| CAMERA COMMISSIONE TRASPORTI-INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE,CONCLUSI |
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![]() INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE,CONCLUSIATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00698Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 Ex numero attoPecedente numero assegnato: 3/00247 FirmatariPrimo firmatario: MONTAGNOLI ALESSANDRO Commissione assegnatariaDestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 27/11/2008 Stato iter:CONCLUSO il 09/12/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 27/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00698 ALESSANDRO MONTAGNOLI giovedì 27 novembre 2008, seduta n.094 MONTAGNOLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: a causa della ormai cronica insufficienza di personale della MCTC di Vicenza, le richieste di esame per le patenti di categoria A e B vengono evase solo per il 20-25 per cento della domanda complessiva; attualmente le persone che prestano servizio in Motorizzazione sono 38, di cui 5 part-time a fronte di una quantità di lavoro che ne richiederebbe almeno 70; è assolutamente necessario andare fino in fondo ad un'emergenza, quella della cronica mancanza di esaminatori messi a disposizione dagli uffici della locale MTCT, che dà alla provincia di Vicenza la «maglia nera» in Veneto, e non solo, per i tempi di attesa necessari ad ottenere la patente di guida; in tutto il resto d'Italia e del Veneto mediamente ci si impiega un mese e mezzo, massimo due per diventare neopatentati mentre a Vicenza bisogna aspettare almeno quattro mesi, con il rischio di dover rinnovare il foglio rosa, che comporta un ulteriore aggravio di spesa per i giovani e, giocoforza, per le loro famiglie; il Direttore Vitelli ha assicurato che manderà rinforzi da altre sedi e questo già è una buona notizia, ma gli operatori e gli utenti vicentini si aspettano molto di più, chiedono che l'organico dell'ufficio di Vicenza, che tra l'altro sta già dando il massimo, sia completato; le possibilità di integrazione del personale sembrerebbero esserci, perché quattro dipendenti ministeriali dell'aeroporto Dal Molin di Vicenza hanno chiesto di andare in mobilità alla Motorizzazione provinciale. Nonostante i recenti provvedimenti del Governo, che dovrebbero facilitare gli spostamenti da situazioni di esubero a uffici sguarniti, pare invece che queste domande di mobilità si siano perse nel nulla; da inizio 2008 Vicenza è fortemente in affanno per quanto riguarda l'emissione di nuove patenti di guida, con una necessità di almeno di 360 sedute al mese, che significa circa 2.100 esami, mentre alla fine se ne ottengono, nel migliore dei casi, 180 e spesso anche 120; se fosse fatta una media, fino ad oggi sono state evase poco più del 30 per cento delle nostre richieste. II che significa che ogni mese la lista di attesa si allunga di un migliaio di persone, che devono aspettare mesi prima di sostenere la prova. Una situazione che è diventata oramai ingestibile, con le autoscuole tra «l'incudine» di uffici pubblici che a livello centrale non danno risposte e il «martello» dei giovani e dei loro genitori arrabbiati per questa situazione; ad aggravare il tutto a dicembre scade la proroga all'entrata in vigore del provvedimento che vieterà ai neopatentati di guidare, per almeno un anno, automobili di potenza superiore a 50 Kw/t, impedendo, in molti casi, l'utilizzo dell'auto di famiglia a questi ragazzi (superano, infatti, questa soglia, tante vetture di uso comune); lo scorso anno l'emergenza fu tamponata, grazie all'intervento della struttura regionale (il S.I.I.T. Veneto), con gli straordinari di esaminatori provenienti da altre MCTC del Veneto, tra l'altro pagati dalle autoscuole. Un provvedimento che, però, non è stato rinnovato nel 2008, facendo precipitare ancor più una situazione già critica -: se il Ministro interrogato, essendo a conoscenza della situazione, ed in attesa di un provvedimento definitivo non intenda predisporre immediatamente una soluzione momentanea del problema esami che potrebbe consistere nell'invio a Vicenza di personale proveniente da altre province che non hanno particolari problemi. (5-00698) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00636Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: BRAGA CHIARA Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 20/11/2008 Stato iter:CONCLUSO il 11/12/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 20/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00636 CHIARA BRAGA giovedì 20 novembre 2008, seduta n.090 BRAGA, VELO e CODURELLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al
Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
con l'entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia a partire dal 14 dicembre 2008 verranno ridotte in modo drastico le corse dei treni «Cisalpini» che collegano le stazioni di Chiasso e di Como San Giovanni con quella di Milano Centrale; la ricaduta sulla qualità e quantità del servizio appare particolarmente grave per le seguenti riduzioni che riguardano sia i viaggiatori pendolari sia i viaggiatori a lunga percorrenza: verrà eliminato il treno Como-Milano Centrale 10749 delle 6.25 (arrivo 7.15) utilizzato dai viaggiatori che hanno necessità di arrivare a Milano prima delle 8 del mattino sia per motivi di lavoro sia per interscambiare con il sistema ad alta velocità e a percorrenza nazionale e internazionale; nella fascia oraria serale compresa tre le ore 17.30 e le ore 19.00 attualmente sono previsti 7 treni da Milano Centrale per Como-Chiasso tra regionali e Cisalpini, mentre la bozza del nuovo orario prevede solo 4 treni con un'incomprensibile assenza di corse dirette e veloci tra le 17.35 e le 19.10 e un prevedibile e insostenibile affollamento dei viaggiatori sulle rimanenti corse a carattere regionale particolarmente lente e di scadente qualità; sempre per la percorrenza Milano Centrale-Como-Chiasso la fascia dalle ore 19.10 alle 0.10 (5 ore) non prevede alcun servizio da parte dei Cisalpini; nelle altre fasce orarie la frequenza media dei treni Cisalpini lungo la tratta Chiasso-Como-Milano e ritorno si ridurrà da 1 treno ogni ora a 1 treno ogni 2 ore; per tutte le ragioni sopra esposte, si sottolinea che, con l'entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia: a) viene fortemente peggiorato il servizio di trasporto dei pendolari in partenza da Chiasso-Como verso Milano e viceversa, costretti a tempi di percorrenza molto più lunghi e a viaggi molto meno confortevoli; b) viene fortemente penalizzata la possibilità di usufruire dei trasporti ferroviari per i viaggiatori in partenza e in arrivo a Chiasso e a Como San Giovanni che utilizzano il sistema ferroviario ad alta velocità e a lunga percorrenza nazionale e internazionale sia attraverso il nodo di Milano Centrale, sia verso la Svizzera e il Nord Europa. Di fatto la stazione di Como San Giovanni risulta isolata in alcune fasce orarie e insufficientemente collegata nelle rimanenti; inoltre presso le stazioni di Como non è mai stato affrontato, a differenza di quanto realizzato dalle ferrovie svizzere, il problema dell'interscambio auto-treno sia presso la stazione centrale San Giovanni, da dove partono i treni Cisalpini, sia presso quella di Como-Albate dove si ferma il maggior numero di treni regionali. Risulta pertanto importante mantenere la fermata di Chiasso quanto meno per soddisfare l'esigenza dei viaggiatori provenienti dal territorio nord di Como e provincia e del Mendrisiotto che usufruiscono dei comodi parcheggi di interscambio presenti nella cittadina elvetica; ciò eviterebbe l'ingresso in Como di molte auto che andrebbero a peggiorare una viabilità già fortemente congestionata -: come intenda il Governo adoperarsi per garantire agli utenti del trasporto ferroviario collegamenti e servizi adeguati per qualità, velocità e frequenza in una logica di sistema integrato tra corse regionali, nazionali e internazionali anche in considerazione della vocazione turistica e produttiva della città di Como e del ruolo internazionale della sua stazione San Giovanni. (5-00636) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00679Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: META MICHELE POMPEO Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario: Stato iter:CONCLUSO il 11/12/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 26/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00679 MICHELE POMPEO META mercoledì 26 novembre 2008, seduta n.093 META, FIANO, LOVELLI, TULLO, BONAVITACOLA, VELO, POMPILI, TIDEI, TRAPPOLINO, CARELLA e MARANTELLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al
Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il 29 agosto 2008, dopo sessant'anni di attività, è stato dichiarato lo stato di insolvenza di Alitalia S.p.A., un triste primato per la compagnia di bandiera italiana, e il Governo ha nominato il dottor Augusto Fantozzi Commissario straordinario di Alitalia; la vicenda Alitalia, l'offerta CAI per rilevare la parte produttiva della Compagnia, le agitazioni sindacali dei lavoratori dipendenti di Alitalia e dell'indotto, sono al centro dell'attenzione degli organi di informazione che riportano quotidianamente anche notizie sullo stato finanziario di Alitalia; si apprende in tal modo che gli azionisti, visto che Alitalia non sarà più quotata in borsa, hanno ormai in mano titoli con un valore pari a zero e quindi decine di migliaia di azionisti perderanno quote più o meno consistenti; i creditori di Alitalia, fornitori, gestori di servizi e soprattutto le società di gestione aeroportuali, vantano crediti per decine di milioni di euro da Alitalia e difficilmente potranno essere onorati, tanto che Assaeroporti ha lanciato ripetuti allarmi sulle conseguenze per la sopravvivenza delle stesse società. Anche l'Enac ha maturato un credito di 1,7 milioni di euro, i 17.500 dipendenti di Alitalia, nei prossimi giorni, verranno messi in mobilità e CAI avvierebbe le selezioni per l'assunzione di soli 10.150 lavoratori che entreranno nell'organico della Compagnia aerea italiana o «nuova Alitalia», con condizioni normative ed economiche inferiori a quelle godute alle dipendenze di Alitalia e Air One e quindi con grandi sacrifici per loro e per le proprie famiglie; mentre si assiste ad un insieme di primati negativi come il fallimento di Alitalia, la crisi delle società aeroportuali e dei creditori, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti Alitalia e Air One e dei lavoratori dell'indotto, consta agli interroganti che al Commissario straordinario sarebbe stato riconosciuto un contratto con un corrispettivo economico pari a circa 15 milioni di euro -: se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti suesposti; quali siano il contratto e il corrispettivo economico del Commissario straordinario di Alitalia. (5-00679) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00679Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: META MICHELE POMPEO Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario: Stato iter:CONCLUSO il 11/12/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 26/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00679 MICHELE POMPEO META mercoledì 26 novembre 2008, seduta n.093 META, FIANO, LOVELLI, TULLO, BONAVITACOLA, VELO, POMPILI, TIDEI, TRAPPOLINO, CARELLA e MARANTELLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al
Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il 29 agosto 2008, dopo sessant'anni di attività, è stato dichiarato lo stato di insolvenza di Alitalia S.p.A., un triste primato per la compagnia di bandiera italiana, e il Governo ha nominato il dottor Augusto Fantozzi Commissario straordinario di Alitalia; la vicenda Alitalia, l'offerta CAI per rilevare la parte produttiva della Compagnia, le agitazioni sindacali dei lavoratori dipendenti di Alitalia e dell'indotto, sono al centro dell'attenzione degli organi di informazione che riportano quotidianamente anche notizie sullo stato finanziario di Alitalia; si apprende in tal modo che gli azionisti, visto che Alitalia non sarà più quotata in borsa, hanno ormai in mano titoli con un valore pari a zero e quindi decine di migliaia di azionisti perderanno quote più o meno consistenti; i creditori di Alitalia, fornitori, gestori di servizi e soprattutto le società di gestione aeroportuali, vantano crediti per decine di milioni di euro da Alitalia e difficilmente potranno essere onorati, tanto che Assaeroporti ha lanciato ripetuti allarmi sulle conseguenze per la sopravvivenza delle stesse società. Anche l'Enac ha maturato un credito di 1,7 milioni di euro, i 17.500 dipendenti di Alitalia, nei prossimi giorni, verranno messi in mobilità e CAI avvierebbe le selezioni per l'assunzione di soli 10.150 lavoratori che entreranno nell'organico della Compagnia aerea italiana o «nuova Alitalia», con condizioni normative ed economiche inferiori a quelle godute alle dipendenze di Alitalia e Air One e quindi con grandi sacrifici per loro e per le proprie famiglie; mentre si assiste ad un insieme di primati negativi come il fallimento di Alitalia, la crisi delle società aeroportuali e dei creditori, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti Alitalia e Air One e dei lavoratori dell'indotto, consta agli interroganti che al Commissario straordinario sarebbe stato riconosciuto un contratto con un corrispettivo economico pari a circa 15 milioni di euro -: se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti suesposti; quali siano il contratto e il corrispettivo economico del Commissario straordinario di Alitalia. (5-00679) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00679Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: META MICHELE POMPEO Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario: Stato iter:CONCLUSO il 11/12/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 26/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00679 MICHELE POMPEO META mercoledì 26 novembre 2008, seduta n.093 META, FIANO, LOVELLI, TULLO, BONAVITACOLA, VELO, POMPILI, TIDEI, TRAPPOLINO, CARELLA e MARANTELLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al
Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il 29 agosto 2008, dopo sessant'anni di attività, è stato dichiarato lo stato di insolvenza di Alitalia S.p.A., un triste primato per la compagnia di bandiera italiana, e il Governo ha nominato il dottor Augusto Fantozzi Commissario straordinario di Alitalia; la vicenda Alitalia, l'offerta CAI per rilevare la parte produttiva della Compagnia, le agitazioni sindacali dei lavoratori dipendenti di Alitalia e dell'indotto, sono al centro dell'attenzione degli organi di informazione che riportano quotidianamente anche notizie sullo stato finanziario di Alitalia; si apprende in tal modo che gli azionisti, visto che Alitalia non sarà più quotata in borsa, hanno ormai in mano titoli con un valore pari a zero e quindi decine di migliaia di azionisti perderanno quote più o meno consistenti; i creditori di Alitalia, fornitori, gestori di servizi e soprattutto le società di gestione aeroportuali, vantano crediti per decine di milioni di euro da Alitalia e difficilmente potranno essere onorati, tanto che Assaeroporti ha lanciato ripetuti allarmi sulle conseguenze per la sopravvivenza delle stesse società. Anche l'Enac ha maturato un credito di 1,7 milioni di euro, i 17.500 dipendenti di Alitalia, nei prossimi giorni, verranno messi in mobilità e CAI avvierebbe le selezioni per l'assunzione di soli 10.150 lavoratori che entreranno nell'organico della Compagnia aerea italiana o «nuova Alitalia», con condizioni normative ed economiche inferiori a quelle godute alle dipendenze di Alitalia e Air One e quindi con grandi sacrifici per loro e per le proprie famiglie; mentre si assiste ad un insieme di primati negativi come il fallimento di Alitalia, la crisi delle società aeroportuali e dei creditori, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti Alitalia e Air One e dei lavoratori dell'indotto, consta agli interroganti che al Commissario straordinario sarebbe stato riconosciuto un contratto con un corrispettivo economico pari a circa 15 milioni di euro -: se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti suesposti; quali siano il contratto e il corrispettivo economico del Commissario straordinario di Alitalia. (5-00679) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00639Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: FEDRIGA MASSIMILIANO Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 20/11/2008 Stato iter:IN CORSOFasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 20/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00639 MASSIMILIANO FEDRIGA giovedì 20 novembre 2008, seduta n.090 FEDRIGA e MUNERATO. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del
lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso
