| CAMERA - Agricoltura: imprese sempre più a rosso |
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Nello stesso giorno i deputati dell'Unione di centro hanno presentato due diverse interrogazioniNella seduta dello scorso 10 novembre, la drammatica situazione di crisi che sta mettendo in ginocchio l'agricoltura italiana colpendo tutti i settori al punto tale da dover usare il temine "emergenza" per il forte rischio di chiusura delle imprese agricole che hanno i bilanci sempre più in rosso mentre i prezzi sui campi registrano un calo continuo, che a fine 2009 potrebbe arrivare anche al 16% rispetto al 2008, è stata oggetto di due diverse interrogazioni. Entrambe rivolte al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, dai deputati dell'Unione di centro. In una che ha come primo firmatario Michele Giuseppe Vietti si sottolinea come la crisi stia colpendo tutti i vari comparti: nei primi nove mesi del 2009 i cereali hanno registrato una flessione del 39%, la frutta del 13,7%, latte e derivati del 14,5%, l'olio d'oliva del 19%, il vino del 23%, gli ortaggi dell'8,6%, le colture industriali del 5%, gli animali vivi e le uova del 2%. Nell'interrogazione si legge che gli agricoltori lamentano un peso rilevante del costo dei mezzi di produzione (concimi, mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio) e degli oneri contributivi e burocratici, che, oltre a far perdere competitività alle nostre imprese sui mercati, costituiscono una pesante voce negativa nel computo dei loro redditi;
secondo le associazioni di settore, negli ultimi dieci anni si è assistito ad aumenti che superano abbondantemente il 300 per cento, un trend che si è confermato anche nei primi nove mesi del 2009, anche se in maniera meno vistosa rispetto al passato, ma comunque sempre gravosa tanto che le stesse associazioni hanno recentemente richiesto al Governo la dichiarazione dello stato di crisi e l'adozione di provvedimenti incisivi, come, per esempio, le sospensioni dei pagamenti dei contributi previdenziali e delle tasse per quegli agricoltori che non sono nelle condizioni di pagare né gli oneri sociali, néassolvere alle scadenze fiscali; nei provvedimenti adottati dal Governo non sono stati inseriti validi interventi a sostegno delle imprese agricole, nonostante le promesse e le dichiarazioni fatte, in primis quelle riguardanti il ripristino integrale del fondo di solidarietà nazionale. A fronte di tali considerazioni, l'Unione di centro chiede al ministro quali immediati e concreti interventi intenda adottare al fine di evitare la chiusura in tempi brevi di un numero elevato di aziende, impossibilitate ad operare sul mercato nelle condizioni attuali. Nell'altra interrogazione, formulata da Giuseppe Ruvolo (che compare tra i firmatari dell'altra interrogazione - ndr) viene messo l'accento sulla politica economica portata avanti dall'attuale Governo che penalizza sempre di più gli agricoltori del meridione poiché manca una rinnovata e più attenta politica di sviluppo del Mezzogiorno che costituisce una grande risorsa sottoutilizzata per ampliare la base produttiva, il mercato e l'occupazione. Secondo il deputato, l'agricoltura, che nel Sud riveste una grande rilevanza sia in termini economici, occupazionali e sociali non è al centro della politica odierna: uno dei dati più significativi è quello dell'utilizzo del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) istituito con la legge finanziaria del 2002 con lo scopo di concentrare e dare unità programmatica e finanziaria agli interventi nazionali rivolti al riequilibrio economico e sociale del Paese. Le risorse Fas inizialmente stanziate dalla finanziaria per il 2007 per il periodo di programmazione 2007-2013 (64,4 miliardi di euro) sono state drasticamente ridotte (54 miliardi di euro) e, per quanto riguarda la quota nazionale (25,4 miliardi di euro), utilizzate per finalità differenti rispetto agli obiettivi originari e il risultato di queste scelte è lo smantellamento di quanto programmato nel Quadro strategico nazionale 2007-2013 e un forte indebolimento delle risorse disponibili per le politiche regionali di sviluppo, con particolare riferimento al Mezzogiorno. Ben 800 milioni di euro sono stati tolti all'agricoltura, sottolinea il deputato, aggravando in tal modo lo stato di disagio in cui vive l'intero settore. Tra il 2008 e il 2009 il Governo Berlusconi ha accentuato enormemente la pratica di utilizzare le disponibilità del FAS come un "bancomat" improprio, a copertura degli oneri di numerose disposizioni legislative: gli stanziamenti Fas nel bilancio dello Stato hanno perciò subito decurtazioni pari a 18,4 miliardi di euro nel periodo 2008-2012 e ultimamente molte delle risorse dei fondi Fas sono state utilizzate per sanare altre situazioni come quella del terremoto in Abruzzo per la cui ricostruzione il Governo ha sottratto investimenti destinati al Mezzogiorno del Paese. Quindi, si chiede quali iniziative il Governo intende adottare al fine di intraprendere finalmente una politica mirata a sostegno dell'agricoltura e dei suoi lavoratori. |














