Per gli appassionati dei borghi italiani, ne proponiamo uno dei più insoliti e caratteristici Ricetto di Candelo, per la sua caratteristica risulta essere patrimonio storico-artistico piemontese, unico a livello europeo tanto da essere oggetto di studio da parte di storici italiani e delle università straniere di Danzica e Kaiserslautern. Inoltre risulta essere un luogo apprezzato da molti turisti. La particolarità della sua struttura, che legava la comunità, in quanto il Ricetto, veniva usato come deposito per i prodotti agricoli, in tempo di pace, e come rifugio in tempo di guerra. Ancora oggi, a distanza di tempo, la struttura sorprende per le sue caratteristiche architettoniche e soprattutto per lo straordinario stato di conservazione. Il borgo è mantenuto molto bene, le case sono un vero spettacolo, tutte adorne di piante e fiori, la gente è cordiale e si mangia molto bene. Vale la pena di visitarlo. Ringraziamo il comune di Ricetto di Candelo per le informazioni storiche che ci hanno permesso di conoscere al meglio un posto tanto suggestivo.
Come arrivare
EVENTI 2010
Data d'inizio: 01-01-2010 :: Data finale: 31-12-2010
Il Borgo medievale è sempre aperto. Ogni domenica visite guidate al borgo su prenotazione (dalle ore 15.00 alle ore 18.00).
Proiezione filmato “Il ricetto di Candelo. Terra e paese” in Sala Cerimonie. Visita su prenotazione alla cantina della Freccia Nera. Laboratori didattici su prenotazione
Informazioni presso Pro Loco Candelo Tel 015 2536728 Fax 015 2538957 Ufficio Accoglienza Comune di Candelo Tel 015 2534203 Fax 015 2534112 www.prolococandelo.it www.comune.candelo.bi.it
FEBBRAIO
13 o 14 distribuzione fagiolata benefica di carnevale Presso oratorio S. Lorenzo, in collaborazione con Associazione Carrettieri
in data da definire Gran Carnevale dei bambini - Palazzetto dello sport
MARZO
Sabato 6 e Domenica 7 Festa della donna
Mercoledì 24 Giornata nazionale della lettura
Ricordi di sapori antichi, i frutti della terra dall’amore collettivo delle genti di Ricetto di Candelo
Vediamo insieme le caratteristiche del ricetto:
Il ricetto è a pianta pentagonale, ha un perimetro di circa 470 metri e una superficie di 13 mila mq, è largo 110 metri e lungo 120. In queste ristrette dimensioni trovano spazio circa 200 cellule, oggi quasi tutte di proprietà privata.
Un momento, prima di continuare…..abbiamo accennato le cellule, chiaramente molti non sanno di cosa parliamo, quindi è giusta una spiegazione:
Le cellule sono case, prive di fondamenta, sono costruite da vani unici sovrapposti, non comunicanti tra loro: sono le cellule del Ricetto. Chiaramente essendo una popolazione di contadini, le case erano usate soprattutto per la preparazione di alcuni prodotti.
Il vano a pianoterra (caneva) è una cantina con pavimento in terra battuta, destinata al vino e alle varie operazioni connesse. L'escursione termica su base annuale varia dai 12° ai 15° con aerazione indiretta ottenuta mediante piccole aperture verso la riana (riscontro d'aria). Dalla strada si accede attraverso un portale (attualmente il livello delle rue si è innalzato o abbassato per cui non sempre la porta d'accesso alla caneva è all'altezza del piano viario).
Il vano al piano superiore (solarium) è un ambiente particolarmente secco ed asciutto, ideale per la conservazione delle granaglie (riscontri d'aria verso la riana). Vi si accede direttamente dalla rua tramite la lobbia (balconata in legno che poggia sulle travi di separazione tra caneva e solarium), utilizzato per essiccare granaglie. I due vani non sono in comunicazione interna per ridurre al minimo le occasioni di scambio termico. La lobbia meglio conservata è quella vicino alla sala consigliare (solo metà a causa della costruzione delle scale);di molte lobbie rimangono solo le travature, altre sono state ricostruite non sempre nel rispetto della tradizione. Tutte le lobbie erano coperte da tetti molto spioventi per la protezione delle granaglie dalla pioggia.
Ora che abbiamo imparato cosa sono le cellule, possiamo continuare con le caratteristiche del ricetto
Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata sorta per iniziativa e volontà precisa della popolazione candelese allo scopo di conservare e difendere i beni più preziosi della comunità: prodotti della terra, soprattutto vino e granaglie.
Viene costruito su un terreno di proprietà di signori locali (Vialardi), a cui inizialmente corrisposto un censo di 21 ducati. Più tardi sarà riscattato e diventerà possesso e simbolo della comunità.