che: in materia di teleselling, in seguito al recepimento della direttiva 2002/58/CE (articolo 129, comma, del codice in materia di protezione dei dati personali) vige il sistema di opt in che prevede l'autorizzazione esplicita del consenso (il silenzio dell'utente equivale alla negazione del permesso ad essere contattati per fini promozionali) mentre negli altri Paesi europei vige l'opt out, che consente le chiamate promozionali finché non si pone il divieto; dal 1o agosto 2005 a seguito del provvedimento del Garante recante Disciplina dei dati contenuti in elenchi telefonici gli elenchi telefonici non sono più pubblici ed è necessario ottenere il consenso esplicito al trattamento dei dati ivi contenuti per fini commerciali. Secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili, solo il 3 per cento delle famiglie ha dato il proprio assenso pieno per ricevere telefonate commerciali; il 26 giugno 2008 il Garante per la protezione dei dati personali ha vietato con tre provvedimenti ad alcune società specializzate nella creazione e vendita di banche dati per il teleselling il trattamento di dati personali provenienti da elenchi telefonici pubblicati prima del 1o agosto 2005 e tale divieto è stato esteso anche a molte aziende che hanno acquistato da queste società i data base; l'immediata esecutività del provvedimento del Garante metterebbe a rischio circa 30.000 posti di lavoro: le società acquirenti non potendo più adoperare i data base non potranno più usare i canali in outsourcing per raggiungere nuovi clienti; il settore dei call center e contact center occupa oggi in Italia circa 250.000 addetti, un terzo dei quali, poco meno di 80.000, in imprese di outsourcing che svolgono lavoro per conto terzi. Il fatturato globale del settore dei call center e outsourcing è stimato, per il 2008, in circa 950 milioni di euro; di questi le sole attività di outbound di telemarketing incidono per 320 milioni di euro -: quali iniziative normative si intendano adottare per conciliare l'avvio del provvedimento del Garante con la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro in un settore già in forte precarizzazione.(5-00639) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00584Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: LOVELLI MARIO Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 07/11/2008 Stato iter:CONCLUSO il 25/11/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 07/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00584 MARIO LOVELLI venerdì 7 novembre 2008, seduta n.081 LOVELLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: le associazioni dei pendolari della Provincia di Alessandria segnalano continuamente situazioni di disservizio e ritardo sulle linee ferroviarie interregionali che collegano in particolare l'area alessandrina con la Liguria e con la Lombardia ed esprimono preoccupazione anche in vista dell'entrata in vigore del nuovo orario invernale, nonché per la possibile soppressione della biglietteria di Tortona; gli stessi assessorati regionali lamentano l'insostenibilità della situazione che riguarda il servizio universale interregionale fornito direttamente da Trenitalia, come ad esempio l'Assessore regionale della Liguria che ha espresso alle associazioni dei pendolari interessate l'avviso che devono essere garantite dal Governo maggiori risorse per garantire il trasporto pubblico su ferro; l'Assessore comunale ai Trasporti di Acqui Terme ha chiesto l'intervento del Prefetto di Alessandria, in particolare per le linee che fanno riferimento a quella città, «per riportare alla normalità una situazione critica anche sotto il profilo dell'ordine pubblico» -: se il Ministero sia a conoscenza della situazione più volte denunciata e se non ritenga di intervenire anche raccordandosi con le regioni e gli enti locali per ottenere da Trenitalia interventi adeguati per porre rimedio alle difficoltà che colpiscono soprattutto il trasporto dei pendolari che dalla Provincia di Alessandria si recano presso le regioni limitrofe; se il piano di razionalizzazione delle biglietterie abbia effettivamente ricadute sulla stazione di Tortona.(5-00584) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00578Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: VELO SILVIA Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 06/11/2008 Stato iter:CONCLUSO il 25/11/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 06/11/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00578 SILVIA VELO giovedì 6 novembre 2008, seduta n.080 VELO e BOSI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: la recente chiusura del porto di Porto Azzurro ha causato notevoli ripercussioni sugli orari che interessano i collegamenti marittimi fra il versante orientale dell'Isola d'Elba e il porto di Piombino (la linea A/3 Toremar); i nuovi orari predisposti dalla società pubblica di navigazione, creano non pochi disagi alla mobilità della popolazione elbana, basti pensare al «buco» nelle partenze di oltre otto ore dalla corsa di metà mattinata a quella della sera; il traghetto Toremar rimane inoperoso a Piombino dalle 10.35 alle 17.30; tale scelta appare poco motivata visto che, non essendo più coperta la tratta diretta Piombino-Porto Azzurro e, tanto meno, quella fra questo porto e quello di Rio Marina, si realizza comunque un risparmio di carburante e delle spese di ormeggio; l'Autorità portuale di Piombino ha realizzato opere di messa in sicurezza del Porto di Rio Marina al fine di migliorare l'attracco e la sosta in banchina dei traghetti; la vigente legge n. 169 del 1975 prevede: «Il numero delle linee, la periodicità dei collegamenti ed il tipo di naviglio debbono essere adeguati a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini, nonché quelle dei servizi postali e commerciali, contribuendo a promuovere lo sviluppo socio-economico di ciascuna isola»; le competenze in materia di approvazione degli orari dei servizi locali di cabotaggio marittimo spettano tuttora al ministero interrogato -: quali iniziative intenda intraprendere per affrontare tale problema al fine di aggiungere una corsa a metà giornata così da porre rimedio ai disagi che sta subendo questo territorio. (5-00578) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00486Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: GRIMOLDI PAOLO Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 22/10/2008 Stato iter:CONCLUSO il 11/12/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 22/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00486 PAOLO GRIMOLDI mercoledì 22 ottobre 2008, seduta n.070 GRIMOLDI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: il 6 maggio 2000, dalla Centrale è partito il primo e unico «Malpensa Brianza Express»; i promotori del viaggio dimostrativo - Assindustria Monza e Brianza; Cgil, Cisl e Uil Milano e Brianza; Associazione piccole e medie imprese di Milano e provincia; Gruppo mobilità Monza e Brianza; Associazione nazionale utenti trasporto pubblico e alcuni settimanali locali, hanno inteso provare che esiste già una rete ferroviaria della Brianza, in grado di collegare direttamente Milano a Malpensa con benefici non solo per le aree produttive milanesi e briantee ma anche per le città di Bergamo, Como, Lecco e Monza; secondo gli organizzatori dell' iniziativa, andava intravista in realtà la possibilità di costruire un vero e proprio sistema ferroviario regionale, con un bacino di utenza di quasi quattro milioni di residenti, capaci di rompere lo schema «Milanocentrico» dei collegamenti fra l'Est e l'Ovest della Lombardia; i promotori dell'iniziativa invece, proponevano una soluzione a breve termine che prevedeva lo sfruttamento della linea delle Ferrovie Nord da Seregno a Saronno: 14 chilometri di binari oggi utilizzati solo parzialmente per il traffico merci; nel potenziamento tratta Saronno-Seregno, in data 21 maggio 1999 FNME ha presentato il progetto preliminare dell'opera alla Regione Lombardia. In data 27 giugno 2002 si è conclusa positivamente la conferenza di servizi; in sede di accordo preliminare tra Regione Lombardia e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sono stati stanziati 25.822.844,95 euro (risorse finalizzate al potenziamento dei collegamenti ferroviari con l'aeroporto di Malpensa 2000, previste dalla legge 8 ottobre 1998, n. 354); la Regione ha stanziato 223.109,38 euro. Nel marzo 2003 è stato presentato il progetto preliminare al CIPE per l'inserimento in legge obiettivo; nel settembre 2004 il CIPE ha approvato il progetto preliminare. Ad agosto 2005 FNM ha consegnato al CIPE il progetto definitivo. La conferenza dei servizi indetta dal CIPE ha avuto esito positivo e nella seduta del 22 marzo 2006 il CIPE ha approvato il progetto definitivo dell'opera per un costo di 75,5 milioni di euro; il progetto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel