| EXPORT: Scajola in Russia per missione imprenditoriale |
|
|
|
Tweet me!| News |
![]() Il ministro dice sì alla ‘campagna di Russia’ e inaugura 100ma filiale Unicredit a MoscaPer ulteriore approfondimento sulla 'missione imprenditoriale' in Russia, riportiamo uno stralcio dell’intervista di Paolo Baroni al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola (nella foto), rilasciata al quotidiano LaStampa.it del 4 aprile 2009. Qual è lo stato dei rapporti economici tra Italia e Russia? «Eccellente, come sono eccellenti i rapporti politici. Non a caso a chiudere il forum economico di martedì mattina saranno Berlusconi e Putin. Nel 2008 l’interscambio commerciale ha raggiunto i 26 miliardi di euro, con un aumento dell'11% sul 2007, cui ha contribuito un aumento del 9% del nostro export, pari a 10,5 miliardi, a fronte di una crescita del 12% del nostro import, pari a 16 miliardi. Queste cifre dimostrano che possiamo crescere ancora, se non altro per colmare il deficit commerciale di 6 miliardi. Siamo il terzo fornitore della Russia, dopo Germania e Cina, con una quota del 5,4% e siamo il quarto cliente, dopo Paesi Bassi, Germania e Turchia, con il 6,5%. Operano già in Russia 500 imprese italiane di tutte le dimensioni. E sono certo che aumenteranno». Mosca è un partner affidabile? Ancora lo scorso inverno, se pensiamo alla “guerra” Mosca-Kiev, abbiamo rischiato di creare nuovi problemi con le forniture di gas.... «Il rapporto con l’Europa è strategico per la Russia, non solo perché siamo i maggiori acquirenti di gas russo. L’ultima “guerra del gas” ha confermato l’importanza di sviluppare una politica europea per una maggiore sicurezza, con strumenti attivi di intervento come, ad esempio, una maggiore trasparenza nei flussi di gas da parte sia dei Paesi venditori sia dei Paesi di transito. La Ue ha avviato con l'Ucraina la trattativa per aumentare la sicurezza dei gasdotti. Ora bisogna estendere le trattative anche alla Russia». Ci può essere spazio anche per le Pmi? «C’è grande spazio anche per le Pmi: l’istituzione delle Zone Economiche Speciali nel 2005 ha dato slancio anche in Russia ai distretti industriali. La task force Italo-Russa sui distretti e sulle Pmi che si è riunita in autunno a Sanremo ha avviato cooperazioni con diverse regioni russe. Le prospettive sono innumerevoli: proprio a Sanremo abbiamo per esempio gettato le basi per un forte aumento della cooperazione nel settore florovivaistico, visto che in Russia c’è un forte aumento della domanda di fiori e piante». I libici sono entrati in Unicredit e hanno mostrato interesse per Telecom....Porte aperte anche a Mosca, anche in settori strategici? «Quella italiana è un’economia aperta. Dunque benvenuti anche ai russi, sempre sulla base di un criterio di reciprocità». |















