Chi sceglie un agriturismo per le proprie vacanze potrà contare su un sistema di classificazione, come le “stelle” per gli alberghi, in grado di fornire informazioni sulla qualità del servizio offerto.
Dall’Osservatorio Nazionale dell’Agriturismo – l’organismo di governo del settore, costituito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che lo presiede, dal Dipartimento per il Turismo, dalle Regioni e dall’ISTAT – arriva, infatti, un primo documento di lavoro contenente i principi generali per uniformare i criteri di classificazione del settore agrituristico italiano. Il documento è stato presentato il 1° luglio 2010 al Mipaaf; tra gli aspetti emersi, la funzione strategica che la classificazione può svolgere nel rafforzare l'immagine del settore, rendendo più evidente quella che è una caratteristica dell'offerta italiana, cioè l' imprescindibilità con l'attività agricola.
La definizione di un sistema di classificazione delle attività agrituristiche è prevista dalla legge quadro del settore, la n. 96 del 20 febbraio 2006. Tra gli obiettivi della classificazione:
rispondere in maniera efficace all’esigenza manifestata dalla domanda, nazionale e straniera, di una maggiore chiarezza rispetto ai requisiti agricoli dell’azienda, in relazione alla qualità dell’ambiente e alla salubrità dei prodotti, garantendo univocità di requisiti e varietà dei servizi offerti;
svolgere una funzione di orientamento per le aziende agricole agrituristiche, stimolando l’adozione di comportamenti “virtuosi” rispetto alla produzione agricola, alla gestione dell’ambiente e del paesaggio e alla valorizzazione delle risorse locali.
“Oggi sono state gettate le basi per armonizzare le norme in vigore nelle varie Regioni e dare vita ad un primo semplice e concreto strumento di comunicazione per gli ospiti italiani e stranieri che desiderano visitare i nostri agriturismi”, ha sottolineato il ministro Galan, ricordando anche che si tratta di un settore molto importante per l’economia delle aree rurali, che conta circa 19.000 operatori agrituristici e un fatturato di oltre un miliardo di euro all’anno. L’agriturismo, inoltre, ricopre un ruolo strategico dal momento che unisce la possibilità di trovare prodotti di qualità direttamente nel territorio con la cultura e l’ambiente in cui sono realizzati.
Per definire il punteggio da attribuire a ciascuna struttura, non conterà solo il comfort, la comodità dell’accoglienza, ma saranno presi in considerazione soprattutto gli aspetti relativi alla tipicità dell'offerta, al paesaggio, alla possibilità di partecipare ai lavori dell'azienda e alla professionalità dell'operatore.
Da ricordare che la classificazione dà per assolto, a monte, il rispetto delle norme nella prestazione di ciascun servizio agrituristico, tenendo conto della “consistenza” complessiva dei servizi offerti o delle variabili che possono influire sulla soddisfazione dell’ospite.
Fonte: Mipaaf
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Definizione di attività agrituristiche
La definizione di attività agrituristica è data dalla legge n. 96 del 20 febbraio 2006.
Per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli, anche associati fra loro, attraverso l'utilizzazione della propria azienda, in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali. In base al codice civile, (art. 2135), è imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse (cioè dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione o dall'allevamento, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda, normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata tra cui le attività di valorizzazione del territorio o di ricezione ed ospitalità). Tra i criteri che definiscono le attività agrituristiche:
dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;
somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcoolico e superalcoolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi di denominazione d’origine protetta o certificata;
organizzare degustazioni di prodotti aziendali;
organizzare, anche all'esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell'impresa, attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.
Sono considerati di propria produzione i cibi e le bevande prodotti, lavorati e trasformati nell'azienda agricola, nonchè quelli ricavati da materie prime dell'azienda agricola e ottenuti attraverso lavorazioni esterne.
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