settembre 2006. Nell'ottobre 2007 si è chiusa la gara per l'appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione degli interventi. Entro la primavera del 2008 sarà firmato il contratto con il vincitore della gara, in modo da aprire la tratta nel 2010; il «Malpensa Brianza Express» sarebbe dovuto partire da Milano Centrale, percorrere la linea per Como-Chiasso delle Fs fino a Seregno e da qui raggiungere in 7 chilometri Cesano Maderno, dove avrebbe incaricato la Milano-Asso delle Nord; a Cesano era già prevista e finanziata una nuova stazione, che avrebbe consentito anche ai passeggeri della Milano-Asso di raggiungere Saronno e Malpensa; questa linea serve oggi migliaia di pendolari ogni giorno in gran parte costretti, per raggiungere Saronno da Asso, a scendere fino alla stazione di Bovisa per poi ritornare indietro. Ipotizzando un servizio di un treno ogni mezz'ora, si è calcolato che il «Malpensa Brianza Express» impiegherebbe fra i 50 e i 60 minuti per coprire la tratta fra Milano e lo hub; il campione di imprese, selezionato dall'Ufficio studi dell'Aimb per tracciare una mappa dell'utilizzo dei voli aerei con destinazione europea e nazionale, ha confermato l'intensità di relazioni fra l'area della Brianza e i distretti industriali più avanzati; le cifre diventano ancor più ragguardevoli, poi, se si rapportano alle oltre 2.000 imprese industriali del territorio e al tessuto economico nel suo complesso, che esporta all'estero per quasi il 60 per cento della propria produzione; all'estero gli imprenditori brianzoli volano soprattutto verso Germania (24,7 per cento), Francia (18,8 per cento), Spagna (13,4 per cento) e Inghilterra (13,3 per cento). Scali più frequentati in Europa: Parigi, Londra, Francoforte, Barcellona, Madrid, Bruxelles, Düsseldorf, Amsterdam, Zurigo, Vienna; in Italia: Roma, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Cagliari, Pescara, Ancona, Venezia, Brindisi, Firenze, Olbia -: se il Ministro interrogato essendo a conoscenza della situazione non intenda intervenire per sbloccare una situazione che oltre ad agevolare il sistema produttivo dell'area brianzola, permetterebbe alle migliaia di pendolari che gravitano nella zona indicata di poter usufruire di un sistema ferroviario alternativo a quello attuale, alleggerendo altresì il sistema di trasporti su gomma che congestiona quotidianamente la viabilità stradale lombarda.(5-00486) Classificazione EUROVOC:CONCETTUALE:contratto, cooperazione tra imprese, esecuzione di progetto, impresa industriale, piccole e medie imprese, piccole e medie industrie, piccolo commercio, sindacato, trasporto ferroviario, trasporto merci, utente dei trasporti ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00441Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: MONTAGNOLI ALESSANDRO Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 14/10/2008 Stato iter:CONCLUSO il 28/10/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 14/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00441 ALESSANDRO MONTAGNOLI martedì 14 ottobre 2008, seduta n.066 MONTAGNOLI. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro
dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: il progetto, studiato a livello nazionale dai vertici aziendali di Poste Italiane e comunicato a filiali e personale solo venerdì 4 settembre 2008, prevede una riorganizzazione attraverso la razionalizzazione geografica con accorpamento delle filiali su basi provinciali; con il nuovo progetto ne rimarrebbero in tutta Italia 115 presenti in ogni capoluogo di provincia eccetto le città più importanti come Milano e Roma che ne avrebbero più di una; con tale riduzione in tutta Italia ne verrebbero soppresse 25 dislocate da Locri a Tolmezzo; nel Veneto andrebbero a scomparire Legnago e Bassano del Grappa; la filiale di Legnago, destinata a chiusura, è l'unica presente fuori dalla città di Verona e dislocata nella cittadina del Basso Veronese proprio per dare supporto ed aiuto ai tanti uffici postali presenti nel territorio; la filiale, che ha la propria sede in Corso della Vittoria, è stata costituita nel 1999 ed inaugurata nel 2000 e attualmente vi lavorano circa 30 dipendenti provenienti da varie località della provincia e da alcune province limitrofe, gestisce 80 uffici postali dislocati nel Basso Veronese da Villafranca a San Bonifacio, da Gazzo Veronese a Menà di Castagnaro; il lavoro svolto è molteplice. Pur non avendo contatto diretto con il pubblico, opera con un lavoro di coordinamento del personale (360 persone complessivamente) cercando di risolvere le problematiche presenti nei vari paesi, programmando corsi di aggiornamento di impiegati e direttori e gestendo la formazione dei nuovi assunti. Effettua inoltre un'importante funzione di supporto tecnico ed informatico e provvede ad ottemperare alla normativa vigente in materia di antiriciclaggio; uno dei punti di forza è proprio quello di snellire e di semplificare l'iter burocratico nei vari settori. Per i clienti delle Poste la filiale è divenuta un punto di apporto e di informazione per qualsiasi problematica. Offre informazioni e consigli su qualsiasi pratica e con proprio personale provvede a dare supporto diretto ai singoli uffici; Legnago andrebbe a perdere un'azienda di quasi 30 dipendenti che fornisce servizi agli utenti, perdita di indotto economico locale; dopo la perdita di altri servizi importanti come Enel, Sip, eccetera, si perderebbe un altro servizio pubblico come quello delle Poste di supporto agli uffici periferici che dovrebbero appoggiarsi solo a Verona (Menà dista quasi 70 km, la zona di Gazzo sarebbe penalizzata così come il territorio del Colognese e di San Bonifacio) -: se il Ministro interrogato essendo al corrente della situazione non ritenga opportuno utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione affinché Poste italiane riveda la propria decisione essendo incomprensibile perché un'azienda che ottiene risultati ottimi (Legnago e Bassano dalla loro nascita risultano tra le prime 10 Filiali per risultati in Italia) invece di essere potenziata venga invece penalizzata con lo spostamento di buona parte del personale nei vari uffici postali o nella città di Verona, con aggravante che con l'accorpamento tutte le specializzazioni acquisite e competenze maturate andrebbero perse. (5-00441) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00428Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 Ex numero attoPecedente numero assegnato: 4/01066 AbbinamentiAtto 5/00403 abbinato in data 23/10/2008 FirmatariPrimo firmatario: VICO LUDOVICO Commissione assegnatariaDestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 08/10/2008 Stato iter:CONCLUSO il 23/10/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 08/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00428 LUDOVICO VICO mercoledì 8 ottobre 2008, seduta n.063 VICO, MARTELLA, BELLANOVA, BOCCIA, BORDO, CAPANO, CONCIA, GAGLIONE, GINEFRA, GRASSI, LOSACCO, MASTROMAURO, SERVODIO, RIA e VELO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: è diritto universale di ogni cittadino alla mobilità e al diritto di circolazione; proprio in questi giorni il nuovo piano di trasporto aereo minaccia drastici tagli ai voli da e per la Puglia, e ciò rende ancora più drammatica la decisione di Trenitalia sulle tratte di importanza strategica che collegano Taranto e Lecce a Milano; nello scorso autunno, alla vigilia della pubblicazione del nuovo piano orario di Trenitalia in cui si ipotizzava il taglio di alcune tratte sempre sulla direttrice adriatica pugliese, l'allora Governo Prodi intervenne inserendo nella Finanziaria 2008 i termini della convenzione con Trenitalia per garantire il mantenimento di tutti gli standard per i collegamenti da e per la Puglia; in un territorio che ormai da anni sogna il raddoppio di alcune linee e su cui insiste un gap tecnologico decennale il piano di Trenitalia, entrato in vigore dallo scorso 8 settembre penalizza ancor di più il trasporto con particolare riferimento alla dorsale adriatica, costretta a subire la cancellazione degli Eurostar (Etr500) Taranto-Milano delle 5.34, Milano-Lecce delle 11.05, Milano-Taranto delle 13.05 e il Lecce-Milano delle 13.35, sostituiti da più vetusti Eurostar City, più lenti e sprovvisti della carrozza ristorante; si ipotizza che in seguito il ridimensionamento predisposto da Trenitalia potrebbe riguardare altri treni a lunga percorrenza, come gli Eurostar Lecce-Roma e Taranto-Roma, che, sempre dalla Puglia consentono i collegamenti dei viaggiatori pugliesi con la Capitale; la