| Che cos'è il Made in Italy? |
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![]() Premesso che il Made in Italy è una grande opportunità per lo sviluppo delle imprese italiane, un punto di forza da sfruttare in ogni modo e che funge da propellente per tutto il sistema imprenditoriale, ricordiamo che con l'espressione inglese Made In Italy, si indica il processo di rivalutazione della produzione artigianale e industriale italiana che ha spesso portato (soprattutto negli Anni1980) i prodotti italiani ad eccellere nella competizione commerciale internazionale.
Seconda premessa: bisogna sapere che i Paesi del mondo sono 194, di cui solo 30 sono considerati così avanzati economicamente da partecipare all’OCSE. L’Italia ne fa parte. Di questi 30 Paesi, solo otto sono considerati così ricchi e prestigiosi da essere ammessi in un club internazionale ancora più esclusivo: il G8. L’Italia ne fa parte. Quali sono i fattori che consentono al nostro Paese una performance così eccellente? Non certo la vastità del nostro territorio: siamo appena un ventottesimo del Brasile, un trentesimo degli Stati Uniti, un sessantesimo della Russia. Non certo la quantità di popolazione, per la quale siamo appena al ventitreesimo posto nel mondo. Neppure la disponibilità di materie prime, di cui siamo scarsissimi. E nemmeno la diffusione della nostra lingua, parlata appena da una ottantina di milioni nel mondo, contro i 3 miliardi che parlano inglese e il miliardo che parla l’urdu. Ciò che ha consentito agli italiani di recuperare la débacle della seconda guerra mondiale e la scarsità di elementi strutturali è la creatività, lo stile di vita, la capacità di cogliere le preziose opportunità offerte dal recente passaggio epocale da una società industriale, centrata sulla produzione in grandi serie di beni materiali, a una società postindustriale, centrata sulla produzione di beni immateriali come le informazioni, i simboli, i valori, l’estetica. Q Questa nostra capacità, a sua volta, è determinata da una sintesi unica al mondo di senso del tempo e di culto per la memoria, di eleganza e di bellezza, di benessere nel quotidiano e di piacere del giusto, di prodotti tangibili e di valori intangibili. Una stratificazione che non accenna a fermarsi e che affronta, con buona probabilità di vincerla, la sfida dei nuovi materiali e delle nuove tecnologie, inglobandole nell’armamentario degli attrezzi adottati per tradurre in concretezza la nostra fantasia. Il modello di vita latino assume sempre maggiore importanza, un modello i cui pregi sono messi ancora più in risalto dal contrasto stridente con altri due modelli – quello americano e quello islamico – in cui gli estremismi di un fondamentalismo religioso e di un fondamentalismo consumista alimentano una conflittualità sinistra e insanabile. Tutti questi fattori concorrono a sostenere il Made in Italy, grazie alla capacità creativa, alla propensione imprenditoriale, alla dotazione culturale, al gusto della qualità, alla consapevolezza della propria unicità, alla capacità di cogliere e soddisfare i desideri irrazionali, alla forza della tradizione, alla vocazione estetica, allo stile di vita, alla flessibilità. Non ci mancano, ovviamente, i punti di debolezza: un certo provincialismo, unito al campanilismo e alla frammentazione, la nostra proverbiale disorganizzazione, i difetti connaturati ai settori protetti dell’economia, le carenze del settore pubblico, la spocchia del settore privato, la difficoltà di coniugare la fantasia con la concretezza e con la competenza, una mancanza di chiarezza che a volte sfuma nell’ambiguità. Le specificità culturali del Paese, frutto della nostra storia e geografia (economico-politica-sociale), continuano ad essere un congiunto di tratti differenziati:
L’Italia, insomma, rischia di risultare incapace, nel breve termine, di allargare il proprio respiro vitale, la propria esperienza del mondo, di affrancarsi dalla sua malattia più radicata: il provincialismo. Punti di forza I punti di forza sono: 1) una notevole capacità creativa; 2) una buona propensione imprenditoriale; 3) una dotazione culturale; 4) la qualità; 5) la capacità di promuovere la propria unicità; 6) la capacità soddisfare meglio degli altri i desideri non razionali; 7) la tradizione; 8) l’estetica; 9) l’esistenza di aziende di media grandezza, in grado di essere più innovative rispetto alle grandi imprese; 10) il life style; 11) l’estro nel design e nella progettazione; 12) la flessibilità. Punti di debolezza I punti di debolezza: 1) la carenza di organizzazione; 2) gli effetti limitanti che derivano dai settori protetti dell’economia; 3) i servizi pubblici che rendono difficile il lavoro degli imprenditori; 4) l’high tech; 5) la scarsa capacità di integrare i prodotti e i servizi in una rete totale del valore aggiunto; 6) l’incapacità di stringere alleanze istituzionali e internazionali; 7) la difficoltà di connettere e mettere in rete la creatività e la competenza; 8) l’ambiguità e la mancanza di chiarezza. Le marche hanno acquisito sempre maggiore importanza ed influiscono in misura crescente sull’immagine dei prodotti realizzati. Anche il brand globale dell’Italia aumenta il proprio peso rispetto al successo di prodotti e servizi. Il Sistema Italia incentiva la capacità di aggregazione e di condivisione strategica basata sulla conoscenza e sull'esperienza, sviluppando progetti condivisi tra i migliori imprenditori che trainano tutti gli altri nelle direzioni corrette; vengono coinvolte le Università, le Fiere, i musei e tutte le componenti culturali e produttive del Paese. |