È sempre stato utilizzato come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio temporaneo per la popolazione in tempo di guerra o pericolo; tranne eccezioni, gli edifici non sono mai stati abitati in pianta stabile.
Mancano dati precisi circa la sua fondazione e le notizie storiche pervenute sono tarde; esiste già infatti quando la comunità candelese fa atto di dedizione spontanea ai Savoia nel 1374.
Le ipotesi sulla sua origine sono varie, ma tali da farlo risalire ad un periodo compreso tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo. In Piemonte, l'origine dei ricetti si colloca tra il XII e il XIV secolo, contestualmente alla crescita dell'autonomia comunale; nel Biellese la costituzione dei ricetti si protrae fino al primo decennio del '400.
Il termine Ricetto, dal latino "receptum" (ricovero, rifugio), indica essenzialmente un luogo difeso, cinto da fortificazioni. Il vocabolo, derivato dalla terminologia militare romana, nel corso dei secoli subirà varie trasformazioni: receptum - recetum - reccetum - ricetum- rizetum - reductum - rissetto - restretto - recetto- ricetto.
Nel Medio Evo assume il significato di raduno in un sito fortificato atto alla difesa tanto della gente quanto dei prodotti del suolo e del bestiame. In antichi documenti candelesi si trova poi il termine "castrum" come sinonimo di ricetto; in una supplica del 1509 al duca di Savoia si parla del "castrum munitissimum", ove ogni uomo del luogo possedeva "domum" (casa), costruito dalla comunità a scopo di ricovero "tempore guerrarum" (in tempo di guerra)
Il ricetto di Candelo si è conservato mantenendo la sua struttura originaria grazie alla sua matrice contadina; fino a tempi recentissimi è stato infatti utilizzato per la vinificazione e la protezione dei prodotti della terra e lo è ancora in parte oggi. È stato definito da Ferdinando Gabotto "silos fortificato", ma può essere considerato soprattutto una "cantina comunitaria".
La torre del Principe
Varcata la torre-porta, ci si trova in una piazzetta pavimentata con le pietre tondeggianti del vicino torrente. Sulla destra, l'edificio più imponente che sovrasta tutti gli altri è la " casa del principe", l'abitazione che Sebastiano Ferrero si fece costruire dopo aver ottenuto dal duca Filippo II Senza terra., nel 1496, l'investitura feudale e la concessione dei dazi candelesi.
Sebastiano Ferrero per realizzare questa dimora modificò e sopraelevò le cantine preesistenti, denominate nei documenti domuncolae, piccole case, che formavano una delle isole edilizie ossia l'aggregato di costruzioni confinanti che compongono l'insieme degli edifici del ricetto.
La casa di Sebastiano Ferrero, il potente signore del luogo, non solamente si differenziava dalle altre costruzioni per le dimensioni; la sua forma tozza ed elevata più che ad una dimora signorile fa pensare ad una casa-torre con funzioni difensive, quelle che nei castelli sono affidate al battifredo o al maschio o dongione. Altri caratteri distinguevano la dimora signorile dalle altre costruzioni: lo spazio esterno, una sorta di cortile ad uso prevalente del feudatario e, soprattutto, gli elementi di decoro che abbellivano le facciate e gli ambienti interni.
Livio Pozzo, nel suo opuscolo intitolato Canderium ne ricorda gli splendori con una vena di amaro disappunto (modificazione e manomissioni hanno compromesso l'integrità degli addobbi interni): " Entrati, ci troviamo subito in una specie di piazzetta, fronteggiata da una costruzione dominante fra le altre, e munita di un mastio,; è il "Palazzo del Principe", e venne fatto costruire da Sebastiano Ferrero sulla fine del 1400. Fino a pochi anni or sono si ammiravano in esso bei fregi in terra cotta alle finestre, arazzi e mobili antichi, e persino la sala del trono; eravi inoltre due soffitti in legno bellissimi, a cassettoni, poggianti su eleganti mensoline; uno fu asportato ed ora trovasi al Castello Medievale del Valentino Torinese; l'altro, già da tempo guasto e deturpato, venne recentemente distrutto da un incendio. Alle pareti si distinguono ancora, qua e la, frammenti di decorazione a fresco che non mancano di grazia".
Le rue
(francesismo) sono a ciotoloni inclinati verso la mezzaria e con pendenza da sud a nord per permettere il deflusso delle acque piovane verso la Torre di cortina. L'impianto viario è costituito da 5 assi in direzione Est/Ovest, intersecati da due ortogonali. La rua principale, al centro, era calibrata in funzione del traffico dei carri (metri 5 circa); più ridotte sono le rue laterali. Gli edifici sono costituiti da una serie di singole cellule edilizie non comunicanti, accorpati in nove isolati con la separazione della riana (rittana, chintana).
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