| IL CASO - Senato: da 18 mesi azienda aspetta risarcimento |
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Forti ripercussioni economiche sui gli stessi lavoratori e le loro famiglieEccessiva dilazione dei tempi dei risarcimenti assicurativi per il Consorzio Caseifici Altopiano di Asiago. Infatti l'assicurazione non ha ancora risarcito il danno complessivo stimato fra i 16 e 17 milioni di euro causato da un incendio di vaste dimensioni nel quale bruciarono ben 53.000 forme di formaggio Grana Padano ed in numero minore altri tipi di formaggio. L'incendio ebbe luogo il 17 novembre dello scorso anno. Alla vicenda si è interessato il senatore Piergiorgio Stiffoni della Lega Nord Padania (nella foto) che in una mozione chiede a Claudio Scajola, ministro dell Sviluppo economico, se sia a conoscenza dei fatti e se non intenda promuovere opportune iniziative al fine di verificare la diffusione del fenomeno della dilazione dei tempi dei risarcimenti assicurativi che, se non contenuto, è in grado di provocare gravi ricadute in termini occupazionali e produttivi, determinando un vero e proprio danno economico per il settore industriale delle aziende di piccole e medie dimensioni, già messo a dura prova dalla crisi economica.
Ma cosa è successo? Dopo l'incendio, il giorno 19 novembre 2007 si è recato sul posto il perito nominato in polizza della Compagnia di Assicurazione CIRA SpA del Gruppo Cattolica Assicurazioni, capofila delle Coassicuratrici dirette, il geometra Nicoli Aldo, che celermente ha iniziato la perizia raccogliendo tutti i dati, documenti e testimonianze necessari all'espletamento della perizia stessa, disponendo immediatamente per il tentativo di salvataggio del prodotto danneggiato e parzialmente danneggiato. A giudizio dell'interrogante a causa del continuo atteggiamento ostruzionismo creato dal geometra Lercari, subentrato al geometra Nicoli, durante la perizia si sono resi necessari la nomina e l'intervento di un perito terzo, il geometra Saulo Parlani; questi, insediatosi, costituisce il collegio peritale in data 11 marzo 2008 e da quel momento l'attività peritale prosegue tra mille pretesti e ritardi, cagionati dal perito delle assicurazioni. Il senatore Stiffoni fa notare che l'atteggiamento ostruzionistico, pretestuoso e strumentale teso a dilatare i tempi della perizia si è reso ancora più evidente quando le compagnie di assicurazione hanno rifiutato la rimozione dei residui ormai marcescenti dal luogo del sinistro, in riferimento alla quale il perito terzo aveva espresso il suo "nulla osta". Viene così a crearsi una vera e propria "emergenza" di carattere igienico-sanitario, per la quale si è reso necessario l'intervento del sindaco di Asiago e dell'ASL competente. Inoltre, in data 5 febbraio 2009 durante una seduta del collegio peritale convocato a Genova per la definizione del danno diretto, il Perito terzo ha verbalizzato le risultanze del danno diretto quantificandole in 13.922.200 euro al netto delle franchigie di polizza, lasciando a data da definire la convocazione per la quantificazione del danno indiretto. Ciò nonostante, il perito delle compagnie di assicurazione si è rifiutato di sottoscrivere l'atto di liquidazione. La conseguenza diretta è stato l'ennesimo rinvio e, a tutt'oggi, il Consorzio fra i Caseifici dell'Altopiano di Asiago è ancora in attesa di conoscere la data della nuova convocazione per la definitiva risoluzione del contenzioso. Al senatore il comportamento delle assicurazioni citate appare grave non solo perché nasconde e agevola prassi e condotte che possono integrare veri e propri illeciti penali, ma anche e soprattutto perché, così facendo da oltre 18 mesi, ha messo in seria crisi la vita di un'azienda con forti ripercussioni economiche sui gli stessi lavoratori e le loro famiglie (3-00817). |














