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SENATO - General Electric acquista Interbanca e licenzia PDF Stampa E-mail
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Prevista la chiusura delle filiali di Bari, Napoli, Catania, Torino e Treviso

La società Interbanca SpA, fondata nel 1961 dal Banco Ambrosiano, Banca d'America, Banca d'Italia e Banca nazionale dell'agricoltura, ha svolto nel corso degli anni un'intensa attività nella erogazione del credito, operando in tutti i comparti del finanziamento a medio e lungo termine e ponendosi al servizio delle esigenze di natura finanziaria principalmente rivolte alla media impresa italiana ma nel 2008 viene acquistata. E con la partecipazione del gruppo Santander, la General electric commercial finance è diventata unica proprietaria a decorrere dal 7 gennaio 2009.
Un investimento finalizzato al rilancio Interbanca SpA  ma, contrariamente a quanto preannunciato, l'intero polo finanziario di General electric commercial finance in Italia e, in particolare, Interbanca risentono di un notevole quanto preoccupante rallentamento delle diverse operatività.
Di questa vicenda si sono interessati alcuni senatori del Pd sottoponendo un'interrogazione - di cui è primo firmatario il senatore Giorgio Roilo (nella foto) - ai ministri del Welfare, Maurizio Sacconi e dell'Economia, Giulio Tremonti.
Facendo riferimento a quanto pubblicato recentemente da un'autorevole testata giornalistica specializzata, il costo della provvista sostenuto da Interbanca è particolarmente elevato, e supera le ordinarie condizioni di mercato previste per una normale erogazione del credito. Da questo, i senatori del Pd considerano preoccupanti le politiche aziendali che General electric commercial finance sta adottando nei confronti di Interbanca SpA soprattutto se si pensa che a soli sei mesi dal perfezionamento della suddetta acquisizione, la nuova proprietà ha manifestato l'intenzione di procedere alla riduzione del personale attualmente impiegato nelle diverse sedi - 365 unità - prevedendo il licenziamento di 160 dipendenti su 356, nonché la chiusura delle filiali di Bari, Napoli (filiale storica) e Catania - uniche filiali del Sud Italia - e delle filiali di Torino e Treviso.
Il nuovo piano strategico per Interbanca messo a punto dalla nuova proprietà prevederebbe, tra l'altro, l'eliminazione o comunque una forte riduzione di prodotti di impiego tradizionali a sostegno (come il credito all'industria, gli incentivi previsti dalla legge n. 1329 del 1965 cosiddetta legge Sabatini, attività dei project financing, attività a sostegno del comparto Shipping, attività legate alla finanza agevolata - legge prevista dal decreto-legge n. 415 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 488 del 1992). Aseguito di tale decisione, molte imprese italiane saranno costrette a rinunciare al sostegno di Interbanca ossia di un partner indispensabile per il finanziamento di investimenti di elevato standing. Secondo i senatori, il danno che deriverebbe dal ritiro dal mercato del credito presidiato da Interbanca - dettato da General electric commercial finance unicamente per il suo profilo di impresa - avrebbe inevitabilmente conseguenze negative sull'intera economia italiana, già fortemente penalizzata dalla grave crisi congiunturale. Perciò si rivolgono ai ministri Sacconi e tremonti per sapere se siano a conoscenza dei fatti e quali siano le loro valutazioni in merito, quali iniziative intendano adottare con la massima sollecitudine al fine di salvaguardare l'occupazione del personale attualmente impiegato presso le diverse sedi di Interbanca. In particolare, i senatori chiedono se il Governo ritenga opportuno intervenire nell'ambito delle proprie competenze, presso Generale electric affinché riconsideri quanto stabilito nell'ambito del preannunciato piano di riorganizzazione in ordine al licenziamento delle 160 persone anche in considerazione delle loro lunga esperienza e competenza e  non ritenga altresì necessario verificare se da parte di General electric commercial finance vi siano dei seri progetti di sviluppo nei confronti di Interbanca SpA affinché vi siano delle reali garanzie non solo per il nuovo azionista ma anche per tutti gli stakeholder interessati: dipendenti, clienti, fornitori, Stato. Non solo. I senatori chiedono al Governo se non ritenga opportuno segnalare i fatti alle autorità di vigilanza per i rispettivi profili di competenza affinché venga fatta luce su molti aspetti ancora oscuri dell'intera vicenda che ha portato all'acquisizione di Interbanca da parte di General electric.



 

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