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SENATO - Latte: rateizzazione debiti e nuove quote PDF Stampa E-mail
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Chi ha rispettato la legge, non ha ottenuto priorità rispetto ai cosiddetti splafonatori

In Italia l'annosa e tormentata vicenda delle quote latte, conclusasi nell'aprile 2009, ha evidenziato come il 98,42% degli allevatori ha rispettato le regole sulle quote latte sancite dal decreto-legge n 49 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n 119 del 2003, che ha convertito il decreto-legge n 49 del 2003, in molti casi sottoscrivendo la rateizzazione delle sanzioni dovute per i cosiddetti "splafonamenti" e pagando con regolarità. Questo dato ha indotto il senatore del Pdl, Andrea Fluttero (nella foto) , a rivolgere al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, un'interrogazione in cui sottolinea che il settore lattiero-caseario sta attraversando a livello comunitario una fase congiunturale molto difficile, come dimostra il crollo dei prezzi all'origine su tutti i principali mercati europei.
Il decreto-legge 10 febbraio 2009, n 5, - spiega il senatore - recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, al cui interno è confluita la disciplina precedentemente contenuta nel decreto-legge 5 febbraio 2009, n 4, recante misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario è risultata essere, a giudizio dell'interrogante, un estremo tentativo di sanare la situazione di quelle poche centinaia di allevatori che non hanno rispettato le regole. Nonostante siano state introdotte, durante l'iter parlamentare di conversione del decreto-legge 10 febbraio 2009, n 5, alcune modifiche migliorative del testo originario, è rimasta irrisolta una serie di problematiche legate al sistema delle quote latte in Italia: l'assegnazione delle nuove quote non è stata subordinata alla rinuncia ai contenziosi, così alcuni produttori che non avevano in precedenza rispettato le quote ne hanno ottenute di nuove e successivamente hanno attivato ricorsi ed ottenuto il blocco delle rateizzazioni, mentre chi aveva rateizzato rispettando le regole continua a pagare e non è stato risolto il problema connesso all'effettivo pagamento delle multe prima dell'assegnazione delle quote, obiettivo raggiungibile se si fosse disposto che le assegnazioni previste per i produttori con prelievo supplementare non versato fino alla definizione del procedimento di rateizzazione confluissero in una riserva nazionale. In relazione all'ordine di priorità di assegnazione, chi ha affittato delle quote, rispettando la legge, non ha ottenuto priorità rispetto ai cosiddetti "splafonatori": a fronte di agevolazioni per chi non è in regola, il testo ha introdotto invece delle incomprensibili rigidità per chi, pur essendo in regola con i versamenti delle multe, ha "splafonato" oltre il 6% della propria quota produttiva. L'articolo 9 del decreto-legge n 49 del 2003 ha ben disciplinato questa fattispecie, prevedendo una soglia del 20%, sia per evitare un danno per i produttori che, pur splafonando, hanno pagato regolarmente le multe, sia per evitare che si vada ad alimentare il fondo per il settore lattiero-caseario con eventuali somme residue del prelievo in eccesso. Per garantire continuità nei pagamenti degli "splafonatori", che aderiscono alla rateizzazione anche dopo il 2013, anno in cui le quote latte non ci saranno più, sarebbe stato fondamentale introdurre delle disposizioni che prevedessero il pagamento anticipato almeno della prima rata della multa e la trattenuta preventiva dei premi relativi alla politica agricola comunitaria di spettanza del debitore, da utilizzare a scalare per il versamento delle singole rate e non solo sulla prima rata.
A fronte di tali considerazioni, il senatore chiede al ministro Zaia la situazione sull'andamento del sistema di rateizzazione dei debiti delle quote latte e sulla distribuzione delle nuove quote come disciplinati dal decreto-legge 10 febbraio 2009, n 5 e se ritenga di rispettare l'impegno assunto di stanziare 45 milioni a sostegno dei produttori regolari e quali iniziative intenda assumere per garantire l'opportuna regolarizzazione di chi non ha rispettato le regole senza umiliare chi invece, con fatica, le ha rispettate.
 

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