschi di faggi.
Ferdinando II di Borbone la scelse come sua dimora estiva e lo stesso fece, dopo tanti anni, Achille Fazzari, insigne colonnello garibaldino. Più di tutto, il vasto complesso borbonico, fu destinato, nella prima metà del 1800 a sede della direzione delle Regie Ferriere e della Fonderia, stabilimenti già in funzione da tanto tempo, e costituenti grande fonte di reddito per tutta la zona. Da ammirare, all'interno della tenuta, un vivo e colorito giardino con al centro un laghetto artificiale.
Il complesso residenziale era completato da una Cappella o Oratorio, che esiste tuttora, e da un Museo privato che ormai da tempo non esiste più formato dalla cospicua raccolta di tele, ceramiche, materiale di antiquariato e altri oggetti di indubbio interesse artistico.
Ebbero modo di ammirare e cantare le bellezze naturali e paesaggistiche del posto, nientemeno che Garibaldi e Matilde Serao, ospiti di Fazzari. Visita www.mangiatorella.it
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