decisione di Trenitalia sarebbe imputabile all'ipotetico sottoutilizzo degli Eurostar, concepiti per viaggiare sulle linee ad alta velocità (fino a 300 km/h), su tratte (quelle della direttrice Adriatica) dove la velocità massima è di 180 Km/h. Ma a fronte di tale cambiamento suona quanto meno paradossale l'ennesima odissea cui sono stati sottoposti i viaggiatori dell'Eurostar Lecce-Milano, partito alle 13.35 di domenica 7 settembre dal capoluogo salentino. Così se i supertecnologici Etr500 hanno costretto i 600 viaggiatori pugliesi a cinque ore di ritardo, ad una invasione sui binari nello scalo di Termoli e ad una lunga sosta obbligata per avaria al sistema di climatizzazione, è legittimo pensare ad un peggioramento delle condizioni di mobilità a bordo di carrozze, quelle degli Eurostar City, progettate per viaggiare più lente ma anche figlie della campagna acquisti anni '80 dell'ex Ferrovie dello Stato; sul fronte trasporti ferroviari e non solo si è aperta una stagione di grandi contrasti a livello regionale, considerata, inoltre, la denuncia del Movimento Consumatori Puglia che ha invitato la Regione a tagliare o sospendere, laddove sia evidente l'insufficienza qualitativa del servizio, i contributi per il trasporto regionale, che ha promosso una raccolta di firme indirizzata alla Commissione Europea; a fronte del declassamento sulle tratte in questione degli Etr500 in Eurostar City, si è costretti a registrare il rischio di perdita di posti di lavoro per una quarantina di persone, addette al servizio di ristorazione a bordo dei treni a lunga percorrenza -: cosa intenda fare il Governo al fine di assicurare una rimodulazione degli interventi di Trenitalia in merito al trasporto su rotaie che riguarda una Regione di importanza strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno e dell'Italia, al fine di evitare inopportune polemiche sugli scarsi investimenti economici e strutturali da destinare alle politiche economiche, sociali e culturali che riguardano il Sud e scongiurare il rischio di ulteriori disagi occupazionali.(5-00428) Classificazione EUROVOC:CONCETTUALE:diritto dell'individuo, linea di trasporto, rete ferroviaria, soppressione di posti di lavoro, trasporto ad alta velocita', trasporto ferroviario, trasporto pubblico, trasporto regionale, utente dei trasporti, viaggiatore ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00422Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: SARUBBI ANDREA Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 08/10/2008 Stato iter:CONCLUSO il 25/11/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 08/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00422 ANDREA SARUBBI mercoledì 8 ottobre 2008, seduta n.063 SARUBBI, VELO, META,BOFFA, LOVELLI e TULLO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: in data 25 giugno è stata raggiunta una intesa con la associazioni dell'autotrasporto, evitando il rischio di una nuova agitazione nel settore; il protocollo è composto da una parte economica e una normativa che interviene a generare la garanzia del rispetto delle norme sulla sicurezza sociale e della circolazione; a tutt'oggi i provvedimenti che rendono spendibili le risorse allocate nella legge finanziaria, atte a determinare l'allineamento ai costi europei, e recuperare anche i maggiori costi sul gasolio, non sono ancora stati emanati; per la parte della normativa il ministero, venendo meno a precisi impegni concordati, non ha ancora dato evidenza pubblica al consumo medio dei veicoli commerciali, come previsto dall'articolo 83-bis, comma 10, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 2008; la suddetta inadempienza impedisce di definire parametri di riferimento per determinare i costi minimi di sicurezza del trasporto delle merci; le associazioni dell'Unatras e del movimento della cooperazione, di fronte al comportamento inspiegabile assunto nel corso della riunione di verifica tenutasi in data 6 ottobre 2008, hanno abbandonato la riunione e annunciato la convocazione dei propri organismi per valutare la disdetta dell'accordo e la riapertura della fase conflittuale; l'atteggiamento del Governo che viene meno ad impegni solenni assunti, rischia di portare nuovi momenti di conflittualità dannosi per i cittadini e per la stessa economia -: se intenda rapidamente intervenire onde evitare l'attuazione di una agitazione innescata da un comportamento del Governo che si rimangia intese che si pongono il non secondario obiettivo di garantire una maggior sicurezza sulle strade, ogni giorno sempre più messa a repentaglio anche a causa del mancato rispetto delle norme sociali e sulla circolazione. (5-00422) Classificazione EUROVOC:CONCETTUALE:associazione, legislazione in materia di sicurezza sociale, nolo, norma sociale, prezzo di trasporto, sicurezza dei trasporti, sicurezza sociale, sicurezza stradale, trasporto merci ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00403Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 AbbinamentiAtto 5/00428 abbinato in data 23/10/2008 FirmatariPrimo firmatario: IAPICCA MAURIZIO Commissione assegnatariaDestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 02/10/2008 Stato iter:CONCLUSO il 23/10/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 02/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00403 MAURIZIO IAPICCA giovedì 2 ottobre 2008, seduta n.059 IAPICCA e CARLUCCI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: alcune settimane fa, attraverso la stampa locale pugliese, si apprendeva la notizia secondo la quale, il treno Eurostar che collega Lecce a Roma e viceversa, dal mese di dicembre 2008, non avrebbe più effettuato fermate in alcune stazioni intermedie, tra le quali Brindisi e Barletta, al fine di ridurre i tempi di percorrenza tra le due città; tale decisione, che permetterebbe di ottenere un risparmio marginale di tempo quantificabile in appena 40 minuti, verrebbe perseguita a fronte di gravi penalizzazioni a carico degli importanti bacini di utenza delle città di Brindisi e Barletta e delle aree limitrofe; a seguito delle proteste della regione Puglia, la fermata nella stazione di Brindisi sembrerebbe essere stata ripristinata, ma per il solo treno del mattino e non anche per quello pomeridiano; tale riduzione delle fermate comprometterebbe in maniera significativa sia lo sviluppo economico e turistico dell'intero territorio pugliese, sia la vita degli utenti che quotidianamente si spostano sul predetto treno e che, al fine di usufruire del servizio ferroviario, sarà ora obbligata a raggiungere le stazioni di Bari o Foggia, con conseguenti ulteriori disagi e complicanze -: quali siano le ragioni per le quali Trenitalia s.p.a. abbia adottato la drastica decisione di interrompere il servizio nelle stazioni intermedie di Brindisi e Barletta e, in considerazione delle conseguenze negative citate in premessa, quali azioni, nell'ambito delle proprie competenze, intenda adottare al fine di indurre Trenitalia s.p.a. a riconsiderare tale secondo gli interroganti improvvida e deleteria decisione. (5-00403) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00403Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 AbbinamentiAtto 5/00428 abbinato in data 23/10/2008 FirmatariPrimo firmatario: IAPICCA MAURIZIO Commissione assegnatariaDestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 02/10/2008 Stato iter:CONCLUSO il 23/10/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 02/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00403 MAURIZIO IAPICCA giovedì 2 ottobre 2008, seduta n.059 IAPICCA e CARLUCCI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: alcune settimane fa, attraverso la stampa locale pugliese, si apprendeva la notizia secondo la quale, il treno Eurostar che collega Lecce a Roma e viceversa, dal mese di dicembre 2008, non avrebbe più effettuato fermate in alcune stazioni intermedie, tra le quali Brindisi e Barletta, al fine di ridurre i tempi di percorrenza tra le due città; tale decisione, che permetterebbe di ottenere un risparmio marginale di tempo quantificabile in appena 40 minuti, verrebbe perseguita a fronte di gravi penalizzazioni a carico degli importanti bacini di utenza delle città di Brindisi e Barletta e delle aree limitrofe; a seguito delle proteste della regione Puglia, la fermata nella stazione di Brindisi sembrerebbe essere stata ripristinata, ma per il solo treno del mattino e non anche per quello pomeridiano; tale riduzione delle fermate comprometterebbe in maniera significativa sia lo sviluppo economico e turistico dell'intero territorio pugliese, sia la vita degli utenti che quotidianamente si spostano sul predetto treno e che, al fine di usufruire del servizio ferroviario, sarà ora obbligata a raggiungere le stazioni di Bari o Foggia, con conseguenti ulteriori disagi e complicanze -: quali siano le ragioni per le quali Trenitalia s.p.a. abbia adottato la drastica decisione di interrompere il servizio nelle stazioni intermedie di Brindisi e Barletta e, in considerazione delle conseguenze negative citate in premessa, quali azioni, nell'ambito delle proprie competenze, intenda adottare al fine di indurre Trenitalia s.p.a. a riconsiderare tale secondo gli interroganti improvvida e deleteria decisione. (5-00403) ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00401Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: PINI GIANLUCA Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario: Stato iter:CONCLUSO il 23/10/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 01/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00401 GIANLUCA PINI mercoledì 1 ottobre 2008, seduta n.058 PINI. - Al Ministro per le politiche europee. - Per sapere
