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In moltre trasmissioni si fà pubblicità indiretta al fumo, altro che dissuasione!

Alla luce dei dati più recenti sul fumo in Italia, risulta che il numero di giovani che fanno uso di sigarette non si è affatto ridotto, anzi nel 2009, dicono le statistiche, il numero dei giovani fumatori è passato dal 24% dell'anno precedente al 29%: vale a dire che oggi in Italia quasi due milioni di ragazzi hanno già acceso la prima sigaretta e la maggior parte lo ha fatto prima dei 16 anni, anche grazie a delle vere e proprie "lezioni di fumo televisive".
L'importante problematica del fumo giovanile è stata l'oggetto dell'interrogazione che la deputata del Partito democratico, Luciana Pedoto, ha rivolto ai ministri del Welfare, Maurizio Sacconi, e dell'Istruzione, università e ricerca, Maria Stella Gelmini, per sapere dal ministro Sacconi come abbia utilizzato i fondi destinati alle politiche antifumo, a quanto ammontino e a chi siano stati erogati e come tali risorse siano state impiegate dai soggetti che ne hanno beneficiato, con particolare riferimento all'esigenza di evitare la diffusione di un'immagine artefatta di stili di vita legati non alla tutela della salute ma all'apparire, inteso nel senso effimero del termine.  Inoltre, la deputata chiede di sapere se attualmente esiste un follow up di successi o di insuccessi che possa essere di indicazione al Governo per migliorare le strategie di prevenzione o repressione future. Ad entrambi i ministri, chiede se non ritengano opportuno predisporre delle campagne contro il fumo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, affinché i ragazzi imparino a capire che il fumo è dannoso.
Nell'interrogazione viene evidenziato il fatto che in molte trasmissioni televisive non solo non si affronta l'argomento dei danni provocati dal tabagismo e neanche quello della disassuefazione, anzi si danno "lezioni di fumo" (ad esempio il Grande Fratello), che ad avviso della deputata costituiscono pubblicità indiretta al tabagismo, senza spiegare in realtà cosa il tabagismo produce. Non solo, viene anche fatto notare che la giornata mondiale senza tabacco è solo un simbolo che ha bisogno di altri 364 giorni di impegno riguardo alle politiche antifumo: in tema di educazione alla salute è importante che i ragazzi capiscano ed imparino che il fumo è dannoso per loro e per chi sta intorno a loro. Secondo la deputata, sarebbe opportuno iniziare ad evitare spettacoli diseducativi in televisione.
 

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