LAVORO-Openjob: più richiesta di operai specializzati

GOVERNO – Crescita: Sacconi, confronto con parti sociali

31 luglio 2011 Comments (0) Dalla home page

PMI-Gemmologico: mettere fine al vuoto nomativo

Al fine di regolamentare il settore gemmologico, vero fiore all’occhiello del Made in Italy, sono state presentate alla Camera due proposte di legge: una a firma di Antonio Mazzocchi del Pdl “Regolamentazione del settore dei materiali gemmologici in commercio”, in realta una rielaborazione di una proposta precedente, dello stesso Mazzocchi, sulla quale si e molto discusso tra gli operatori del settore tra il 2005 ed il 2006; e l’altra di Donatella Mattesini del Pd e altri, “Regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici e norme per la tutela dei consumatori”: in data 29 giugno 2011 le due proposte sono state accorpate in un testo unificato “Regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici” tuttora all’esame della Commissione attivita produttive della Camera ma, in attesa che si completi l’iter di approvazione dello stesso, nel settore permane uno stato di incertezza normativa che coinvolge sia gli operatori che i consumatori. Cosi nell’interpellanza a prima firma di Massimo Caleario Ciman di Popolo e Territorio (Noi Sud- Liberta e Autonomia; Popolari d’Italia Domani- Pid; Movimento di Responsabilita nazionale – Mrn; Azione Popolare; Alleanza di Centro – Adc, La Discussione) rivolta al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per sapere se “non ritenga opportuno e urgente intervenire in un settore su cui grava ancora oggi un pesante vuoto normativo, che genera un clima di incertezza e che penalizza tanto gli operatori del settore onesti quanto il consumatore finale, cio a tutto vantaggio di tante piccole e medie imprese e piccoli artigiani, che creano prodotti famosi in tutto il mondo e valorizzano il Made in Italy”.

Infatti, una normativa nazionale permetterebbe di fare chiarezza e consentirebbe all’utente finale di acquisire le informazioni necessarie sul prodotto al momento dell’acquisto e molte Pmi del settore, rinomate in tutto il mondo, da tempo chiedono una efficace regolamentazione del settore. Nell’attesa – viene sottolineato – sarebbe auspicabile colmare il vuoto normativo tramite un intervento governativo, volto alla tutela del consumatore sul piano dell’adeguatezza dell’informazione, della qualita dei prodotti e del corretto esercizio della pratica commerciale da parte degli operatori: tale intervento potrebbe configurarsi attraverso lo strumento del regolamento previsto dall’articolo 10 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, che attribuisce al Ministro dello sviluppo economico il potere regolamentare per l’attuazione dei principi contenuti nell’articolo 6 del medesimo codice.

Ad analogo risultato – continua il testo – potrebbe pervenirsi mediante l’applicazione dell’articolo 14 del vigente regolamento di cui al decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 8 febbraio 1997, n. 101, che prevede l’emanazione di norme volte ad assicurare l’informazione del consumatore in relazione a particolari categorie di prodotti e un richiamo particolare va fatto all’articolo 10, comma 1, di detto regolamento “Indicazioni dei materiali impiegati e dei metodi di lavorazione” che prevede che devono essere dichiarati i materiali impiegati e i metodi di lavorazione che assumono rilevanza in relazione al prodotto che, per il suo aspetto esteriore ovvero per le modalita di presentazione o di pubblicizzazione, puo essere ragionevolmente confuso con altri prodotti in commercio per i quali sono impiegati materiali o metodi di lavorazione che attribuiscono caratteristiche d’impiego o di durata ovvero valore economico superiori o comunque diversi rispetto al prodotto stesso. L’intervento governativo, cosi come previsto dal testo unificato, dovrebbe in particolare prevedere una descrizione puntuale di cosa debba intendersi per materiale gemmologico, materiale gemmologico naturale, materiale gemmologico trattato, materiale gemmologico sintetico, materiale gemmologico artificiale, materiale gemmologico composito, materiale gemmologico agglomerato, vetro artificiale, perla, perla naturale, perla coltivata o di coltura con o senza nucleo, imitazione di perla o perla imitazione.

La denominazione dei materiali gemmologici trattati dovrebbe essere completata dall’indicazione del trattamento cui gli stessi sono stati sottoposti, in conformita a quanto previsto dalle norme Uni (Ente nazionale italiano di unificazione): si tratta di un’associazione privata senza fine di lucro fondata nel 1921 e riconosciuta dallo Stato e dall’Unione europea, che studia, elabora, approva e pubblica le norme tecniche volontarie, le cosiddette “norme UNI”, in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario (tranne in quelli elettrico ed elettrotecnico). Dette norme non hanno valore di legge ma vengono spesso prese in considerazione in leggi. Inoltre, puntuale dovrebbe essere la definizione delle terminologie relative ai principali processi operati sulle gemme nelle eventuali etichette o cartellini che le accompagnano. Andrebbe pure garantito il diritto per l’acquirente di richiedere al venditore una dichiarazione in cui siano descritti i materiali gemmologici venduti, siano essi sfusi o montati.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>