- premesso che: l'attuale dibattito in merito all'importanza dello sviluppo di reti di nuova generazione è legato alla necessità di trovare strumenti per assicurare una remuneratività dei necessari investimenti; la policy regolamentare attuata nei confronti degli operatori alternativi, che continuano ad investire in reti NGN, è stata volta a non riconoscere i costi sostenuti ed a disincentivare quindi tali investimenti, come ad esempio nel caso dei criteri per la determinazione dei prezzi di terminazione sulle reti degli operatori, cioè al prezzo che viene riconosciuto fra operatori per «terminare» la chiamata dei propri clienti su una rete di un altro operatore; la normativa vigente prevede che vi sia un orientamento al costo di tale servizio, la ratio è quella di utilizzare tale strumento per contribuire al finanziamento delle nuove reti secondo un modello di mercato. In tal modo, i maggiori investimenti sostenuti da un operatore per lo sviluppo della propria rete possono essere riconosciuti attraverso un meccanismo tariffario basato, appunto, sulla «terminazione» delle chiamate. Un obiettivo equo e sostenibile, applicato con successo nel settore della telefonia mobile che, però, nella telefonia fissa non è stato adottato in modo efficace, dal momento che per gli operatori alternativi sono stati definiti modelli di prezzo di terminazione non legati ai costi sottostanti, annullando così, di fatto, l'opportunità di ricorrere alla remunerazione degli investimenti, attraverso le tariffe di terminazione, per sostenere finanziariamente lo sviluppo di reti di nuova generazione; ad oggi, la terminazione mobile in Italia ha un valore di circa 4 miliardi di euro l'anno - garantendo agli operatori mobili circa 3 miliardi di euro l'anno di extra-profitti che vanno a pesare sui consumatori finali - rispetto ad un valore complessivo inferiore a 200 milioni di euro, per la terminazione su rete fissa degli operatori alternativi; nonostante tale marcato squilibrio, l'Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) intende ribadire questo modello, proponendo alla Commissione europea la definizione di tariffe di terminazione fissa e mobile secondo principi difformi. Nel caso del mobile, a fronte di investimenti già ampiamente remunerati, l'Autorità ha fatto riferimento ad un paniere di prezzi applicati in alcuni paesi europei (con un valore obiettivo cha va da 5,9 a 7 centesimi di euro al minuto al 2011). Nel caso dei fissi, nonostante evidenze di ingenti investimenti in nuove infrastrutture in fibra ottica, l'Autorità ha imposto l'utilizzo di un modello teorico di costo (con valori fino a 8 volte inferiori a quelli del mobile) che, non considerando i costi effettivamente sostenuti, di fatto esclude la possibilità che gli operatori fissi possano avviare un nuovo ciclo di investimenti; il livello di terminazione mobile definito dall'Agcom risulta più che doppio rispetto a quello calcolato dall'omologa Autorità francese del settore, Arcep, che ha valutato in 4 centesimi di euro al minuto i costi attuali dei maggiori operatori mobili (che hanno meno clienti di quelli italiani su cui ammortizzare i costi) con un valore obiettivo di 2,5 centesimi di euro al minuto al 2011; la Commissione europea ritiene non giustificabile il persistere della disuguaglianza nei valori e nel trattamento regolamentare della terminazione mobile e fissa. Lo stesso Commissario Viviane Reding ha più volte criticato l'elevato livello di terminazione mobile nell'UE - che ha espressamente definito un indebito sussidio agli operatori mobili a svantaggio degli operatori fissi - e, recentemente, ha annunciato l'intenzione, tramite apposita iniziativa regolamentare, di superare le diversità esistenti tra le tariffe di terminazione dei paesi UE ed ottenere una netta riduzione delle tariffe per le comunicazioni mobili (voce e dati) al fine di produrre immediati benefici per i consumatori finali; in Italia, gli effetti negativi su concorrenza e consumatori di tariffe di terminazione mobili non orientate ai costi sono stati evidenziati in una specifica istruttoria dell'Autorità Antitrust. L'impatto della terminazione mobile sui prezzi pagati è, infatti, significativo sui consumatori in quanto rappresenta circa il 20 per cento del fatturato complessivo del mercato mobile contro appena il 2 per cento del peso della terminazione fissa degli operatori alternativi sul valore totale del mercato dei servizi voce di rete fissa. Tale squilibrio, inoltre, favorisce pratiche anticoncorrenziali come il sussidio incrociato delle reti fisse alle reti mobili; da ultimo anche i consumatori, tramite l'associazione «Altronconsumo», hanno denunciato l'eccessivo livello dei valori medi di terminazione in Italia, che risultano molto più alti di quelli dei principali Paesi europei come Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, evidenziando il rischio che «lo sviluppo di un mercato delle telecomunicazioni efficiente, moderno e concorrenziale rimarrà un miraggio»; nonostante la netta posizione della Commissione europea e le palesi evidenze dell'Antitrust, che richiedono un intervento urgente, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentando nei giorni scorsi la relazione annuale dell'attività dell'Agcom alla Camera, tuttavia ha ribadito che la riduzione delle tariffe di terminazione mobile resta «un obiettivo da perseguire dosatamente» -: se il Ministro per le politiche comunitarie non ritenga opportuno che il Governo assuma ufficialmente una posizione nei confronti del Commissario per la Società dell'Informazione ed i Media per ribadire, da un lato, la priorità per l'Esecutivo dell'apertura dei mercati in condizioni di parità tra diversi soggetti economici, dall'altro piena condivisione in merito ai recenti orientamenti espressi della Commissione europea, al fine di assicurare un'effettiva parità di trattamento tra le varie categorie di operatori fissi e mobili e l'eliminazione degli effetti distorsivi sulla concorrenza e sul mercato derivanti dai recenti indirizzi dell'Autorità di settore; se il Ministro per le politiche comunitarie, non ritenga che il modello di mercato applicato con successo nel settore mobile debba essere replicato nella telefonia fissa in modo che, anche qui, attraverso un premio di terminazione asimmetrico, possano determinarsi incentivi ad investire in più reti di nuova generazione ingenerando così meccanismi virtuosi di concorrenza.