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14 ottobre 2014 Comments (0) News

MADE IN ITALY – Guardian SismAlarm: il dispositivo che avverte in caso di terremoto

Sara in commercio nelle prossime settimane Guardian SismAlarm, il primo dispositivo che rileva le onde sismiche primarie e puo segnalare in anticipo l’arrivo dell’onda distruttiva dei terremoti dare l’allarme con segnali acustici e visivi, la cui intensita e direttamente proporzionale a quella del terremoto. L’energia dei terremoti, infatti, si libera in profondita attraverso onde sismiche che precedono quelle distruttive e che, opportunamente rilevate, avvertono dell’emergenza. Si tratta di un prodotto a tecnologia digitale di ultimissima generazione, unico sui mercati e interamente Made in Italy (sono italiani, infatti, la tecnologia, l’ingegnerizzazione il design e la produzione).

Come e noto, non e possibile prevedere con certezza dove, quando e con quale intensita si verifichi un evento sismico, ma cautelarsi e possibile. L’energia dei terremoti, infatti, si libera in profondita attraverso onde sismiche che precedono quelle distruttive e che, opportunamente rilevate, avvertono dell’emergenza. Guardian SismAlarm fa proprio questo. Attraverso alcuni sensori interni, riconosce le onde sismiche e da l’allarme con segnali acustici e visivi, la cui intensita e direttamente proporzionale a quella del terremoto.

L’Italia e uno dei Paesi a maggiore rischio sismico in tutta l’area del Mediterraneo. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, dal 1900 ad oggi sono state registrate in Italia 106 scosse di magnitudo superiore a 4.0 della scala Richter, di cui 60 solo negli ultimi 15 anni. E il quadro diventa ancora piu allarmante se si considera che le zone a elevato rischio sismico sono il 44% della superficie nazionale italiana (il 36% dei comuni), dove risiedono circa 22 milioni di persone.

L’impatto economico e sociale dei terremoti: un bilancio davvero pesante. Secondo le stime del Consiglio Nazionale dei geologi, dal 1968 ad oggi ci sarebbero 5000 morti, 500.000 senza tetto e 150 miliardi di euro spesi in soli 40 anni per la gestione della post-emergenza. Un quadro che diventa ancora piu allarmante se pensiamo che teniamo conto dell’elevata vulnerabilita del patrimonio edilizio italiano, costruito per piu del 60% prima del 1974, cioe prima dell’entrata in vigore delle primissime norme antisismiche.

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