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Dalla Camera
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I lavoratori temono un disimpegno sul territorio che li penalizzerebbe
Nella seduta dello scorso 12 novembre, la deputata del Pd, Teresa Bellanova ha rivolto un'interrogazione al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi in merito al caso della Datacontact srl, un'azienda che opera nello sviluppo delle attività di marketing e comunicazione attraverso servizi avanzati di contract center. Ha sede legale Matera e sedi operative a, Milano, Bari, Lecce e Bernalda (Matera). Nel corso degli anni l'azienda non si è occupata solo di commesse inerenti la telefonia mobile, ma anche di ricerche di mercato per Enel gas, Toyota, Bmw ed altri marchi che hanno conferito alla citata azienda una grande attendibilità lavorativa: nell'anno 2000 l'azienda si insedia a Lecce con una commessa Wind Infostrada outbound avviando l'attività con una cinquantina di operatori impiegati con collaborazioni occasionali o coordinate e continuative. Nel 2002 l'azienda acquisisce la commessa da parte di Telecom e nel corso degli anni gli operatori impiegati aumentano fino a diventare circa quattrocento unità nell'anno 2006: il volume occupazionale si è mantenuto stabile fino agli inizi dell'anno 2009 quando le collaborazioni in scadenza non sono state più rinnovate fino a contare, attualmente, solo cinquanta unità impiegate. I lavoratori temono che la notevole contrazione dei volumi occupazionali, insieme alla mancanza di risposte in merito ai progetti futuri disattese da parte dell'azienda possano prefigurare la volontà, da parte di quest'ultima, di un disimpegno complessivo nel territorio salentino: se questa ipotesi dovesse verificarsi rappresenterebbe per il territorio salentino ed i suoi abitanti un'ulteriore penalizzazione a carico di lavoratori che hanno il diritto di costruirsi un futuro. Esposto il caso, la deputata chiede al ministro Sacconi se non ritenga opportuno intervenire per verificare quali siano i progetti futuri dell'azienda per quello che riguarda il territorio salentino, ciò anche al fine di tutelare numerosi lavoratori e le loro famiglie che vedono, di giorno in giorno, precarizzato il proprio futuro.
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