(5-00401) Classificazione EUROVOC:CONCETTUALE:calcolo dei costi, Commissione CE, fissazione dei prezzi, infrastruttura economica, investimento, liberalizzazione del mercato, mercato interno, politica comunitaria, ribasso dei prezzi, riduzione tariffaria, societa' dell'informazione, sviluppo economico, tariffa delle comunicazioni ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00393Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: MOTTA CARMEN Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 01/10/2008 Stato iter:CONCLUSO il 23/10/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 01/10/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00393 CARMEN MOTTA mercoledì 1 ottobre 2008, seduta n.058 MOTTA, MARIANI e ANDREA ORLANDO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: l'articolo 1, comma 965, della legge 27 dicembre 2007, n.296 (Finanziaria 2007) reca uno stanziamento pari a 24 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per «la progettazione definitiva del raddoppio dell'intero tracciato della linea ferroviaria Parma-La Spezia (Pontremolese), funzionale al rafforzamento del corridoio plurimodale Tirreno-Brennero»; il Comitato Interministeriale per la programmazione economica (CIPE) in data 21 dicembre 2007 con delibera n. 136 ha approvato il progetto preliminare dell'opera; con delibera n. 11/2008/P, del 24 luglio 2008, la Corte dei conti - Sezione del controllo di legittimità su atti, del Governo e delle Amministrazioni dello Stato - si è pronunciata in merito al controllo preventivo di legittimità della delibera del CIPE, ricusandone il visto e la conseguente registrazione, per rilievi risultanti dal parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che evidenzia profili economici, amministrativi e tecnico-progettuali; tutti i soggetti istituzionali coinvolti hanno espresso forte preoccupazione per lo «stop» imposto dal pronunciamento della Corte dei Conti, chiedendo al Governo di adottare tutte le misure necessarie affinché possa, al più presto, ripartire l'iter di progettazione di un opera tanto strategica per il territorio nazionale; è necessario che il Governo si attivi per dare risposta, in tempi rapidi, ai rilievi mossi dalla Corte dei conti e ripresenti al CIPE una deliberazione con indicazioni più chiare su tempi e finanziamenti dell'opera -: quali azioni il Ministero e il Governo intendano adottare, ed entro quale scadenza temporale, al fine di dare piena attuazione a quanto disposto dalla Legge Finanziaria 2007, confermando la destinazione delle risorse ivi indicate in 48 milioni di euro, destinate alla progettazione definitiva del raddoppio dell'intero tracciato della linea ferroviaria Parma-La Spezia, nonché come intenda intervenire al fine di assicurare le risorse necessarie per la piena realizzazione e operatività di un'infrastruttura strategica, quale risulta essere tale linea.(5-00393) Classificazione EUROVOC:CONCETTUALE:controllo di bilancio, esecuzione di progetto, giurisdizione amministrativa, linea di trasporto, rete ferroviaria, trasporto ferroviarioSIGLA O DENOMINAZIONE:L 2006 0296GEO-POLITICO:LA SPEZIA, LA SPEZIA - Prov, LIGURIA, PARMA, PARMA - Prov, EMILIA ROMAGNA ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00295Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: VELO SILVIA Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 31/07/2008 Stato iter:CONCLUSO il 24/09/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 31/07/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00295 SILVIA VELO giovedì 31 luglio 2008, seduta n.046 VELO, META, FIANO e LOVELLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: il 4 giugno 2008, alle ore 10,35 a Milano, in via Liguria, due agenti della Polizia municipale di Milano hanno rilevato una infrazione al signor Monteverde Alberto, alla guida di una SMART, targata DM743GY, di proprietà della moglie, signora Favone Rita Anna; l'infrazione riguarda la violazione dell'articolo 100, commi 12 e 15, del vigente codice della strada «in quanto circolava con targa posteriore non propria (DM743CY)»; in effetti la targa anteriore risultava coerente con quella indicata nella carta di circolazione mentre quella posteriore risultava difforme in quanto in luogo della «G» conteneva una «C»; benché il Signor Monteverde abbia dichiarato di aver acquistato l'auto nuova dal concessionario Mercedes di Milano, in data 8 gennaio 2008, di non aver mai notato l'incongruenza e di essere anch'egli stupito del fatto, la Polizia Municipale ha effettuato il sequestro amministrativo del pannello della targa posteriore, nonché il fermo amministrativo per tre mesi del veicolo e della carta di circolazione immessi presso il deposito comunale Novara, invia Novara 451, Milano; inizia così per il signor Monteverde una vicenda che ad avviso dagli interroganti più che inverosimile è assurda e gravemente lesiva del cittadino coinvolto, peraltro disabile, che è stato privato del proprio diritto alla mobilità per un errore di stampa delle targhe da parte dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Spa; infatti: il 13 giugno 2008 la targa viene fatta recapitare allo stabilimento dell'Istituto poligrafico di Foggia che provvede all'invio del verbale di accertamento solo il 9 luglio 2008, trasmettendo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Direzione generale territoriale del nord-ovest, ufficio MCTC di Milano, l'esito della perizia che stabilisce «la targa autoveicolo posteriore DM743CY è risultata autentica». La targa in oggetto faceva parte di un lotto di 10.000 targhe spedite all'ufficio provinciale della MCTC di Padova, in data 11 ottobre 2007»; in data 11 luglio 2008 la sezione ispettorato carte valori presso l'I.P.Z.S. di Foggia, comunica all'Ufficio Provinciale della MCTC di Milano l'esito della perizia tecnica: «a seguito di perizia tecnica effettuata presso l'I.P.Z.S. di Foggia dalla commissione perizie, la targa è risultata autentica come da documentazione allegata. Pertanto, trattandosi di mero errore di stampa, provvediamo alla sostituzione della stessa con la combinazione esatta DM743GY.»; a tutt'oggi la targa corretta non è stata ancora trasmessa mentre l'autovettura è ancora sottoposta a fermo amministrativo e il signor Monteverde, nel frattempo rivoltosi al Giudice di pace, è nell'impossibilità di muoversi; il fenomeno delle targhe errate, nonché la penuria di targhe sono stati segnalati in numerosi atti di sindacato ispettivo per l'odissea dei disagi provocati ai cittadini dalle inefficienze dell'I.P.Z.S. -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti suesposti, se e come intenda intervenire per accertare eventuali responsabilità, se e come intenda risarcire i coniugi Monteverde, privati ingiustamente per due mesi del veicolo e della possibilità di muoversi, a causa di «un mero errore» dell'Istituto poligrafico dello Stato, se e chi dovrà pagare per il deposito del veicolo sottoposto a fermo amministrativo da circa due mesi.(5-00295) Classificazione EUROVOC:CONCETTUALE:acquisto, automobile, certificato di circolazione, documenti del veicolo, polizia localeGEO-POLITICO:MILANO, MILANO - Prov, LOMBARDIA ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00291Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: CAPARINI DAVIDE Commissione assegnatariaDestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 31/07/2008 Stato iter:CONCLUSO il 24/09/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 31/07/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00291 DAVIDE CAPARINI giovedì 31 luglio 2008, seduta n.046 CAPARINI, CROSIO, VOLPI, GRIMOLDI e FAVA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: il rilascio e l'utilizzo del contrassegno per parcheggi per disabili è disciplinato dall'articolo 188 del Nuovo Codice della Strada e dall'articolo 381 del suo regolamento di attuazione; l'articolo 188, comma 1, del Nuovo Codice della Strada, decreto legislativo n. 285 del 1992, impone agli enti proprietari di strade di consentire e agevolare la mobilità delle persone invalide, mediante l'allestimento e la manutenzione di apposite strutture per la circolazione e la sosta dei veicoli al loro servizio, e della relativa segnaletica; il successivo comma 2 rinvia al Regolamento di Esecuzione e di Attuazione, decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, per le formalità e i limiti della prescritta autorizzazione, il cui rilascio è posto in capo al sindaco del comune di residenza. Il comma 3, infine, esonera i veicoli al servizio delle persone invalide, debitamente autorizzate, dal rispetto dei limiti di tempo nelle aree di sosta a tempo determinato. Particolari sanzioni sono previste dai commi 3 e 4 rispettivamente per l'uso non autorizzato o improprio delle suddette strutture, ovvero per il mancato rispetto delle condizioni e dei limiti indicati nella prescritta autorizzazione; l'articolo 381, comma 2, del Regolamento, al riguardo, prevede il rilascio, da parte del sindaco del comune di residenza, di una apposita autorizzazione in deroga, resa nota mediante l'esposizione di uno specifico «contrassegno invalidi»; tale contrassegno è strettamente personale, non è vincolato ad uno specifico veicolo, ed è valido sull'intero territorio nazionale. Tali disposizioni sono ribadite dall'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 503 del 1996, concernente il «Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici»; in particolare il comma 1 impone alle autorità competenti di consentire la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle persone invalide, purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione della circolazione, ovvero nel caso