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La Commisione UE prolunga fino al 2012 le regole attuali

La Commissione europea ha adottato una Comunicazione che estende fino al 31 dicembre 2012 la validità dei criteri per gli aiuti di Stato destinati alla produzione cinematografica e audiovisiva. Tali criteri esposti in una Comunicazione della Commissione del 2001 servono alla Commissione per approvare i regimi di sostegno nazionali, regionali e locali per l'industria cinematografica in forza delle norme UE sugli aiuti di Stato.

La Comunicazione identifica anche diverse tendenze di cui si dovrà probabilmente tener conto in una futura comunicazione sul cinema. Nell'UE si spendono annualmente circa 1,6 miliardi euro in qualità di sostegno nazionale alla cinematografia. Il Commissario Neelie Kroes, responsabile per la concorrenza, ha affermato: "Il cinema europeo è uno dei fondamenti dell'espressione culturale europea. La sua importanza è riconosciuta dalle regole UE in materia di concorrenza e, in particolare, da quelle che disciplinano gli aiuti di Stato. Con questa estensione della Comunicazione sul cinema sono lieto di poter continuare ad approvare il sostegno che gli Stati membri danno all'industria cinematografica europea. Gli strumenti da noi varati sono la prova del fatto che concorrenza e cultura possono convivere e addirittura rafforzarsi reciprocamente."
"Il grande successo del miglior film europeo del 2008, l'italiano "Gomorra", conferma la vitalità del cinema europeo che miete riconoscimenti anche al di fuori dell'Europa" ha affermato Viviane Reding, Commissario UE responsabile per i media, "I creatori europei per potersi esprimere hanno bisogno di un contesto stabile per l'industria cinematografica. Questo è il motivo per cui riconfermiamo oggi per altri tre anni l'attuale strategia della Commissione in relazione agli aiuti di Stato destinati all'industria cinematografica. L'industria audiovisiva europea si trova ad affrontare nuove sfide sui mercati in rapida evoluzione. Questo è il motivo per cui dobbiamo avviare un dibattito sul modo per trasformare queste sfide in opportunità, in particolare per quanto concerne un miglior uso della dimensione « Mercato interno » guardando anche a quanto succede fuori dai confini dell'Europa. La recente proposta della Commissione relativa a MEDIA Mundus, un programma di cooperazione tra gli operatori del settore cinematografico europeo e quelli dei paesi emergenti, va in questa direzione" (cfr. IP/09/26).

Con la decisione odierna la Commissione continuerà, fino al 31 dicembre 2012, ad applicare i criteri della Comunicazione sul cinema del 2001 (cfr. IP/01/1326) per determinare la compatibilità dei regimi di aiuti degli Stati membri con le disposizioni del trattato CE in materia di aiuti di Stato. Questi criteri erano stati precedentemente estesi nel 2004 e nel 2007 (cfr. IP/04/343 e IP/07/820).

Le tendenze più recenti identificate nella Comunicazione odierna comprendono il sostegno ad aspetti diversi dalla produzione cinematografica e televisiva (come ad esempio la distribuzione cinematografica e la proiezione digitale), un maggior numero di regimi regionali di sostegno al settore cinematografico, nonché la concorrenza tra alcuni Stati membri nell'uso degli aiuti di Stato per attirare investimenti dall'estero da grandi società produttrici, essenzialmente statunitensi. Queste tendenze potrebbero portare, col tempo, a un raffinamento dei criteri che si applicano agli aiuti di Stato. Trattandosi però di questioni complesse la Commissione desidera riflettere sulla questione assieme agli Stati membri, agli organismi a sostegno della produzione cinematografica e all'industria cinematografica europea.

Contesto

La Comunicazione sul cinema del 2001 ha definito quattro criteri specifici di compatibilità in base ai quali gli aiuti alla produzione di film per il cinema e la TV possono essere approvati quali aiuti destinati a promuovere la cultura ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d) del trattato CE, ferma restando la prescritta ottemperanza al rispetto del criterio di legalità. Detti criteri sono:
  • gli aiuti riguardano un prodotto culturale
  • il produttore dev'essere libero di spendere almeno il 20% del bilancio del film in altri Stati membri senza subire riduzioni della sovvenzione prevista dal regime quale conseguenza dell'obbligo eventualmente imposto di territorializzazione della spesa;
  • l'intensità degli aiuti dev'essere limitata al 50% del bilancio di produzione, fatta eccezione per i film difficili e con risorse finanziarie modeste
  • non sono consentiti ulteriori aiuti a specifiche attività cinematografiche.
La validità di questi criteri doveva giungere a scadenza il 31 dicembre 2009. In seguito a una consultazione pubblica nel merito lanciata nell'ottobre 2008 (cfr. IP/08/1580) la Commissione ha deciso oggi di estenderne la validità fino al 31 dicembre 2012.

L'UE sostiene di per sé il settore cinematografico europeo mediante il programma MEDIA 2007 che destina, per il periodo 2007-2013, 755 Mio EUR per la formazione nonché per lo sviluppo e la distribuzione dei film europei oltre frontiera (cfr. IP/07/169). 9 film europei su 10 sono proiettati fuori dei loro paesi di produzione grazie al sostegno di MEDIA.

Per maggiori informazioni MEMO/09/33
 

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