di obblighi o divieti di carattere permanente o temporaneo, oppure di sosta vietata o limitata. Ai sensi del successivo comma 2, tali facilitazioni possono essere subordinate alla osservanza di eventuali motivate condizioni e cautele; il comma 3 consente la circolazione e la sosta nelle «aree pedonali» di cui all'articolo 3 comma 1, n. 2), e nelle «zone a traffico limitato» di cui all'articolo 3, comma 1, n. 54) del Codice, qualora è autorizzato l'accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l'espletamento di servizi di trasporto di pubblica utilità; il comma 4, inoltre, consente la circolazione anche sui percorsi o sulle corsie preferenziali riservati, oltre che ai mezzi di trasporto pubblico collettivo, anche ai taxi; il comma 5, infine, riserva gratuitamente, ai detentori del contrassegno, almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 nei parcheggi o nelle attrezzature per la sosta, muniti di dispositivi di controllo della durata ovvero con custodia. Giova rammentare che, ai sensi dell'articolo 354, comma 4, del Regolamento, è vietata la rimozione dei veicoli al servizio degli invalidi, purché muniti dell'apposito contrassegno. Ciò premesso, appare chiaro che il legislatore ha inteso riservare una tutela particolare alla circolazione e alla sosta dei veicoli al servizio delle persone invalide, ponendo in capo agli enti proprietari e ai sindaci dei comuni di residenza l'onere di allestire le strutture necessarie e di rilasciare le prescritte autorizzazioni, nonché il controllo della sussistenza dei requisiti necessari; gli aventi diritto hanno l'onere di esporre ed esibire il prescritto contrassegno. Conseguentemente i comuni che istituiscono zone a traffico limitato sono titolati ad accertare con le modalità opportune il diritto di accesso riconosciuto ai soggetti sopra indicati, ma nessun altro onere deve essere a questi imposto, al di fuori di quello prescritto in merito al possesso dell'autorizzazione valida sull'intero territorio nazionale; il Giudice di pace di Arezzo, con sentenza del 27 giugno 2006 dava ragione al genitore di un ragazzo disabile che aveva presentato ricorso per una contravvenzione subita a causa della mancata comunicazione al comune del numero di targa del veicolo utilizzato per il trasporto del figlio all'interno della ZTL, con la motivazione: «L'osservazione del comune che una persona diversamente abile munita di regolare contrassegno, deve richiedere preventiva o successiva (entro le 48 ore successive) autorizzazione ad accedere alla ZTL, comunicando il numero di targa del veicolo, non è conforme alle norme del vigente Codice della strada, che riserva libertà di accesso nella ZTL su tutto il territorio nazionale ai veicoli con portatori di handicap»; il comune di Brescia, nel disporre le modalità necessarie per l'accesso alla ZTL cittadina soggetto a controllo computerizzato, ha di fatto ad avviso degli interroganti disatteso tali norme generali sul contrassegno, subordinandone la validità al fine suddetto, per le persone residenti in città alla comunicazione di non oltre due numeri di targa delle automobili usate, e per le persone provenienti da altre località alla comunicazione ogni volta, prima di accedere alla ZTL, o entro le 48 ore successive, delle generalità della persona disabile, del numero del contrassegno, della data del rilascio e del nome del comune che lo ha rilasciato; queste disposizioni, oltre ad essere in palese contrasto con le citate norme generali in materia, penalizzano gravemente le persone disabili provenienti da altre località, tanto più perché non sono accompagnate da iniziative tecniche o amministrative in grado (tranne limitatissimi e non significativi casi) di evitare gli abusi eventualmente commessi nell'uso del contrassegno in oggetto, costituendo, di fatto, un «rimedio» peggiore del danno che si vorrebbe combattere; l'Associazione dei genitori di bambini e ragazzi con difficoltà Onlus, l'Associazione Insieme per l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate Onlus, la Cooperativa Pa.Sol, il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato di Botticino, la Cooperativa L'Aliante, l'Associazione di Volontariato «Icaro» Onlus con lettera del 6 luglio 2007 hanno chiesto all'Amministrazione comunale di Brescia di annullare con urgenza tali procedure, disagevoli e illegittimamente condizionanti l'uso del contrassegno stesso; a seguito della risposta del comune di Brescia del primo agosto 2007 che confermava tale procedura ritenendola conforme alle disposizioni legislative in materia, con lettera del 14 agosto 2007 è stata ribadita l'opposizione già esposta, avanzando altresì la proposta che una possibile soluzione del problema potrebbe essere quella di fornire a tutte le persone diversamente abili un chip elettronico da inserire nel permesso, che funzioni da pass al rilievo del sistema computerizzato dei portali ZTL, ed in futuro anche per i parcheggi dei disabili, evitando così abusi ingiustificati. Per altro, essendo il permesso di valenza per tutto il territorio nazionale, è necessario concordare la frequenza utilizzata per i chip con tutte le città che hanno adottato la ZTL computerizzata; in risposta all'interrogazione Caparini 5-01549 il viceministro Cesare De Piccoli ha dichiarato che «nel caso segnalato nell'atto ispettivo, si osserva che la possibilità, offerta dal comune di Brescia ai non residenti, di comunicare entro 48 ore l'avvenuto transito nella ZTL dell'avente diritto, appare non onerosa, ma predisposta a suo esclusivo vantaggio, onde evitare un inutile contenzioso che si risolverebbe comunque a favore del soggetto invalido, ma solo dopo la conclusione del connesso procedimento amministrativo. Tale possibilità appare al contempo coerente sia con l'esigenza del controllo del titolo autorizzativo sia con l'esigenza di mobilità degli interessati. Circa l'opportunità di dotare i veicoli posti al loro servizio di dispositivi atti ad interloquire con le apparecchiature per il controllo degli accessi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 250 del 1999, si osserva che la stessa, certamente auspicabile, prevede una realizzazione nel lungo periodo, in considerazione dell'estrema diversità delle apparecchiature adottate dalle singole amministrazioni comunali. Infine, si ritiene opportuno segnalare che sul sito istituzionale del Ministero alla voce «trasporto terrestre», sub «guide e servizi», è disponibile l'elenco dei comuni che hanno istituito zone a traffico limitato, con i recapiti telefonici dei referenti che possono fornire informazioni utili circa i varchi predisposti dalle amministrazioni locali» -: quali iniziative il Ministro intenda intraprendere per disciplinare le modalità di applicazione della norma e verificare il rispetto della legislazione vigente al fine di garantire l'accesso alle persone diversamente abili provviste del contrassegno H nelle ZTL, in particolare se elettronicamente vigilate. (5-00291) Classificazione EUROVOC:
ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00286Dati di presentazione dell'attoLegislatura: 16 FirmatariPrimo firmatario: MANCUSO GIANNI Commissione assegnatariaCommissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) DestinatariMinistero destinatario:Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 30/07/2008 Stato iter:CONCLUSO il 06/11/2008
Fasi iter:MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 30/07/2008 Atto Camera presentata da
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00286 GIANNI MANCUSO mercoledì 30 luglio 2008, seduta n.045 MANCUSO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. - Per sapere - premesso che: il traffico sulla ferroviaria Sicignano-Lagonegro è stato «sospeso» dal 1o aprile 1987; la tratta in oggetto servirebbe tanto per il traffico personale di lavoratori e studenti, quanto per sviluppare il turismo nell'area; nel tempo sono stati realizzati costosi studi tecnico economici e progetti per ripristinare la linea, anche con finanziamenti del CIPE e di codesto ministero; il servizio di trasporto locale viene oggi garantito da alcune autolinee private finalizzate per il 65 per cento dalle casse regionali -: quali iniziative di propria competenza il Governo intenda assumere anche d'intesa con le altre autorità competenti, per ripristinare la tratta ferroviaria in oggetto. (5-00286) Classificazione EUROVOC:CONCETTUALE:rete ferroviaria, studente, trasporto ferroviario, turismoGEO-POLITICO:LAGONEGRO, POTENZA - Prov, BASILICATA, SICIGNANO DEGLI ALBURNI, SALERNO - Prov, CAMPANIA |
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